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A volte le passioni che ci accompagnano sin dalla nostra più tenera età, segnano anche le tappe più importanti della nostra vita.

Elettra e Valter, sin da piccolissimi, hanno una gran passione per i puzzle e il loro amore è nato fra i pezzi di questo divertente passatempo.

Pur essendo cresciuti in due differenti realtà, lui nel settentrione e lei nel sud Italia, entrambi nella letterina a Babbo Natale includevano un puzzle tra le loro richieste. Crescendo ne hanno collezionati di ogni genere e dimensione.  Gli amici di Elettra, per il suo diciottesimo compleanno, pensarono bene di regalarle un enorme puzzle: un pezzo unico che lei cercava da tempo. Lei gradì parecchio quel dono. Tanto che, quando si trasferì a Milano per frequentare le lezioni universitarie, se lo portò dietro. Quando la cugina che la ospitava scoprì di essere incinta e le chiese di aiutarla nella gestione del suo caffè letterario, Elettra suggerì di dare un tocco di originalità al locale, proponendo anche una sezione per appassionati di puzzle. La sua idea ebbe un gran successo.

Tra i tanti appassionati del famoso passatempo c’era Valter, un ragazzo che studiava legge e, nel tempo libero, si rilassava dedicandosi ai puzzle. Lui ed Elettra si ritrovarono spesso a scambiarsi opinioni sul loro hobby. Cominciarono  a darsi appuntamento per cercare pezzi sempre nuovi per le loro rispettive collezioni e, tra un appuntamento e l’altro, scoprirono di amarsi.

Dopo la laurea Valter si dovette trasferire in una nuova città per lavorare presso uno studio legale, ma questo non fu un ostacolo per la storia tra lui ed Elettra. Questo inconveniente i due lo considerarono un modo per mettere alla prova il loro amore. Nei mesi di lontananza si parlavano attraverso le video chat, si inviavano e-mail e facevano di tutto per sentirsi vicini. Durante le vacanze estive scendevano al sud per godersi il sole e il mare tanto cari ad Elettra, mentre nei mesi invernali Valter tornava nella sua città natale per rivedere la famiglia e per passare più tempo possibile con la sua amata.

Dopo due anni di lavoro allo studio legale, Valter ricevette un’ allettante proposta di lavoro che, però, lo avrebbe tenuto ancor più lontano dalla sua bella. Non era facile decidere se accettare o rifiutare l’offerta. Non avrebbe avuto molto senso, però, neanche continuare a lavorare sottopagato, dov’era al momento. L’ideale sarebbe stato trovare un modo per accettare il lavoro e, allo stesso tempo, avere vicino la sua Elettra.  Quel dilemma lo tormentava. Non ci dormiva la notte. Se avesse chiesto alla sua ragazza, lei gli avrebbe detto di accettare il lavoro a cui teneva. La soluzione arrivò grazie ad un “imprevisto” capitato al suo migliore amico che lo chiamò nel cuore della notte. Valter, sorpreso nel sonno dallo squillo del cellulare, rispose al telefono con tono assonnato. Il suo amico tutto d’un fiato gli disse:

Valter siamo incinti. No, cioè, la mia ragazza aspetta un bimbo. Io e lei aspettiamo un bimbo. Avremo un figlio. Diventerò padre!  Adesso come lo diciamo ai nostri genitori? Dobbiamo sposarci…

Il giovane cercò di far calmare l’amico. Gli disse che tutto si sarebbe sistemato per il meglio e di dormirci su, perché l’indomani tutto sarebbe stato più facile. Poi, però, si mise a sedere nel letto e lasciò che Tommy  si tranquillizzasse. Chiusa la comunicazione il ragazzo cercò di rimettersi a dormire, divertito dall’insolita chiamata. Non riusciva a credere che Tommy, il matto della comitiva, sarebbe diventato padre e si sarebbe sposato prima di tutti gli altri. Lui e la sua ragazza si conoscevano da poco più di sei mesi. Era stato bravo a consigliare l’amico sul da farsi. Era abile quando si trattava di aiutare gli altri. Ed amava la sua Elettra più della sua stessa vita. E allora perché non riusciva a trovare il coraggio di chiederle di sposarlo?

Sapeva che lei ricambiava i suoi sentimenti. Lo si capiva da ogni suo gesto, da ogni suo sguardo. Quando le aveva confessato di amarla, le aveva detto che lei era il tassello mancante nel puzzle della sua vita e lei aveva sorriso confessandogli che aveva pensato lo stesso di lui. Ecco cosa doveva fare! Doveva soltanto trovare  coraggio e il modo giusto per chiedere ad Elettra di diventare sua moglie.  E doveva sbrigarsi perché non aveva più molto tempo.

Il venerdì successivo a quella notte, Elettra trovò tra la posta del caffè letterario una busta anonima indirizzata a lei. Curiosa, la mise da parte con l’intento di aprirla nel primo momento libero che avrebbe avuto. La aprì quella sera stessa, mentre aspettava che Valter si collegasse per la loro video chiamata settimanale. Aperta la busta ci guardò dentro e, con aria perplessa, vuotò il contenuto sul tavolo, accanto al pc. Era un puzzle. Elettra pensando ad alta voce disse: “Anonimo, se mi sfidi a comporre un puzzle, mi inviti a nozze. Accetto la sfida!” La ragazza sorrise compiaciuta e cominciò ad unire distrattamente i pezzi pensando a cosa avrebbe detto Valter quando avesse saputo di quell’episodio. Al termine osservò il risultato del suo svago e rimase di sasso. Quello di fronte a sé era il puzzle di un invito a nozze. Il puzzle dell’invito al matrimonio tra Elettra e Valter. Data e luogo delle nozze erano da definire. L’invito si concludeva con un P.S.: se ancora la cosa non ti è chiara, questa è la mia proposta di matrimonio per te. Dimmi di sì e scegli la data e il posto che vuoi. Quel giorno diventerai mia moglie e non ci lasceremo mai più. Ti amo.

All’angolo in basso a destra c’era la firma di Valter: una semplice V. Elettra prese il cellulare e lo chiamò. Lui le disse che aspettava da un po’ la sua chiamata ed era lì, sotto casa. Elettra indossò la giacca e corse giù per le scale. Appena vide il suo innamorato gli buttò le braccia al collo, lo baciò e gli disse:

Sì che voglio sposarti! E, magari, potremmo inviare a tutti degli inviti sotto forma di puzzle!

 Lui le sorrise dicendole:

Tutto quello che vuoi. Ti amo.

E la strinse a sé coprendola di baci e scordando tutti i dubbi e le paure che lo avevano tormentato fino ad allora.

Autore: Clorinda Di Natale