Tag

, , , , , , , , ,

2014: Oscar de la Renta, stilista statunitense (n. 1932)Dominican American fashion designer Oscar de la Renta dies 82

2006: Jane Wyatt, nome d’arte di Jane Waddington Wyatt, è stata un’attrice cinematografica, teatrale e televisiva statunitense. Apprezzata per la fine recitazione e per la delicata bellezza, la Wyatt passò dal palcoscenico al grande schermo grazie a un contratto con la casa produttrice Universal Pictures, iniziando la carriera cinematografica intorno alla metà degli anni trenta. All’inizio degli anni cinquanta la carriera cinematografica della Wyatt si fece più difficoltosa, principalmente per il sentimento di tacita opposizione manifestato dall’attrice nei confronti del maccartismo e degli atteggiamenti anti-comunisti, che raggiunsero l’apice in quel periodo e influenzarono negativamente la carriera di molti artisti del cinema statunitense. Iniziò poi a lavorare per il piccolo schermo in show di intrattenimento. La grande occasione arrivò nel 1954 con Papà ha ragione (Father Knows Best), accanto al celebre attore cinematografico Robert Young, una piacevole serie televisiva che conquistò grande popolarità negli Stati Uniti. L’attrice continuò a lavorare con regolarità per la televisione anche durante gli anni sessanta, partecipando a celebri serie. 1935 Jane Wyatt sposò l’uomo d’affari Edgar Bethune Ward, conosciuto alla fine degli anni venti, dal quale ebbe tre figli, Christopher (nato nel 1937), Michael (nato nel 1943) e Nicholas, morto in tenera età. Il matrimonio durò fino alla morte di Ward, avvenuta nel 2000, il giorno prima del 65º anniversario di nozze della coppia. (n. 1910)Jane_Wyatt_perfettamente_chic.jpg

Irene_Galitzine_perfettamente_chic_1.jpg2006: Irene Galitzine, stilista russa ed è stata definita “la principessa della moda” e principessa lo era di fatto. Irene nacque a Tbilisi (all’epoca ancora città appartenente alla Russia); i suoi genitori erano la principessa Nina Lazareff e l’ufficiale Boris Galitzine; emigrò in Italia dopo la Rivoluzione d’ottobre intorno alla metà degli anni venti dove forma la propria educazione a Roma; in seguito, aprì una celebre maison, produttrice del pigiama palazzo. Entrata nell’aristocrazia romana, Irene Galitzine riesce ben presto a farsi conoscere nel mondo della moda supportata inizialmente come indossatrice dalle Sorelle Fontana per poi curarne successivamente le pubbliche relazioni. Irene_Galitzine_perfettamente_chic_0.jpgNel 1947 apre il suo atelier nella mondanissima Via Veneto, una propria sartoria creando modelli ispirati all’haute-couture francese. In sartoria lavora la première Maria Carloni che proveniva dalla maison Ventura; lavorerà con Irene fino al 1968, anno in cui sarà sostituita dalla nipote Armena. Grazie alle sue doti, nel 1949 partecipa a una sfilata di moda insieme ad altre 14 aziende concorrenti; nello stesso anno sposa il marchese Silvio Medici Dè Menezes che la lascerà vedova nel 1989. Nel 1959 la Galitzine ha l’occasione di presentare la sua prima collezione di abiti al pubblico avvalendosi della collaborazione del collega Federico Forquet, da quel momento il suo nome diviene noto a livello internazionale grazie anche alle varie vittorie ottenute alle partecipazioni a diverse sfilate nel triennio che va dal 1959 al 1962; indossatrice d’eccezione fu la contessa Consuelo Crespi. A settembre del 1959 vince a Boston il primo tra i suoi numerosi premi e riconoscimenti, il “Filene’s Talent Award“. Nel 1960 a Firenze nella Sala Bianca alla XIX presentazione di Palazzo Pitti lancia il “pijiama palazzo“, presto fotografato e diffuso in tutto il mondo. Il pigiama palazzo, così denominato da Diana Vreeland, celebre fashion editor di Harper’s Bazaar e Vogue US, è una rivoluzione assoluta: reinterpretando il tradizionale abito da sera, Galitzine abbina ad una blusa dei pantaloni ampi decorati con frange o perline. Il pantalone palazzo, fluido e comodo, segna la nascita di un’eleganza nuova, disinvolta e finalmente senza costrizioni. Il capo simbolo dello stile Irene Galitzine è subito amato dal jet-set internazionaleIrene_Galitzine_perfettamente_chic_pigiama_palazzo_1962.jpg Sempre nel 1960 Irene Galitzine vince a Milano l’Oscar della Moda. Nel 1961 inizia a collaborare alle sue creazione il disegnatore spagnolo Elias De Zabaleda; a Milano, nei locali del Salone Elizabeth Arden di Via Montenapoleone viene inaugurata la prima boutique Irene Galitzine. Irene_Galitzine_perfettamente_chic_1970Dal 1962 nasce la linea “Boutique Galitzine – Roma” che rispecchiava il suo stile di vita, in cui sperimenta l’uso di pellicce. E’ intanto iniziata la sua carriera di ambasciatrice nel mondo dello stile italiano: a maggio Irene Galitzine, insieme a Emilio Pucci, è a Tokyo per il primo “Italian Fashion Show” presso il Department Store Isetan Co., organizzato da Alitalia. La cura nella scelta dei tessuti, unita alle suggestioni etniche delle sue creazioni, rivelano la sua origine russa, mentre l’appeal sofisticato delle sue collezioni svela il suo gusto fortemente influenzato dalla moda francese. Nel 1963 Jacqueline Kennedy dalla Casa Bianca le scrive una lettera chiedendole di di inviarle dei bozzetti da cui scegliere alcuni abiti. Irene Galitzine si reca alla Casa Bianca e questo fece in modo non solo di creare un’amicizia tra le due donne, e con le sue creazioni conquista la sorella di Jackie, Lee Radzwill. Tutto questo permette di esportare il nome della stilista negli Stati Uniti d’America. Nello stesso anno firma gli abiti indossati da Claudia Cardinale nel film di Blake Edwards, “La pantera rosa“.Irene_Galitzine_perfettamente_chic_Claudia_Cardinale_La pantera_rosa.jpg Irene Galitzine realizza gli abiti per Sophia Loren nel film “La caduta dell’impero romano“, la scia di tale trattamento di riguardo spinse l’amministrazione di Baltimora a consegnarle le chiavi della città, divenendone cittadina onoraria. Nel 1965 oltre alla collezione presentata al Pitti, veste Claudia Cardinale per il film “Le Vaghe stelle dell’Orsa Maggiore” di Luchino Visconti. A Roma, nel 1965 vince il premio Isabella d’Este per la sezione moda. Nel 1968 a Firenze Galitzine organizza la “sfilata della contestazione“: sfilano sei modelle incappucciate vestite con tute di lamè e camauri preziosi sul viso. Irene_Galitzine_perfettamente_chic_1971A Capri durante la manifestazione Maremoda, viene lanciata “Princess Galitzine“, una linea di cosmetici composta da 130 prodotti, distribuiti a a New York dal Department Store Goodman e da Saks, seguita dal profumo Irene. Nel 1971 inaugura a Roma il nuovo atelier di Via Veneto, realizzato in stile modernissimo dall’architetto Mantovani. In considerazione della sua fulgida carriera, il Presidente della Repubblica nel 1974 la nomina “Cavaliere della repubblica” per i suoi meriti artistici. Nel 1975 Irene Galitzine recita la parte di sé stessa nel film Mahogany dove si occupa inoltre dei costumi degli attori, in particolare l’attrice Diana Ross. Continua la presentazione delle sue collezioni e il lancio di nuovi profumi e maquillage.irene 

Questa presentazione richiede JavaScript.

Negli anni ottanta lo stile di Irene Galitzine ottiene ancora numerosi consensi. Nel 1985 trasferisce il suo atelier romano in via Gregoriana. Nel 1988 la first lady Raisa Maksimovna Gorbačëva la chiama per curare l’allestimento di una sfilata al teatro Rossija a Mosca. Il successo ottenuto fa sì che il nome di Irene Galitzine cominci ad essere apprezzato anche nella sua madre patria. Nel biennio 1991 – 1992 i suoi abiti vengono esibiti in sfilate in diverse città dell’Europa; tuttavia qualche anno prima, nel 1990 la società della stilista è posta in liquidazione, anche se la Galitzine ne rimane proprietaria insieme alla società Xines; il che permette il mantenimento del marchio. Irene_Galitzine_perfettamente_chic_Défilé.jpgNel gennaio del 1991, dieci abiti in puro stile Galitzine sfilano a Pietroburgo e nel 1992 per i quarant’anni della moda italiana, a Palazzo Strozzi, viene organizzata una mostra celebrativa che approda in seguito al Museo delle arti decorative di Parigi, a Berlino e a New York. Gli abiti di Galitzine sono esposti in mostre organizzate in tutto il mondo; attualmente alcuni suoi “Pigijama Palazzo” sono presenti al Metropolitan Museum di New York, al Victoria and Albert Museum di Londra e al Museo del Costume di San Pietroburgo in Russia. Ormai raggiunta la notorietà a livello mondiale, nel 2006 a pochi mesi dalla morte della stilista, viene organizzata a Roma una mostra, “Irene Galitzine. La Principessa della moda“,  degli abiti più noti e più belli creati dalla Galitzine che morirà nello stesso anno all’età di 90 anni. L’archivio della Casa di Moda Galitzine è stato dichiarato dalla Soprintendenza archivistica per il Lazio di “interesse storico particolarmente importante” il 30 novembre 2010. L’archivio è conservato presso la sede della Società Xines srl a Roma. Comprende 78 volumi, suddivisi per collezione, che conservano dal 1959 al 1999 i ritagli stampa di articoli e redazionali, pubblicati su quotidiani e periodici di tutto il mondo, una corposa serie di foto di modelli presentati per collezione e foto personali in cui Irene è spesso ritratta con personaggi famosi del mondo politico, culturale e dello spettacolo di tutto il mondo. (n. 1916)Irene_Galitzine_perfettamente_chic.jpg

Nel gennaio 2013 il marchio è stato affidato a Sergio Zambon, che è riuscito a rilanciare il brand senza snaturarne la personalità, rendendo ancora onore al mitico “pigiama palazzo”.

La bellezza di una donna non si esaurisce nei vestiti

è l’insegnamento che la grande couturière ci ha lasciato.

Giacomo_Rossi_Stuart_perfettamente_chic.jpg1994: Giacomo Rossi Stuart, attore italiano. Nato da padre italiano e da madre scozzese e dotato di un fisico atletico, pratica sin da giovane varie discipline sportive tra le quali la boxe, l’equitazione e la scherma, divenendo uno dei migliori campioni del pentathlon. Oltre cento le pellicole che Rossi Stuart girerà in circa 40 anni, in diversi generi quali western, horror, fantascientifico, spionaggio e cappa e spada, lavorando parallelamente anche in televisione. Giacomo è stato sposato con la modella di origini tedesche e olandesi Klara Muller. Hanno avuto quattro figli, Ombretta, Laretta, Kim e Valentina. (n. 1925)

1994: Burt Lancaster, Burton Stephen “Burt” Lancaster, attore, regista e produttore cinematografico statunitense. Debuttò come trapezista al Kay Brother Circus, e nel 1935 sposò una collega del circo, June Ernst, anche lei trapezista. Il matrimonio fu piuttosto breve ma i due si lasciarono da buoni amici. Dopo 10 anni di attività circense, lavorò per qualche tempo come commesso in un grande magazzino, poi in una fabbrica di refrigeratori, infine alle biglietterie per i concerti.  Richiamato alle armi nel 1942 sbarcò in Italia con le truppe alleate e incontrò Norma Anderson, ausiliaria dell’esercito, vedova di guerra e già madre di un bambino. Nacque un legame sentimentale che, dopo la fine della guerra, si concretizzò nel matrimonio che durò 23 anni. Dalla loro unione nacquero cinque figli: James Stephen (1946), William (1947-1997, affetto da schizofrenia e morto per un arresto cardiaco), Susan Elizabeth (1949), Joanna Mari (1951) e Sighle (1954). Nel 1945 la vita di Lancaster cambiò quasi per caso: un agente teatrale lo notò per il suo fisico atletico e, scambiandolo per un attore, gli propose la parte di un sergente tutto d’un pezzo in un lavoro teatrale di Broadway, dove poi seguì il film. Il primo di una lunga serie di film di successo. Il pubblico italiano ricorda con grande rispetto Lancaster per il difficile e complesso ruolo del principe di Salina ne Il Gattopardo (1963) di Luchino Visconti. Nel 1991 si sposò in terze nozze con Susan Martin, con cui rimase per 3 anni, fino alla morte per ictus.  (n. 1913)Burt_Lancaster_perfettamente_chic.jpg

Anthony_Quayle_perfettamente_chic.jpg1989: Anthony Quayle, attore britannico. Fu spesso chiamato ad interpretare ruoli in film di guerra, anche per le sue esperienze nell’esercito, e sovente recitò accanto all’amico Alec Guinness. Recitò anche a Broadway e in televisione, e inoltre fu sposato due volte, sempre con attrici, dapprima Hermione Hannen e poi Dorothy Hyson. Morì a Londra all’età di 76 anni, per un cancro al fegato. (n. 1913)

 

Autore: Lynda Di Natale
Fonte: wikipedia.it, web