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Davide dorme mentre io sono  alla finestra, con diario e penna tra le mani, in attesa del sorgere del sole. D’abitudine approfitto della sera per scrivere le mie emozioni. Quello di ieri, però, è stato un giorno particolarmente carico di emozioni.caro_diario_perfettamente_chic

Mia madre mi ha svegliata alle cinque e trenta. Dalla cucina arrivava profumo di caffè, la colazione era in tavola. Le mie sorelle, ancora assonnate, sorseggiavano il loro caffellatte. Nel vedermi sono corse ad abbracciarmi. La mamma le ha rimproverate: “Non fate rumore. Meglio lasciar dormire ancora un po’ vostro padre e vostro fratello.” Negli ultimi mesi il mio rapporto con lei ha subito una svolta. Non avrei creduto che sarebbe diventata la custode del mio segreto più bello.

abito_perfettamente_chic.jpgDopo colazione sono arrivate estetista, parrucchiera  e anche la mia amica Miriana. Mentre indossavo l’ abito, accuratamente scelto in un atelier della mia città, ho ripensato alle raccomandazioni della sarta che si è occupata di me mettendomi subito a mio agio e dandomi i giusti consigli: “Attenta a non dimagrire troppo. Niente diete drastiche che ti farebbero dimagrire nei punti sbagliati …” Nonostante avessi provato l’abito solo qualche giorno prima, la mia immagine riflessa nello specchio mi ha sorpreso piacevolmente. Quasi non mi riconoscevo. Sembrava che, come per magia, il mio corpo si fosse riempito nei punti giusti. Mi stava addirittura meglio che nell’ultima prova. Soddisfatta ho scambiato un’occhiata d’intesa con la mamma che, emozionata, mi ha abbracciata sussurrandomi all’orecchio: “Cosa ti avevo detto? Sei perfetta!” Al mio ingresso in chiesa ho incontrato il volto di Davide che aspettava davanti all’altare. Nei suoi occhi ho visto riflesse le mie stesse emozioni. Appena papà mi ha affidata a lui, le nostre dita si sono intrecciate restando così fino al momento in cui è iniziato il rituale che ci ha uniti in matrimonio. Mentre rispondevo alle domande del sacerdote sentivo la mia voce tremare per l’emozione. Dopo un impacciato scambio degli anelli, il prete ci ha dichiarati marito e moglie e ha chiesto un applauso. Non ho osato voltarmi verso la mia famiglia. Sapevo che mamma e le ragazze erano in lacrime e, forse, anche papà. Fuori dalla chiesa mi ero preparata alla tipica pioggia di riso. Invece sono stata accolta da una pioggia di petali di rose e bolle di sapone. Era il mio sogno di sempre. Mentre eravamo nel parco per le foto ci ha sorpresi la pioggia e, dopo la corsa per entrare in auto, Davide mi ha sorriso divertito: “Tutto secondo i piani. Sposi bagnati, sposi fortunati.” Quella pioggia ci ha permesso di goderci il ricevimento in sala con amici e parenti. L’aria era frizzante d’allegria. Era bello vedere tutta la gente attorno a noi che si divertiva. I miei amici si sono sbizzarriti ideando giochi e siparietti divertenti con gli animatori. Poi è arrivato il momento del lancio del bouquet. Avevo promesso alla mia amica di aiutarla a prendere i fiori. Lei non vede l’ora che il suo fidanzato le chieda di sposarlo. Ho provato ad accontentarla ma, proprio in quel momento, ho avuto un lieve capogiro. Per fortuna nessuno ha notato nulla ma il bouquet lo ha preso una delle mie cugine. Al lancio della giarrettiera la sorte mi ha permesso di riscattarmi con la mia amica. Mentre alcuni ragazzi si spintonavano scherzosamente per acchiapparla, quella è finita tra le mani del ragazzo di Miriana. La stanchezza mi ha colta all’improvviso. Mi sentivo come se fossi ubriaca: ero ubriaca di felicità. Non vedevo l’ora di salutare tutti e liberarmi delle scarpe e delle forcine che avevo nei capelli. La mamma e Davide si sono accorti subito che ero al limite delle energie.Dopo la torta il mio sposo ed io siamo scappati via.Auto_sposi_perfettamente_chic.jpg

Arrivati al nostro appartamento Davide ha aperto la porta e mi ha chiesto di aspettarlo sulla soglia. Ha portato dentro i trolley e, tornato sul pianerottolo, mi ha sollevato tra le braccia e mi ha portata dentro. Dopo qualche passo si è fermato e mi ha messa giù: “Sei bellissima con questo abito ma sei un po’ pesante.” Avrei dovuto offendermi ma avevo qualcosa di più importante e piacevole a cui pensare in quel momento. Avevo studiato tutto nei minimi dettagli ma, all’improvviso mi hanno assalito mille dubbi, avevo paura. Ho cominciato a fare avanti e indietro per la stanza: “Forse avrei dovuto agire in maniera diversa. Per favore, prometti di non arrabbiarti. È da un po’ che mi preparo per questo momento. Adesso, però, mi rendo conto che, forse, avrei dovuto dirtelo subito.” Davide, dopo un momento di esitazione, mi ha fermata piazzandosi di fronte a me: “Manila, che stai dicendo? Oggi tutto è stato perfetto. Tu sei perfetta, il tuo abito ti sta d’incanto. Anzi, da un po’ di tempo sei più bella del solito. C’è qualcosa nel tuo sguardo, non so, una luce diversa che ti rende più raggiante. Sei mia moglie e questo mi fa sentire l’uomo più fortunato al mondo. Perché dovrei arrabbiarmi?” Le sue parole e la sua espressione confusa mi hanno spinta a parlare:  “Perché ti ho tenuto nascosta una cosa importantissima.” Lui mi ha preso le mani e mi ha fatto sedere sul divano: “Ok! Adesso mi stai spaventando. Fa un respiro profondo e parla.” Ho fatto un respiro profondo ed ho parlato: “Aspettiamo un bambino.sposi_perfettamente_chic.jpgPer alcuni secondi mi è sembrato che il tempo si fosse fermato. Poi lui mi ha guardata dubbioso ed esitante: “Mi stai dicendo che diventerò padre?” Le lacrime che avevo trattenuto per tutto il giorno hanno deciso di liberarsi tutte in quel momento. Ho annuito e mi sono rifugiata tra le braccia di Davide che mi ha stretto a se restando in silenzio. Poi mi ha allontanata per guardarmi  con un sorriso pieno di tenerezza. Voleva dirmi qualcosa. Invece è tornato ad abbracciarmi: non avevamo bisogno di parlare: le nostre emozioni lo facevano per noi.caro_diario_perfettamente_chic_1.jpg

Mentre il sole illumina un nuovo giorno, mi appresto a chiudere il diario. Poi metto una mano sul ventre, ancora piatto, e sorrido. Riprendo in mano la  penna e catturo la prima emozione del  nuovo giorno: la gioia di amare ed essere amata.

Autore: Clorinda Di Natale