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fratelli_perfettamente_chic_0.jpgFabio e Leo sono due fratelli molto uniti. Sono sempre stati molto complici. Leo aveva una specie di venerazione per suo fratello. Lo seguiva ovunque e la sua parola per lui era legge. Quando il pomeriggio Fabio era impegnato coi compiti, Leo prendeva i quaderni anche lui e, a soli quattro anni, riempiva paginette di lettere, aste e bastoni. Doveva essere all’altezza di suo fratello maggiore. Questo lo facilitò quando fu lui a cominciare le scuole. Col passare degli anni i due fratelli assunsero ognuno la propria personalità: Fabio era il più attivo ed istintivo, mentre Leo era lo studioso e riflessivo. Loro si definivano una squadra. Quando Fabio incontrò il suo primo amore, Leo lo aiutò a far colpo su di lei perché, secondo lui, suo fratello minore era  quello bravo con le parole, sapeva arrivare al cuore: “Io sono un po’ imbranato.” Leo in un primo momento si oppose, dicendo a suo fratello che non era giusto ciò che gli chiedeva. Poi vedendo le insistenze dell’altro, lo assecondò. La sera prima di addormentarsi, ogni volta in cui incontrava una ragazza che gli piaceva, Fabio ne parlava con suo fratello che ascoltava pazientemente e lo consigliava.

La complicità tra i due fratelli andò avanti finché nella loro comitiva arrivò la bella Sveva. La ragazza fece breccia nel cuore dei ragazzi del gruppo, compresi i due fratelli. Prima di mettersi a dormire Fabio parlava con entusiasmo della nuova arrivata, mentre Leo si teneva sulle sue. Sveva era gentile e paziente con tutti ma, quando i ragazzi si facevano avanti per dichiararle i loro sentimenti, lei gli diceva con molto tatto che non li ricambiava. Nessuno dei ragazzi rifiutati dalla fanciulla parlava con gli amici di quel “fallimento”. Leo fu il solo a non trovare il coraggio di farsi avanti con lei. Ci stava male, ma non poteva dichiararsi con Sveva e rischiare di mettere a rischio il rapporto speciale che aveva con Fabio. Una sera, rientrati a casa, i due fratelli si misero a chiacchierare sugli avvenimenti della giornata. Il maggiore raccontò al minore di aver confessato a Sveva i propri sentimenti. Il ragazzo ascoltò pazientemente lo sfogo del fratello e si vergognò di se stesso per la gioia che provò nel sentire che era stato respinto dalla ragazza di cui era innamorato anche lui. Quella gioia svanì nell’istante successivo:  se Sveva aveva respinto suo fratello, lui non aveva speranza di piacerle.

Quella convinzione cominciò a vacillare quando Leo incontrò la ragazza negli uffici dove lavorava. Fu lei ad attirare la sua attenzione: era lì per un colloquio di lavoro. Lui le augurò buona fortuna e qualche ora dopo seppe che l’amica aveva ottenuto il posto. Da quel giorno i due presero l’abitudine di incontrarsi per il pranzo alla mensa dell’azienda. Entrambi provavano gli stessi sentimenti l uno per l’altra, ma nessuno dei due trovava il coraggio di parlarne. Tra loro nacque un bel rapporto di amicizia. Una sera, Fabio tenne sveglio Leo per un bel po’. Era di nuovo innamorato e aveva bisogno dell’aiuto di suo fratello per far colpo sulla ragazza del momento: “Stavolta è una cosa seria, fratello. Se tu amassi una ragazza tanto da giurare a te stesso che per lei tradiresti anche me, cosa faresti?”  Leo, dopo aver ribadito che non lo avrebbe mai tradito, gli disse cosa avrebbe fatto. Non era difficile. Gli bastava pensare a Sveva e a ciò che avrebbe potuto fare per lei se solo avesse avuto un briciolo di coraggio in più. Nei giorni seguenti, durante i pranzi con la ragazza, si sentì raccontare che qualcuno aveva fatto per lei ciò che lui suggeriva a suo fratello. Pensò ad una coincidenza. Poi, quando nelle settimane successive la cosa si ripeté, cominciò a sospettare di suo fratello. All’ennesimo racconto decise finalmente di affrontarlo. Si sentiva tradito, usato e la cosa lo mandò su tutte le furie. Parlò a Fabio un venerdì sera, appena rientrò a casa dal lavoro. I genitori furono sorpresi dalla furia del figlio minore che, solitamente, era molto tranquillo. Fabio lasciò che lui si sfogasse poi gli andò vicino guardandolo dritto negli occhi:  “Non è il caso che ti agiti tanto. Volevo soltanto aiutarti. Insomma, fratello! Hai fatto innamorare la ragazza di cui io ero innamorato. Tu sei il più in gamba tra noi due. Tira fuori il tuo coraggio e confessale che la ami.” Leo lo guardava sbalordito. Suo fratello aveva appena detto che lui era il più in gamba tra loro. Fabio tirò fuori il suo sorriso furbo e lo incoraggiò nuovamente: “Coraggio Leone!”  Quando Leo raccontò a Sveva, per filo e per segno, come erano andate le cose, lei gli confessò di ricambiare il suo amore e alla prima occasione ringraziò il buon Fabio.

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Qualche anno più tardi, Sveva e Leo erano fuori città per un viaggio di lavoro. Leo uscì a sbrigare una faccenda prima di portare la ragazza fuori a cena. Le disse di aspettare una video chat con Fabio che aveva un problema e gli aveva chiesto aiuto. La ragazza aprì il collegamento al primo squillo. Salutò Fabio e gli spiegò che Leo sarebbe arrivato a momenti. Il giovane sorrise e si sistemò meglio sulla sedia: “Perfetto. Credo che tu sia più adatta di lui a risolvere il mio problema. Vedi? Leo è bravo e buono, ma non trova il coraggio di chiederti una cosa:  Sveva, vuoi diventare mia cognata? Per favore, sposa mio fratello.” Sveva era sorpresa. fratelli_perfettamente_chic_2.jpgNon capiva se Fabio parlasse sul serio o la prendesse in giro. Erano settimane che Leo le faceva strani discorsi sull’eventualità di andare a vivere insieme. Mentre lei cercava di capire, Leo, rientrato poco prima,  girò il computer verso di lui e guardò suo fratello: “Mi hai rovinato la sorpresa fratello. Ti ringrazio per il tuo gesto altruistico, ma in questo caso preferisco fare da solo. Ciao.” Chiuse la video chat e guardò Sveva con fare rassegnato. Prese lo scatolino che aveva in tasca, tirò fuori l’anello al suo interno, s’inginocchiò e guardò la sua amata: “Volevo aspettare dopo cena, ma fa lo stesso. Sveva, mi vuoi sposare?” Sveva gli rispose di sì senza esitare e i due si abbracciarono. Qualche secondo dopo sentirono il suono di un messaggio sulla chat. Era Fabio che si proponeva come testimone di nozze.

Autore: Clorinda Di Natale