Qualcuno dice che il destino ce lo costruiamo noi, in base alle scelte che facciamo nel percorso della nostra vita. Spesso, però, mentre siamo impegnati a percorrere la strada scelta, le nostre certezze vengono messe alla prova da imprevisti che ci travolgono e finiscono per portarci verso tutt’altra direzione. Questo è successo a Raimondo.

Sin da piccolissimo lui era affascinato dal mondo religioso. Aveva appena sei anni quando un mattino scomparve dalla casa della nonna materna, dov’era coi genitori per le vacanze estive. Tutti lo cercarono per una buona mezz’ora senza trovarlo. Ormai si pensava di rivolgersi alle autorità, col timore che il bimbo si fosse allontanato tanto da arrivare al corso principale e fosse stato investito da qualche auto e poi finito in ospedale, quando lui uscì dalla chiesetta del quartiere parlando allegramente col parroco. Dopo essere stato rimproverato, spiegò ai genitori di aver sentito nel suo cuore che Gesù voleva parlargli. La sua espressione era così tranquilla e solenne che nessuno si sentì più in diritto di castigarlo. Suo padre si limitò semplicemente a spiegargli:

La prossima volta che vuoi andare in chiesa, devi dirlo ad un adulto in modo che nessuno si preoccupi.

 Tutti adoravano quel bimbo così tranquillo che amava passare qualche minuto al giorno seduto al primo banco della chiesetta, come diceva lui, a parlare con Gesù. Crescendo Raimondo aveva preso parte attiva nella parrocchia del suo paese ed era diventato chierichetto. Nello scegliere la scuola superiore, decise di puntare su qualcosa che lo tenesse vicino al mondo della Chiesa e, un bel giorno, comunicò ai suoi l’intenzione di diventare sacerdote. I genitori furono spiazzati da quella rivelazione. Provarono a dissuaderlo, ma lui era deciso ad andare fino in fondo e diventare un prete. Tutti i suoi amici accettarono con serenità la sua scelta e qualcuno ci scherzava su. Lui partecipava al gioco, perché era un tipo scherzoso ma, alla fine, concludeva dicendo che un giorno, quando ognuno di loro si sarebbe innamorato e sposato, lui avrebbe avuto un posto ed un ruolo di riguardo nella cerimonia: don Raimondo avrebbe celebrato le nozze di tutti i ragazzi della comitiva.

Negli anni il ragazzo si divise tra seminario ed amici. Era quasi arrivato al termine del suo percorso. Di lì ad un mese avrebbe preso i voti, ma accadde qualcosa che colse di sorpresa l’intera comitiva, la sua famiglia e Raimondo stesso. Un bel giorno, mentre il giovane era in vacanza per l’ultima volta, prima della cerimonia che lo avrebbe consacrato come sacerdote, capitò sulla sua strada Greta. Lui era solito fare delle lunghe passeggiate all’alba, nelle campagne della periferia del paese, dove vivevano i suoi. Mentre era immerso nel silenzio della natura sentì un fruscio nella vegetazione. Si guardò intorno e si accorse che c’era qualcuno nascosto dietro un cespuglio. Si avvicinò e la vide. Lei lo guardò con terrore e nascose il capo con le braccia come se temesse che lui potesse picchiarla. Lui fu molto premuroso e rassicurò la fanciulla, la quale si calmò e lo guardò. Lei fu catturata dalla tranquillità trasmessa dagli occhi del giovane. Quello sguardo castano per la ragazza fu come un caldo abbraccio nel quale rifugiarsi. Raimondo, allo stesso modo, fu colpito dalla fragilità e dalla richiesta di protezione che lesse negli occhi scuri della misteriosa fanciulla. Per un lungo istante nessuno dei due disse nulla. Fu lui a rompere per primo il silenzio. Con poche parole riuscì a conquistare la fiducia della giovane rom e scoprì il suo nome. Greta qualche settimana prima aveva deciso di fare anche lei una passeggiata per quel sentiero di campagna e un uomo del suo accampamento l’aveva seguita ed aveva abusato di lei. Da quel momento la sua vita era diventata un vero e proprio inferno. Aveva paura di trovarselo sempre alle spalle. Aveva parlato dell’accaduto all’accampamento ed era stata ripudiata, perché non era una rom originaria, ma era stata accolta dagli zingari con sua madre (che poi le era stata portata via da una terribile malattia). Era la sua parola contro quella del figlio del capo. Così aveva lasciato l’accampamento ed ora era sola. Non era la prima volta che Raimondo soccorreva qualcuno in una situazione tanto delicata, ma lo sguardo della fanciulla aveva svegliato nel giovane nuove emozioni mai provate prima. Nelle settimane precedenti la cerimonia che lo avrebbe reso sacerdote, il ragazzo si ritrovò sempre più spesso a ripensare ai sentimenti suscitati in lui da quella fanciulla. Quell’incontro aveva sconvolto il suo mondo interiore ed aveva messo in disordine i suoi pensieri. Tutte le sue certezze cominciarono a vacillare. Pochi giorni prima della cerimonia di conferma, Raimondo confessò i suoi dubbi ad un sacerdote il quale  gli consigliò di prendersi un periodo di riflessione. Il giovane seguì il consiglio del prete. Era convinto che il Signore gli avrebbe fatto capire qual era la strada giusta per lui.

Nei mesi successivi scoprì che la pace e la serenità fino ad allora trovate nella preghiera, ora le trovava solo nel vedere i sorrisi di Greta. Lei si era integrata perfettamente nella comunità in cui l’aveva indirizzata Raimondo. Un giorno, mentre i due badavano ad un gruppo di bambini che giocava nel prato del centro di accoglienza, lui notò un velo d’inquietudine sul volto della ragazza. Le chiese se avesse nostalgia della sua gente e lei, dopo un momento di esitazione, gli confessò di essere innamorata. Per il giovane fu come se qualcuno gli spezzasse in due il cuore. In quell’istante capì di amare quella fanciulla che aveva avuto sulle sue emozioni l’effetto di un uragano. Lei poi proseguì dicendogli che il suo, però, era un amore impossibile. Lui le prese la mano per rincuorarla:

Non devi mai perdere la fede. Le vie del Signore sono infinite. Nessuno conosce i suoi disegni finché lui non decide di mostrarli.

Lei tirò via delicatamente la mano e distolse lo sguardo da quello di lui. Con tono cupo replicò:

Facile dirlo per te. Quando, però, è proprio la Fede a portarti via i tuoi sogni cosa puoi fare se non rassegnarti ed accettare che il Signore di cui parli, ti sta portando via la metà del tuo cuore?

Quel dialogo era il segno che Raimondo aspettava dal Signore. Dopo un momento di esitazione il ragazzo confessò a Greta le sue incertezze.

Nei mesi a seguire la ragazza iniziò un percorso di conversione alla religione del suo amato e, dopo un anno esatto dal loro primo incontro, i due convolarono a nozze.

Autore: Clorinda Di Natale