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Al giorno d’oggi fare progetti è molto difficile. Il più delle volte, per portare avanti le proprie idee e riuscire a vivere al meglio la propria vita, bisogna essere disposti a fare le cose in modo diverso da come avevamo intenzione di farle. In poche parole, è molto attuale ricorrere all’arte di arrangiarsi.

Cloe ed Omar hanno imparato a cogliere il meglio da questa filosofia. Quando si sono innamorati erano poco più che adolescenti, entrambi erano ancora alle prese con gli studi. Già da allora cercavano di trovare dei lavoretti per non dover dipendere dai genitori riguardo le piccole spese personali. Conclusi gli studi hanno trovato lavoro fuori città e, nonostante il parere contrario dei rispettivi genitori, hanno deciso di ridurre le spese andando a convivere. Sapevano che i genitori si lasciavano influenzare dalle critiche della gente che gli stava attorno, ma quella era la loro vita e chi li criticava di sicuro non sarebbe stato disposto a sobbarcarsi le spese con cui i due giovani avevano a che fare ogni giorno. Appena acquisita una certa sicurezza economica, però, i due sarebbero convolati a nozze.

Tutto andava bene. La vita era abbastanza sopportabile per la coppia che riusciva a far quadrare i conti al meglio ma, ogni volta che i due andavano a far visita ai genitori, dovevano sorbirsi il solito ritornello sul fatto che la loro unione andava regolarizzata. I ragazzi non ne potevano più di quella storia. Come si faceva ad accontentarli? Sposarsi portava un sacco di spese che loro non potevano affrontare se non mettendosi un mutuo sulle spalle che non avevano la certezza di poter sostenere. Arrivarono persino a “minacciare” i genitori che se non la smettevano di insistere su quell’argomento non sarebbero andati più a trovarli così spesso.

Una sera presero parte a una festa da una coppia che Cloe aveva conosciuto sul posto di lavoro. Durante la cena venne fuori l’argomento matrimonio. Ognuno dei presenti espresse la sua idea in merito e qualcuno parlò di soluzioni per ridurre al minimo i costi. Alla fine si passò ad altri argomenti. Qualche mese più in là, nonostante i ragazzi prendessero tutte le precauzioni possibili per evitare gravidanze, Cloe ebbe un ritardo che li mise in allarme. Se fosse arrivato un figlio loro lo avrebbero accolto con gioia, anche se significava dover fare ulteriori sacrifici, ma quello non era proprio il momento adatto. Quando scoprirono che era solo un falso allarme, però, rimasero delusi. Quell’episodio li indusse a riflettere sulla loro situazione. Entrambi erano dell’idea che se fosse arrivato un bimbo avrebbero dovuto regolarizzare la loro situazione. Era una loro convinzione che non dipendeva dalle dicerie. La sera cominciarono a cercare sul web informazioni su come sposarsi riducendo il più possibile le spese. Alla fine Omar giunse ad una conclusione che avrebbe reso felici sia loro che i genitori. Durante le calde serate estive, le loro famiglie usavano organizzare delle grandi tavolate per stare in compagnia. Ognuno metteva del suo. Chi pensava ai primi, chi ai contorni, chi al dolce. Se qualcuno comprava la carne sapeva che c’era chi era disposto a stare vicino al fuoco per arrostirla. In quelle serate c’era divertimento per tutti. Spesso anche i loro amici si aggregavano a quelle festicciole rustiche, portando musica e tanta allegria. Il giovane tenne per sè quell’idea. Una sera tornò a casa, prese tra le braccia Cloe che dovette lasciare pentole e fornelli e le chiese di sposarlo. Lei era confusa. Lui sorrise e disse:

Non ho l’anello, non possiamo permetterci di fare le cose in grande, ma a noi basta poco. Abbiamo il nostro amore e non ci serve altro. Sbaglio?

 Lei ricambiò il suo sorriso:

Sono d’accordo ma…

Lui la zittì con un bacio, poi si allontanò per guardarla:

Tu lascia fare a me. Scegli un bel vestito da indossare per quel giorno, qualcosa di semplice e bello come sei tu. Il resto sono solo dettagli.

Dopo cena il ragazzo spiegò a Cloe cosa aveva pensato. A lei l’idea piacque molto e decise che avrebbe messo in moto la sua creatività e manualità per dare un tocco di originalità al tutto.

Qualche mese dopo, in una chiesetta del loro paese, circondati dai parenti e dagli amici più cari, Omar e Cloe confermarono la promessa di nozze fatta al comune un mese addietro e si giurarono eterno amore davanti a Dio, mettendo a tacere le malelingue. La chiesa era addobbata con i fiori del matrimonio che il parroco aveva celebrato al mattino. Non c’era il lusso e lo sfarzo che in genere contraddistingue quelle occasioni. C’erano semplicemente due innamorati che, senza troppi fronzoli, celebravano il loro amore circondati da chi gli vuole bene davvero. Lei indossava un completo bianco e lui il suo abito più elegante.

Dopo il rito religioso e il tradizionale lancio del riso, sposi ed invitati si affrettarono a raggiungere la casa in campagna degli zii di lei, dove ognuno si diede da fare per contribuire affinché la serata fosse perfetta. Festeggiati ed ospiti si divertirono fino alle prime luci dell’alba (tanto seguiva la domenica!). Della torta nuziale si occupò una zia dello sposo e, prima di lasciare la festa, ognuno degli ospiti ebbe in dono un simpatico pupazzetto, confezionato dalla sposa, in ricordo di quell’occasione. Ad accompagnare l’originale ricordino c’era un biglietto che riportava un pensiero realizzato dagli sposi:

Quando c’è l’amore, basta poco per essere felici.

Autore: Clorinda Di Natale