Tag

, , , , , , , , , , ,

2011: Marisa Mantovani, attrice e commediografa italiana, negli anni 40 inizia a lavorare come attrice giovane in varie compagnie teatrali, sino ad approdare alla prosa radiofonica di Radio Rai dove reciterà in diverse commedie e radiodrammi. Si dedica anche alla scrittura di testi e commedie radiofoniche, molte trasmesse dalla RAI negli anni 50, il debutto nel cinema avviene nel 1952. Marisa_Mantovani_perfettamente_chic_.jpg

Lina_Basquette_perfettamente_chic_.jpg

1994: Lina Basquette, all’anagrafe Lena Copeland Baskette, è stata un’attrice e ballerina statunitense, la quale a una esperienza di successo come attrice bambina nel cinema muto dal 1916 al 1922 (tra i nove e i quindici anni d’età) fece seguire da adulta un’altrettanta intensa carriera di ballerina e di attrice che si protrasse fino al 1943. Nella sua carriera, durata fino al 1943, girò una cinquantina di pellicole, compreso un film del 1991, Paradise Park, ritorno sullo schermo a 84 anni, nel ruolo di una nonna. Mentre girava il film di DeMille, Lina cominciò una relazione con il direttore della fotografia J. Peverell Marley che sposò nel 1928.  Nella sua autobiografia, Basquette racconta della tumultuosa relazione che ebbe con il pugile Jack Dempsey e dei suoi numerosi mariti. Del tentativo di suicidio per la depressione che l’aveva colpita dopo che le era stata sottratta la figlia e dello stupro che aveva subìto, aggredita in casa. (n. 1907)

Simone_Signoret_perfettamente_chic_giovane.jpg1985: Simone Signoret, nome d’arte di Simone-Henriette-Charlotte Kaminker, attrice e scrittrice francese. Dopo essersi trasferita con la famiglia in Bretagna nel 1939 per godere di una maggiore sicurezza durante la guerra, Simone tornò a Parigi nel 1941 e trovò lavoro come segretaria da Jean Luchaire, padre della sua ex compagna di scuola Corinne. Proprio grazie a Corinne, che aveva cominciato a recitare sul grande schermo, Simone fu introdotta nell’ambiente cinematografico e adottò come nome d’arte quello della madre. Nel 1943 conobbe il regista Yves Allégret, con cui si sposò nel 1948. Una prima figlia concepita con Allegret prima del matrimonio morì dopo pochi giorni come racconta Signoret nella sua autobiografia. Simone_Signoret_perfettamente_chic_oscar.jpg

La loro figlia Catherine nacque il 16 aprile 1946. Nello stesso anno Simone conquistò la popolarità. Era l’epoca d’oro di Saint-Germain-des-Prés; Simone frequentava il mondo intellettuale della Rive gauche, portava pantaloni di flanella, maglioni a collo alto e fumava le Caporal. Anticonformista, combattiva, devota alla causa della giustizia sociale, conobbe il poeta Jacques Prévert. Qualche anno dopo, Prévert le presentò un italiano arrivato in Francia da bambino, uno scaricatore di porto si chiamava Ivo Livi, poi Yves Montand. Nell’agosto 1949 Simone decise di lasciare Allégret e di andare a vivere con Montand, con cui si sposò il 22 dicembre 1951. Dopo alcuni film prestigiosi, oggi considerati dei classici, nel 1960 ottenne l’Oscar come migliore attrice protagonista per La strada dei quartieri alti. Simone_Signoret_perfettamente_chic_marilyn_monroe.jpgDurante il viaggio negli Stati Uniti per il ritiro del premio Oscar, la coppia Montand-Signoret ebbe occasione di conoscere Marilyn Monroe, al tempo sposata allo scrittore Arthur Miller. Le due coppie simpatizzarono e Marilyn impose Yves Montand come suo partner nel film Facciamo l’amore, che avrebbe dovuto girare di lì a poco. Simone ripartì per la Francia per girare un film e fra i due attori nacque un legame passionale che diventò in breve di dominio pubblico. Al termine delle riprese e dopo la promozione del film, tuttavia, Montand si riconciliò con sua moglie, e, nonostante i frequenti tradimenti dell’attore, non si lasceranno mai fino alla morte di lei. Nel 1976 Simone Signoret pubblicò la sua autobiografia, La nostalgia non è più quella di un tempo, e nel 1985 il romanzo Addio Volodia. Una grave malattia della retina la rese progressivamente cieca e all’età di 64 anni, Simone morì. In seguito Montand si sposò di nuovo ma alla morte fu sepolto insieme a Simone.  (n. 1921)Simone_Signoret_perfettamente_chic_.jpg

James_Dean_perfettamente_chic_.jpg1955: James Dean, James Byron Dean, attore statunitense. Conosciuto come “Jimmy”, Dean cominciò la sua carriera con uno spot televisivo per la Pepsi-Cola. L’importanza di Dean come icona culturale si riassume perfettamente nel titolo del suo film più celebre: Gioventù bruciata. La sua estrema popolarità trova le sue radici in soli tre film, gli unici di cui è protagonista. La sua fama ha raggiunto i paesi di tutto il mondo, preservata intatta dalla precoce morte, avvenuta a soli 24 anni a causa di un incidente stradale. James_Dean_perfettamente_chic__.jpgViene ricordato come un seguace della filosofia del carpe diem e spesso come la quintessenza stessa della gioventù statunitense, avendo alimentato la figura del “bello e dannato“. Sebbene sia spesso considerato un personaggio la cui fama va ben al di là delle sue qualità di attore, già prima della morte la critica parlava positivamente delle sue interpretazioni. È stato il primo attore ad aver ottenuto una nomination postuma al Premio Oscar, per il suo ruolo nel film La valle dell’Eden. A Dean fu conferito il Golden Globe per il miglior attore nel 1956 (postumo) e ha ottenuto inoltre una candidatura all’Oscar al miglior attore per il film Il Gigante sempre postumo nel 1956. Lo sceneggiatore William Bast fu uno degli amici più intimi di James Dean,  suo compagno di stanza alla UCLA e successivamente a New York. La relazione più famosa di Dean fu con la giovane attrice italiana Anna Maria Pierangeli. La madre della Pierangeli disapprovò la relazione perché Dean non era cattolico. Comunque, nell’ottobre 1954, la Pierangeli inaspettatamente annunciò il suo fidanzamento con il cantante italo-americano Vic Damone. James_Dean_perfettamente_chic_Pierangeli.jpgLa Pierangeli sposò Damone il mese seguente e la cronaca rosa riportò che Dean, o qualcuno vestito come lui, seguì il matrimonio a bordo della sua moto dal ciglio della strada. Tuttavia, quando Bast chiese a Dean se tutto ciò fosse vero, l’attore negò e aggiunse che non avrebbe mai fatto nulla di così “sciocco“. Successivamente Dean entrò in uno stato depressivo che lo portò a bere molto e a correre in motocicletta e in auto; da qui il preludio alla sua tragica fine. James_Dean_perfettamente_chic_porsche.jpgL’ultima auto posseduta da James Dean fu una Porsche 550 Spyder, battezzata col numero 130 e il nome Little bastard (“piccola bastarda” in italiano) e fu anche l’auto con cui Dean perse la vita in un tragico incidente, dopo il quale l’auto andò in pezzi. Si ritiene che questa sia un’auto maledetta, poiché le persone a cui sono state vendute le parti restanti della vettura sono state coinvolte in gravi incidenti. Dopo un po’ di tempo, i rottami della vettura furono rimandati a George Barris (colui che aveva modificato la vettura e ne aveva venduto i pezzi dopo l’incidente), ma quando il treno che trasportava la Porsche arrivò a destinazione, l’auto era completamente scomparsa. La vettura, sulla quale è stata messa una taglia milionaria, non è stata ancora trovata. (n. 1931)James_Dean_perfettamente_chic.jpg

Autore: Lynda Di Natale 
Fonte: wikipedia.org, web