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Quando Cupido colpisce i cuori con le sue frecce questi sembrano ballare una tarantella di emozioni alla quale è impossibile sottrarsi.

Per Lucio l’amore arrivò mentre, seguendo un’idea di sua sorella, con alcuni amici musicisti creò un gruppo di animazione folkloristica. Tutto ebbe inizio un pomeriggio di febbraio quando Beatrice suggerì ai ragazzi di creare un corpo di ballo che, danzando sulle note della loro musica, gli avrebbe dato maggiori opportunità di essere scelti rispetto ad altri. I musicisti, desiderosi di trasformare la loro passione in un vero e proprio lavoro, postarono un appello sui social della band. Tra le aspiranti ballerine Bea suggerì di contattare per prima Gabriella che aveva incontrato durante alcuni saggi di danza. Lucio e gli altri seguirono il suo consiglio e, col passare delle settimane, le due ragazze divennero molto amiche.

Un giorno Gabriella confidò a Beatrice di provare un particolare interesse per Lucio:

Secondo te ho qualche speranza di essere notata da lui?

L’altra rispose un po’ esitante:

Mio fratello è molto discreto. È un mistero anche per noi di famiglia ma qualcosa mi dice che non gli sei del tutto indifferente.

La sua sensazione trovò conferma nel mese di agosto quando, al termine di una serata, Lucio regalò alla ballerina una emozionante dichiarazione d’amore.

Per Beatrice, invece, l’amore arrivò in un giorno di fine maggio di qualche anno dopo. All’inizio del ricevimento di nozze di Antonello e Camilla, due amici di Lucio, lei e Gabriella diedero il via all’animazione dell’evento danzando un’allegra tarantella. Appena finì di ballare Bea si accorse di aver catturato l’attenzione di uno degli invitati che non le tolse gli occhi di dosso fino al momento in cui lo speaker annunciò che lo sposo voleva sfidarlo in una gara musicale:

Il vincitore avrà la possibilità di danzare con una delle ballerine che quest’oggi ci allietano con la loro danza.

Gli sfidanti furono chiamati al centro della sala dove gareggiarono a suon di musica. Vinse Dante che non amando essere al centro dell’attenzione chiese che gli sposi danzassero anche loro. Lo speaker assecondò la sua richiesta e lo sposo prese la parola:

Dante, il destino è nei tuo nome. Ti tocca ballare con Beatrice.

La ballerina fece un passo avanti con un sorriso ironico e, non appena lei e Dante iniziarono a ballare, gli chiese come aveva conosciuto Antonello. Lui le spiegò che erano cresciuti nello stesso quartiere ed erano stati compagni di banco dall’asilo fino all’ultimo giorno di liceo. Lei esclamò:

Ho notato che, da quando sono entrata in sala, non mi hai tolto un momento gli occhi di dosso. Dunque credo di non risultare presuntuosa se penso che tu e lo sposo abbiate organizzato la sfida insieme. Sbaglio?

Lui, colto alla sprovvista dalla franchezza della fanciulla, fu altrettanto sincero:

In genere non ho problemi a vincere contro di lui ma Antonello è un po’ fuori di testa e stavolta ha perso di proposito. Siccome Camilla ha la mia stessa passione per il ballo e lui, oltre ad essere imbranato, s’ingelosisce se balliamo insieme le inventa tutte per trovarmi l’anima gamella. Di solito riesco a frenare le sue idee bizzarre ma oggi è un giorno speciale per lui e l’ho lasciato fare.

Lei accennò un sorriso finto:

La tua generosità mi commuove.

Lui si scusò dicendo:

Mi dispiace. Non volevo metterti a disagio.

La ragazza rise divertita:

Tranquillo. Sono abituata ad attirare gli sguardi dei ragazzi. Devo ammettere però che mi ha dato più fastidio il fatto di essere stata scelta per via dei nostri nomi.

Dante annuì leggermente in imbarazzo:

Questi sono i rischi dell’essere amici di Antonello.

La ragazza fece spallucce e tronco il discorso:

Te la stai cavando abbastanza bene con il ballo.

La loro danza si concluse in un clima più rilassato e Beatrice scoprì che Dante era anche molto simpatico.

Finita la musica si fermarono a dialogare. Lui da quel giorno divenne una presenza fissa ad ogni occasione in cui si esibiva il gruppo di animazione e, in poche settimane, i due capirono di essere innamorati.

Dopo l’estate dovettero accontentarsi di sentirsi solo per telefono. Trascorrevano le serate facendo lunghe videochiamate che finivano spesso in discussioni.

Nei due anni che seguirono, tra i due fu un continuo lasciarsi e far pace. Ad un certo punto Dante cominciò a credere che la sua storia con Beatrice non avesse speranze. A qualche settimana dal matrimonio di Gabriella e Lucio quando, dopo l’ennesima discussione, lui propose a lei di prendersi una pausa per riflettere sulla loro storia, la fanciulla, in balia delle sue insicurezze, gli chiuse il telefono in faccia senza dargli il tempo di spiegare il suo punto di vista.

Malgrado Bea tentasse di nascondere il suo stato d’animo, suo fratello e la futura sposa capirono che aveva dei problemi e la coinvolsero maggiormente nei preparativi per le nozze. La mattina del 14 febbraio, ad un paio di giorni dal matrimonio, Lucio chiese a sua sorella di distrarre Gabriella mentre lui le preparava una sorpresa organizzando un pigiama party. Lei mise da parte i suoi problemi ed accettò. Quella sera, nella cameretta della sposa, al momento di indossare il pigiama la ragazza finse di averlo scordato:

Ero convinta di averlo preso.

Gabry le prese le mani facendola sedere sul letto:

Tu e Dante siete di nuovo ai ferri corti, vero?

L’altra liberò le mani ed andò alla finestra dandole le spalle:

Non voglio parlarne. Finirei col mettermi a piangere non riuscendo più a smettere.

Gabry replicò:

Però ti farebbe bene sfogarti.

In quel momento squillò il telefono di Bea. Quello era il segnale di suo fratello per informarla che la sorpresa era pronta. Lo ringraziò dentro di sé per la sua puntualità e, dopo aver risposto secondo gli accordi, disse all’amica che andava a prendere il pigiama. Dopo alcuni istanti Gabriella sentì le note della canzone che aveva accompagnato i momenti più belli della sua storia d’amore con Lucio. Sorpresa sbirciò alla finestra e, nel piazzale sotto casa, vide Bea che si sbracciava mentre il suo fidanzato e gli altri musicisti suonavano. La ragazza prese sciarpa e cappotto e corse giù per le scale. In strada pian piano accorsero i loro amici e la gente del quartiere incuriosita dalla musica di quella inaspettata serenata.

Beatrice, non vista, si allontanò in fretta. Voltato l’angolo urtò qualcuno che, per evitarle di cadere, la sorresse tenendola per le spalle. Lei alzò gli occhi per scusarsi ed andar via ed incontrò lo sguardo di Dante. Dopo un attimo di sorpresa fece un passo indietro e chiese:

Ti ha detto Lucio di venire?

Lui ammise:

Sapevo della serenata ma sono qui solo per parlare di noi.

La fanciulla si strinse nel cappotto:

Vuoi lasciarmi nel giorno degli innamorati mentre mio fratello fa la serenata alla sua sposa?

Il giovane lasciò cadere le braccia esasperato:

Se mi lasciassi parlare ed ascoltassi ciò che ho da dirti anziché farti prendere la mano dalle tue insicurezze non saremmo a questo punto.

La ragazza gli parlò con rabbia cercando di controllare le lacrime e il tono della voce:

Dimmi ciò che devi e facciamola finita una volta per tutte.

Dante parlando in tono implorante disse:

Non possiamo andare avanti così. Per una volta fammi parlare senza interrompere. È da un po’che cercò di dirti qualcosa di molto importante.

Lei annuì restando in silenzio ed iniziò a tormentarsi nervosamente le mani. Lui la guardò con fermezza e per evitare di essere interrotto tirò fuori una scatolina dalla tasca della giacca, fece un passo verso Beatrice, si schiarì la voce ed iniziò a parlare:

Sono passati due anni dal nostro primo incontro. Abbiamo imparato a conoscerci. Abbiamo scoperto i nostri pregi e diretti. Siamo andati avanti superando le mie assurde paure e le tue mille insicurezze. Ora ho bisogno che tu, una volta per tutte, faccia chiarezza dentro di te e risponda ad una domanda.

Fece una breve pausa, accennò un sorriso incerto e disse:

Vuoi diventare mia moglie?

Vedendo che lei restava in silenzio riprese a parlare:

Sei l’unica donna che voglio accanto. Non riesco ad immaginare la mia vita senza di te…

Gli occhi di Beatrice si riempirono di lacrime mentre gettava le braccia al collo di Dante baciandolo sulle labbra. Lui l’allontanò prendendole il viso tra le mani e disse:

Ho bisogno di sentire la tua risposta alla mia domanda.

Continuando a piangere lei gli regalò il più bello dei sorrisi e disse:

Ti prometto che cercherò di frenare le mie insicurezze.

Lui la guardò comprensivo:

Lo capisci che non ho nessuna intenzione di lasciarti, sciocca che non sei altro?

Lei annuì con fermezza:

Si. E si, voglio diventare tua moglie.

Si scambiarono un lungo bacio. Poi lui l’allontanò, aprì con espressione colpevole la scatolina e

gliela mostrò:

Questa scatola mi serviva per avere la tua attenzione. Ora è vuota. Andremo a sceglierlo insieme l’anello dopo il matrimonio di Lucio e Gabriella. Adesso andiamo a ballare. Organizzare una serenata per la sera di San Valentino sarà anche romantico ma fa piuttosto freddo.

Prese per mano la sua innamorata ed insieme andarono a sfidare il freddo di quella serenata d’inverno danzando sulle note di un’allegra tarantella.

Autore: Clorinda Di Natale