Tag

, , , , , , , ,

2016: Prince, pseudonimo di Prince Rogers Nelson, cantautore, polistrumentista e produttore discografico statunitense, popolare soprattutto negli anni ottanta e novanta. Prince viene trovato morto in un ascensore all’interno del complesso di Paisley Park, sua residenza situata a Chanhassen, alle porte di Minneapolis. Aveva 57 anni. Il referto autoptico riporta “overdose accidentale da Fentanyl”, un potente antidolorifico. (n. 1958)Prince_perfettamente_chic_.jpg

1999: Charles Rogers, conosciuto anche come Charles Edward “Buddy” Rogers,  è stato un attore e musicista statunitense. Con la sua jazz band, suonò alla radio, prendendo parte ad alcuni film.  Soprannominato “Buddy”, Rogers è ricordato soprattutto per il ruolo di pilota che ricoprì nel 1927 in Ali, film vincitore del primo Oscar al miglior film, dove recitava al fianco della bella e vulcanica Clara Bow. Nel 1937, Rogers diventò il terzo marito dell’attrice Mary Pickford, leggendaria attrice del cinema muto, più anziana di lui di dodici anni. La coppia adottò due bambini, Roxanne e Ronald Charles. Il matrimonio durò per 42 anni, fino alla morte della Pickford nel 1979. (n. 1904)Mary_Pickford_perfettamente_chic_Charles_Buddy_Rogers.jpg

1985: Rudi Gernreich, è stato uno stilista, attivista gay austriaco, naturalizzato statunitense. Nasce a Vienna, ma appena sedicenne è costretto ad emigrare verso gli Stati Uniti per colpa dell’occupazione nazista dell’Austria. Trasferitosi con la famiglia a Los Angeles in California, si esibisce inizialmente come ballerino nella compagnia Lester Horton intorno al 1945. Successivamente Gernreich preferisce spostarsi nel campo della moda e inizia una collaborazione con la modella Peggy Moffit e con il fotografo William Claxton, arrivando a spingersi oltre i confini del “look futuristico” dei primi tre decenni del XX secolo. Nel 2003 il suo lavoro fu celebrato con una mostra presso Phoenix Art Museum, durante la quale fu riconosciuto definitivamente come uno dei designer americani più originali e controversi degli anni 1950. Gernreich è soprattutto noto per la sua progettazione dei primi topless per le innumerevoli innovazioni portate nel campo dei costumi da bagno, come i primi monokini (o topless) o come il tanga da costume da bagno. È stato un forte sostenitore dell’abbigliamento unisex, vestendo i modelli maschili e femminili con abiti identici. Fu anche il primo stilista a far uso di vinile e plastica per i suoi vestiti. Ha inoltre disegnato le divise spaziali per la base lunare per la serie televisiva Spazio 1999. Si è impegnato anche nella creazione di nuovi modelli di reggiseni per le donne, lavorati in tessuti elastici e senza ferretti. Gernreich fu uno dei fondatori del Mattachine Society, la prima organizzazione per i diritti degli omosessuali negli Stati Uniti. Gernreich finanziò l’organizzazione, ma preferì rimanere anonimo e non prestò mai il suo nome. Preferì essere conosciuto come “R”. Uno degli altri fondatori del Mattachine Society era Harry Hay, amante proprio di Gernreich dal 1950 al 1952. Più tardi, verso la fine della sua vita, Gernreich si dedicò anche alla cucina. In particolare gli è attribuita una particolare ricetta: la zuppa con peperoni, preparata con caviale e limone, servita fredda. (n. 1922)

Rudi_Gernreich_perfettamente_chic.jpg

1924: Eleonora Duse, Eleonora Giulia Amalia Duse, attrice teatrale italiana. Soprannominata la divina, è considerata la più grande attrice teatrale della sua epoca e una delle più grandi di tutti i tempi, il critico contemporaneo Hermann Bahr la definì «la più grande attrice del mondo»; simbolo indiscusso del teatro moderno, anche nei suoi aspetti più enfatici. Acclamata compì tournée all’estero recitando sempre in italiano. Nata a Vigevano da una famiglia di attori crebbe e trascorse l’infanzia tra il nomadismo e il dilettantismo della compagnia girovaga di genitori, , andando in scena fin da bambina. Era la cugina di Italia Vitaliani. Alcune memorabili interpretazioni le procurarono presto l’adorazione del pubblico e l’entusiasmo della critica. Nel 1881 Eleonora sposò Tebaldo Marchetti – in arte Checchi -, attore nella sua compagnia; l’unione, dalla quale nacque una bambina, Enrichetta, si rivelò presto infelice e terminò con una separazione definitiva. Nel 1882 a Roma incontra per la prima volta Gabriele d’Annunzio. Nel 1884 si legò allo scrittore Arrigo Boito. La relazione con Boito restò sempre segreta e durò, fra alti e bassi, per diversi anni. In questo periodo, l’attrice frequentò gli ambienti della Scapigliatura. Periodi di vicinanza e collaborazione fra la Duse e d’Annunzio si alternarono a crisi e rotture; d’Annunzio seguiva raramente l’attrice nelle sue tournée. Nel 1900, d’Annunzio pubblicò il romanzo Il fuoco, ispirato alla sua relazione con Eleonora Duse, suscitando critiche vivaci da parte degli ammiratori dell’attrice. Dopo la loro separazione d’Annunzio visse tutto il resto della sua vita (le sopravvisse quattordici anni) struggendosi nel ricordo dell’attrice. Nel 1909 Eleonora abbandonò il teatro, ma vi ritornò nel 1921, spinta dalle necessità economiche; nel frattempo, nel 1916, interpretò il suo unico film, Cenere. Morì di polmonite nel corso dell’ultima tournée statunitense. Molte lettere scritte e ricevute, libri, copioni – alcuni autografi dell’attrice o dell’autore del testo -, abiti, mobilio e molti oggetti personali furono donati nel 1968 dalla nipote e ultima erede Eleonora Ilaria Bullough, religiosa domenicana inglese con il nome di sister Mary of St. Mark, alla Fondazione Giorgio Cini di Venezia, presso la quale costituiscono l’Archivio Duse e lo spazio espositivo Stanza di Eleonora Duse, la collezione più ampia e completa di documenti sulla vita e sull’arte dell’attrice. La Duse non si truccava mai, né a teatro, né nella sua vita privata, ed era molto fiera dei suoi lineamenti marcati, non affatto in linea con i canoni estetici dell’epoca. Anche per questa sua bellezza diversa dalle altre, Eleonora era molto apprezzata sia dal pubblico sia dalla critica. Una sua caratteristica particolare era quella di muovere molto le braccia quando recitava, e rendere il corpo protagonista dello spettacolo, insieme con la voce, che non aveva mai toni ridondanti e che colpiva proprio per la sua naturalezza e la sua spontaneità. A volte, Eleonora sussurrava, sussurrava la stessa parola diverse volte, una parola che riteneva fondamentale per il suo personaggio. La Divina Duse non disdegnava il viola nell’abbigliamento, colore invece abolito dalle persone di spettacolo, specialmente nel suo tempo. Inoltre, spesso indossava i costumi di scena anche nella vita privata. (n. 1858)

Eleonora_Duse_perfettamente_chic.jpg

Autore: Lynda Di Natale
Fonte: wikipedia.org, web