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I tacchi alti? Icona di femminilità, eleganza e seduzione. Ma la verità è molto meno prevedibile: nascono come accessorio maschile… e pure militare.

Già nell’antichità esistevano calzature rialzate: in Egitto servivano ai macellai per evitare il contatto con il sangue, mentre in Grecia e Roma i famosi coturni aiutavano gli attori (rigorosamente uomini) a “salire di livello” sul palco, letteralmente e socialmente.

Il vero salto di qualità arriva però nella Persia del X secolo. Qui i tacchi diventano uno strumento tecnico per i cavalieri: permettono di agganciare meglio la staffa e combattere con più stabilità. In breve tempo, da dettaglio funzionale si trasformano in simbolo di potere: solo chi aveva cavalli (e quindi denaro) poteva permetterseli.

Quando nel XVII secolo questa moda arriva in Europa, l’aristocrazia la adotta con entusiasmo. Il messaggio è semplice: più alto il tacco, più alto il tuo status. A guidare la tendenza ci pensa Luigi XIV, il Re Sole, che oltre a sfoggiare tacchi altissimi (anche per guadagnare qualche centimetro), introduce le celebri suole rosse (si, hanno ispirato proprio Christian Louboutin) e stabilisce che solo i nobili possano indossarle. In pratica, una scarpa come dichiarazione politica.

E le donne? All’inizio entrano in scena per motivi pratici: a Venezia spopolano i chopines, piattaforme altissime per evitare fango e sporcizia (e per farsi notare, ovviamente). Poi il tacco diventa anche uno strumento di affermazione: Elisabetta I lo utilizza per rafforzare la propria immagine di autorità. Non tutti apprezzano: nel Seicento, in Massachusetts, i tacchi femminili vengono addirittura associati alla stregoneria.

Con l’Illuminismo e la Rivoluzione Francese, gli uomini cambiano stile: via i tacchi, spazio a scarpe più sobrie e pratiche. Le donne, invece, li adottano definitivamente, trasformandoli nel simbolo di eleganza che conosciamo oggi.

Ma il legame con il mondo maschile non scompare del tutto. Sopravvive negli stivali da cowboy (sempre per stare saldi in sella) e riappare nel Novecento con artisti come i Beatles e David Bowie, che riportano i tacchi anche nella moda maschile.

Morale della storia? I tacchi alti non nascono per slanciare la figura… ma per non cadere da cavallo. Il resto è arrivato dopo, tra re, rivoluzioni e un bel po’ di stile.

Fashion Blogger: Paola Moretti
Fonte: Catawiki, Eroicafenice, Web
Immagine: AI