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clown_perfettamente_chic_0.jpgLa storia tra Deborah e Cesare è nata fra i banchi di scuola quando avevano solo tredici anni. Prima di Natale lei lasciò i vecchi amici con cui era cresciuta fino ad allora. Alla ripresa delle scuole si ritrovò in una classe di sconosciuti. Mentre il prof spiegava, Deborah si guardò intorno cercando di capire qualcosa di quei ragazzi con cui avrebbe dovuto condividere gli ultimi sei mesi di scuola. Ad un tratto si sentì osservata. Si voltò e incontrò lo sguardo di Cesare. Un secondo dopo lui guardava altrove. Alla fine dell’ora fu il ragazzo ad attaccar bottone. Lei, dopo aver risposto ad alcune sue domande, s’informò sulle materie che l’aspettavano quel giorno. Lui le mostrò l’orario settimanale e le porse la mano: “Io sono Cesare. Se hai bisogno di aiuto chiedi pure.” Lei sorrise e gli strinse la mano. Quello fu l’inizio della loro amicizia. La ragazza riuscì ad ambientarsi facilmente nella nuova classe ma, quando ripensava ai suoi vecchi compagini di scuola, il suo viso s’intristiva. Poi arrivava Cesare, le si sedeva accanto e le diceva qualcosa che la faceva ridere. Un giorno, nella palestra della scuola, lui prese coraggio e le disse che non doveva più esser triste: “Quando sorridi sei più bella.” In quell’istante Deborah si rese conto che il suo nuovo amico aveva conquistato un posto speciale nel suo cuore. Grazie alla vicinanza del ragazzo quegli ultimi mesi di scuola e i temutissimi esami passarono in un baleno. Dopo le vacanze estive trascorse dai nonni, la ragazza ritornò a casa dal suo Cesare. I due scoprirono di aver scelto la stessa scuola e, quando al mattino lei usciva di casa, trovava lui ad aspettarla. clown_perfettamente_chic_1.jpgGli anni passarono in fretta e il loro legame divenne sempre più speciale ed unico. I due scoprivano ogni giorno nuove sensazioni. Quando erano insieme era come vivere in un mondo a parte dove non esisteva niente oltre loro e le emozioni del momento. Quando Deborah ebbe un ritardo e ne parlò a Cesare, la prima reazione del giovane la preoccupò. Nonostante lui cercasse di tranquillizzarla, lei lesse la paura nel suo sguardo. In quei giorni, quando s’incontravano, i due temevano persino di guardarsi negli occhi e restavano in silenzio. Quando scoprirono che si era trattato di un falso allarme si ripromisero che sarebbero stati più attenti.

Dopo il liceo ognuno decise di seguire un proprio percorso di studio. Anche a casa ormai sapevano che si volevano bene. I genitori di Deborah erano stati favorevoli da sempre all’amicizia fra la figlia e quel giovane tanto per bene. L’unico loro cruccio era il fatto che lui non parlasse quasi mai della sua famiglia. Appena gli si rivolgevano delle domande, lui dava delle risposte evasive e portava il discorso su altri argomenti. Era innegabile che Cesare tenesse alla sua ragazza, ma nel suo sguardo c’era qualcosa di strano ed incomprensibile. Era imperscrutabile. In giro, tutti parlavano di lui come di un giovane volenteroso e in gamba. La sua era una famiglia tranquilla. Niente di più. Quando entrambi i ragazzi terminarono gli studi, cominciarono a valutare l’ipotesi di andare a vivere assieme. Deborah ne parlò ai suoi.  Loro non approvavano quella scelta, ma le lasciarono la libertà di scegliere senza metterle i bastoni tra le ruote. Lei non avrebbe mai voluto dare un dispiacere ai genitori. Decise di cercare con Cesare un compromesso che mettesse tutti d’accordo. Il giovane sapeva che l’unico modo per sistemare quella faccenda era sposare la ragazza che amava. L’ipotesi del matrimonio, però, sembrava proprio non gradirla. Propose a Deborah di rimandare il loro progetto di convivenza.La ragazza capì che c’era qualcosa che impediva al suo innamorato di essere sincero al cento per cento con lei, ma voleva che fosse lui a parlarne.  Quando entrambi ricevettero la risposta ad una delle tante mail per cercare lavoro, quel mistero rischiò di mettere in pericolo il loro rapporto. Per una fortunata coincidenza, le opportunità di lavoro li avrebbero portati nella stessa città. Il compenso di entrambi avrebbe garantito loro di vivere in maniera dignitosa. Avrebbero potuto sposarsi e prendere casa lì. Quando Deborah ne parlò a Cesare, lui si mostrò titubante, come al solito. Ebbero una brutta discussione e, per un paio di settimane, i due smisero di frequentarsi.

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Quando s’incontrarono per caso, il giovane fu colpito dalla tristezza che lesse negli occhi di lei. In un attimo si rese conto di tante cose che fino ad allora aveva dato per scontate. Doveva farsi perdonare dalla sua innamorata e farle capire che i suoi sentimenti erano sinceri.

In quei giorni, in città, si organizzava un ballo in maschera aperto a tutti. Cesare parlò alla migliore amica di Deborah perché la convincesse a prendervi parte. Quella sera lei era bellissima come sempre. Aveva rimediato all’ultimo momento un abito da damigella. Lui era nascosto dietro una maschera da pagliaccio. Per tutta la sera cercò di passare inosservato agli occhi di tutti. Doveva aspettare il momento giusto. Quando sentì partire le note della canzone che faceva da colonna sonora alla sua storia con Deborah, andò a chiederle di ballare. Mentre danzavano le parlò: “Sei la persona più importante della mia vita.” Lei lo guardò negli occhi. “Se fossi davvero importante non avresti paura di sposarmi.” Lui si allontanò da lei e la guardò negli occhi mentre tutti gli altri danzavano attorno a loro. Poi si tolse la catenina che portava da sempre al collo. Sfilò l’anello che vi era appeso e s’inginocchiò di fronte a lei: “Questo è l’anello che mio padre ha dato a mia madre per chiederla in sposa. Si sono sposati. Siamo nati io e mia sorella e lui ha scoperto di non amare più la mamma. Ci ha lasciati per rifarsi una vita con un’altra donna. La tua famiglia è molto unita. Non ho mai visto i tuoi discutere. Avevo paura che i miei sentimenti per te non fossero abbastanza sinceri. Non volevo sposarti per poi illuderti. Mi sono reso conto, però, di non poter vivere senza di te. Sposami Deborah e promettimi che illuminerai tutti i giorni della mia vita col tuo sorriso.” Deborah piangeva incredula: stava accadendo davvero? Lui voleva sposarla. Tutti smisero di ballare per vedere cosa succedeva. Lei si asciugò le lacrime:  “Quando quel giorno in palestra mi hai detto che sono più bella quando sorrido avevi già programmato di chiedermi in sposa vestito da clown? Non è il massimo del romanticismo.” Cesare si alzò in piedi e si tolse il naso da pagliaccio: “All’epoca ero più bravo a farti sorridere.” Deborah gli sorrise: “Lo sei anche adesso. Sì, ti sposo.”clown_perfettamente_chic_3.jpg

Autore: Clorinda Di Natale