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Spesso la vita ci porta ad incorniciare alcuni momenti perché, oltre ad essere tra i più belli, diventano unici a causa di imprevisti che vorremmo non dover mai vivere.

Questo è successo per il matrimonio di mia sorella.

Quando Licia ci ha annunciato che lei e il suo ragazzo avevano deciso di sposarsi, era un grigio mattino di ottobre con tanto di tuoni in sottofondo. La data non era ancora certa. Sapevamo, però, che il grande evento si sarebbe svolto nella terza decade di aprile. A casa eravamo tutti contenti. Adam ci piaceva molto. Lui è arrivato nella vita di mia sorella mentre lei si stava riprendendosi da una grande delusione. In famiglia, quando si parlava di Licia, le veniva spesso associato l’aggettivo di pazzerella. Beh, Adam non era da meno. Un giorno a casa è arrivata una rosa rossa con un biglietto che diceva

Mi sono innamorato di te, la ragazza più bella del mondo. Non mi arrenderò finché non riuscirò a conquistare il tuo cuore.

Il biglietto era firmato con le iniziali di lui, seguite da trattini. Lei era emozionatissima. Mai si sarebbe aspettata una cosa del genere. Cominciò ad indagare tra i suoi amici per capire chi fosse il misterioso innamorato. Noi non sapemmo più nulla di quella storia finché un giorno, a pranzo, lei annunciò che quella sera ci avrebbe presentato il suo ragazzo.

Papà era diffidente. La piccolina di casa si era fidanzata e lui non poteva difenderla da una nuova delusione, a causa delle conseguenze di quel terribile incidente che lo aveva lasciato invalido. Mise subito in chiaro con Adam, però, che gli conveniva comportarsi bene con la sua piccola Licia: “Perché è una brava ragazza!”. Lui si mostrò abbastanza comprensivo con papà. Col passare del tempo imparammo ad apprezzarlo. Durante il matrimonio di mia cugina Rossella, il ragazzo conquistò la simpatia di tutti e non ebbe la minima difficoltà ad integrarsi nella nostra allegra e numerosa famiglia.

Ma torniamo al matrimonio. Mamma raccontò la bella novità a sua sorella maggiore. La zia non esitò ad offrirci la sua collaborazione. Mentre cominciava ad organizzarsi per lavorare sui vari dettagli delle nozze, la nostra famiglia fu colpita da una notizia che ci lasciò tutti scossi: alla sorella di mamma fu diagnosticata una gravissima forma di leucemia. I medici le davano addirittura pochi giorni di vita. Per noi fu un durissimo colpo. La zia era stata accanto alla mamma durante tutti i momenti importanti della sua vita: sia quelli belli che quelli brutti. Per noi ragazzi era quasi una seconda mamma. In occasione delle nozze di mio fratello, lei e la sua famiglia, ci erano stati vicini per consigliarci e non farci pesare le difficoltà dovute ai problemi di papà. Adesso era lei che aveva bisogno del sostegno di tutti noi. Non scorderemo mai il Natale di quell’anno. È stato un Natale miracoloso. La zia è riuscita a dare forza a tutti con la sua voglia di combattere quel terribile nemico. Mia sorella, che in un primo momento voleva rimandare il matrimonio, ha deciso di andare avanti col suo progetto. Così, mentre la zia lottava contro il suo male, noi ci destreggiavamo tra i preparativi per le nozze.

Quando vedemmo Licia durante una delle ultime prove dell’abito nuziale, mamma ed io, restammo incantate dalla luce che brillava nei suoi occhi. Sembrava una principessa in quel vestito color glicine. In quell’istante avemmo la certezza che tutto sarebbe andato per il meglio.

Adam era molto più emozionato di mia sorella quando provò il suo abito da sposo. Aveva insistito sul fatto che se a lui era proibito vedere l’abito della sposa, lei non doveva vedere il suo. Così sua mamma chiese a noi di accompagnarli per l’ultima prova del figlio. Era buffo vedere gli occhi di quel ragazzone alto e robusto che luccicavano dall’emozione. Lui, per superare il momento, ci puntò il dito contro e disse: “Guai a chi di voi fa la spia con Licia!” Tutti ridemmo di quella minaccia.

Nelle settimane che seguirono, tutto si svolse in fretta. Fioraio, estetista, parrucchiera, bomboniere, preparativi per la casa, lunghe serate a preparar dolci … ci sembrava di impazzire. Con nostro grande stupore, però, la sera precedente il matrimonio tutto era pronto.

E finalmente arrivò il grande giorno. Il tempo non era dei migliori. Minacciava pioggia ed era umidiccio. Nonostante ciò, tutto procedeva per il meglio. Quando tutto fu pronto, la casa si riempì di gente che veniva a vedere la sposa. Mentre facevamo le foto, papà si commosse rischiando di coinvolgere tutti in un pianto generale. Subito dopo mia sorella uscì di casa al braccio di mio fratello. Davanti al portone addobbato si era creata una piccola folla di amici e parenti che aspettavano il taglio del nastro. Ed ecco arrivare il gruppetto formato dalle piccole damigelle gemelle, mio fratello e la sposa che fu accolta da un applauso gioioso.

Giunti in chiesa, Licia fece il suo ingresso mano nella mano con papà, seduto sulla sua sedia a rotelle, sospinta da mio fratello. È stato bellissimo vedere l’emozione far brillare i loro occhi. Non so se anche nei miei ci fosse lo stesso bagliore. Quello che so è che il mio cuore traboccava di gioia. Finalmente quel giorno la nostra grande famiglia tornava a riunirsi per far festa.

Anche lo sposo aveva gli occhi umidi. Nel pronunciare le promesse l’emozione del momento traspariva dalle voci degli sposi.

All’uscita dalla chiesa i due furono sorpresi da una pioggia di riso e coriandoli e anche il meteo ci mise del suo, regalando una pioggerellina che costrinse tutti ad affrettarci a raggiungere le auto. Nella sala ricevimenti ci divertimmo tantissimo tra giochi e balli. Il regalo più bello per gli sposi e per tutti noi, però, fu la gioia di aver trovato ad aspettarci la nostra grande zia che, nonostante il divieto dei medici, aveva voluto essere presente in quel giorno lieto.

La sua presenza ha reso unico quel momento che custodiamo gelosamente nel cassetto dei ricordi speciali della nostra vita.

Autore: Clorinda Di Natale