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Oggi è un giorno importante. In famiglia abbiamo lavorato per settimane perché tutto fosse perfetto. Non è facile organizzare un matrimonio contando di realizzare quasi tutto con le nostre mani. Noi, però, abbiamo deciso di metterci in gioco. Dall’addobbo in chiesa, al pranzo, al dolce, alla musica, tutto è stato preparato da noi, tranne le bomboniere. Quando si tratta di far festa siamo imbattibili. E le nostre feste sono straordinarie. Noi stessi siamo una famiglia fuori dall’ordinario. Quando decidiamo di riunirci proprio tutti siamo tra le ottanta e le novanta persone (riusciamo a contare ben cinque generazioni).

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Stamattina ci siamo dati appuntamento davanti alla chiesetta di campagna scelta dagli sposi per la cerimonia. Siamo tutti soddisfatti del lavoro che abbiamo fatto per gli addobbi. Abbiamo recuperato le rose rosse ed alcune margherite gialle dai nostri giardini, abbiamo creato dei semplici mazzolini aggiungendoci dei fiori di campo raccolti qua e là, li abbiamo legati con dello spago e li abbiamo disposti in ordine sparso fra i banchi della chiesa. Ne abbiamo creato uno più grande con delle gerbere gialle e le rose rosse, sistemato davanti all’altare ed adornato con un fiocco di juta. Tutto all’insegna della semplicità.

nonni_perfettamente_chic_3.jpgTutto è perfetto. I bambini corrono qua e là in attesa dell’inizio della cerimonia ed è difficile stargli dietro nei nostri abiti eleganti. Perché, anche se la festa si svolgerà nella grande sala da pranzo della casa degli sposi e non avremo né cuochi, né camerieri a servire ai tavoli, non volevamo rinunciare a farci belli come in tutte le occasioni speciali. Tanto per non smentire la tradizione dei matrimoni, gli sposi sono in ritardo. Decidiamo di sistemarci in modo da essere pronti al loro arrivo. Facciamo appena in tempo a far sedere i bambini che arriva l’auto degli sposi. Sì, perché a questo matrimonio gli sposi arrivano insieme nell’auto del mio fidanzato. Gli sposi lo hanno scelto come autista. Il sacerdote si sistema davanti all’altare e le note della marcia nuziale si diffondono nella chiesetta accompagnando l’ingresso degli sposi. La sposa non indossa l’abito bianco, ma un elegantissimo tailleur blu, con una camicetta color panna. Lo sposo indossa un vestito grigio. Come ad ogni matrimonio che si rispetti c’è chi si commuove.

Il sacerdote sorride, intenerito dalle emozioni che legge negli occhi degli sposi mentre si scambiano le promesse e le fedi e, al termine della messa,  ci esorta a fare un applauso: “Direi che, di fronte a due persone che rinnovano la loro promessa di amore eterno dopo sessant’anni dal loro matrimonio, un applauso ci stia tutto! Evviva gli sposi!” Lo sposo, che poi sarebbe mio nonno Amedeo, nonostante i suoi ottantasette anni è un tipo allegro e pieno di vitalità ed ha scritto uno dei suoi soliti discorsetti che accompagnano ogni evento speciale della nostra famiglia. Decide di leggerlo in quel momento, perché tutti possiamo ascoltarlo e comprenderne appieno il senso:

“Cara famiglia, non potete immaginare quale immensa gioia rappresenti per mia moglie e me essere qui a rinnovare la nostra promessa di fronte a tutti voi. Anche se i ricordi si offuscano, l’emozione di quel lontano giorno è ancora viva e presente nel nostro cuore. Quelli erano anni difficili. Noi due eravamo due ragazzi giovani e partivamo solo da quel poco che erano riusciti a darci i nostri genitori e dalla speranza di un futuro migliore. La nostra unica ricchezza erano il nostro amore e i nostri sogni. La cerimonia di nozze è stata modestissima. Un vestito bianco cucito a mano dalle mani di Antonia e di sua madre, il mio vestito recuperato da un sarto amico di famiglia, le scarpe della festa,  la cerimonia in chiesa e poi un pranzo modesto con le nostre famiglie strette. Niente viaggio di nozze, anzi, il mattino dopo il matrimonio siamo andati tutti e due a lavorare. Negli anni abbiamo dovuto superare la guerra e la povertà, ma abbiamo sempre accolto tutto ciò che la vita ci ha offerto con coraggio e non ci siamo mai arresi. È stato difficile e faticoso, ma oggi vedervi tutti qui a festeggiare con noi, ci ripaga di tutti i nostri sacrifici. Siamo partiti in due con niente e guardate adesso quanti siamo! Tutta la gioia che stiamo provando in questo giorno è l’augurio che facciamo noi, nella nostra festa, a voi. Soprattutto ai più giovani che stanno iniziando adesso il loro cammino di vita. Vi auguriamo di provare un giorno la stessa grande emozione che stiamo provando noi in questo momento. Vi ringraziamo del vostro affetto. Vi vogliamo bene!”

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Il nonno si asciuga le lacrime con il suo fazzoletto e per farsi coraggio circonda col braccio le spalle della nonna e le lascia un tenero bacio sulla guancia. Si scambiano uno sguardo pieno di tenerezza e poi il nonno torna a sorridere verso di noi e ci esorta ad avviarci verso casa per far festa.

Io sono commossa dalla grandezza del sentimento che dopo tanti anni accompagna ancora quei due teneri vecchietti. Il mio fidanzato mi prende la mano, mi guarda ed io capisco che lui, come me, non trova le parole adatte per spiegare le sensazioni che prova di fronte a quella meravigliosa avventura di cui siamo parte anche noi. Ci sposeremo tra qualche mese e ci auguriamo che il nostro amore ci porti lontano come è stato per i miei nonni. Ci auguriamo che, come il loro, anche il nostro sia amore per sempre.

Autore: Clorinda Di Natale
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