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Lo stile Bon Ton è una di quelle eleganze che non fanno rumore ma si fanno ricordare. È la raffinatezza del gesto misurato, della linea pulita, del dettaglio scelto con cura. Un modo di vestire che non cerca mai l’effetto shock, ma punta tutto sull’armonia. E proprio per questo rimane eterno.

Prepariamoci a entrare in un mondo fatto di colletti arrotondati, perle luminose, cardigan impeccabili e quella grazia un po’ cinematografica che sa di Audrey Hepburn mentre passeggia tra le vie di una città europea.


Che cos’è lo stile Bon Ton?

Bon ton” è un’espressione francese che significa letteralmente buona maniera o buon gusto. Nella moda indica un’estetica educata, composta, femminile e sofisticata. È lo stile di chi desidera apparire curato senza risultare eccessivo, chic senza ostentazione.

È una moda che parla sottovoce ma con grande sicurezza.

Linee ordinate, proporzioni equilibrate, tessuti di qualità e palette cromatiche delicate sono le sue fondamenta. Nulla è lasciato al caso, ma nulla appare forzato.


Quando nasce il Bon Ton?

Le sue radici affondano nell’eleganza borghese tra fine Ottocento e inizio Novecento, ma il vero trionfo arriva negli anni ’50 e ’60. Il secondo dopoguerra segna il ritorno alla femminilità strutturata: vita definita, gonne midi, guanti, cappellini. Le icone di quel periodo – da Audrey Hepburn a Grace Kelly, da Jackie Kennedy a Romy Schneider – trasformano il Bon Ton in un modello universale di classe.

Da quel momento diventa un linguaggio estetico senza tempo, ripreso ciclicamente dagli stilisti contemporanei.


Come viene definito a livello internazionale?

Nel panorama globale, lo stile Bon Ton viene spesso associato o tradotto come:

Ognuna di queste definizioni ne coglie una sfumatura, ma nessuna riesce a racchiudere perfettamente l’idea francese di misura e savoir-faire che la parola Bon Ton porta con sé.


Le caratteristiche fondamentali

Il Bon Ton si riconosce subito perché segue alcune regole quasi sartoriali.

Le silhouette sono ordinate e mai provocanti. Gli abiti valorizzano senza esibire. La lunghezza delle gonne è mediamente al ginocchio o midi, le scollature restano discrete, le spalle spesso definite ma non aggressive.

I colori preferiti? Neutri, pastello, tonalità cipriate, blu navy, bianco, beige, nero elegante.

Le fantasie più amate comprendono pois, micro fiori, righe sottili, pied-de-poule.

Gli accessori sono pochi ma scelti bene: borse strutturate, décolleté, ballerine, fili di perle, foulard annodati con precisione.


I capi essenziali del guardaroba Bon Ton

Se dovessimo costruire un armadio perfettamente Bon Ton, non potrebbero mancare:

  • tubino classico
  • gonna a ruota o a matita
  • cardigan gemello
  • camicia in seta o cotone con colletto bon ton
  • cappotto lineare
  • trench
  • blazer impeccabile
  • décolleté a punta o arrotondate
  • borsa top handle
  • perle o gioielli minimal

Sono pezzi versatili, capaci di attraversare le stagioni e le mode.


Gli stilisti che amano il Bon Ton

Molte maison hanno fatto della raffinatezza composta la loro firma.

Chanel ha trasformato il tailleur in simbolo di emancipazione elegante.
Dior, con il New Look, ha celebrato la femminilità strutturata.
Valentino interpreta il Bon Ton in chiave romantica e aristocratica.
Miu Miu spesso gioca con una versione più giovane e maliziosa.
Carolina Herrera incarna la perfezione della signora contemporanea.

Sono tutti esempi di come questo stile possa evolvere senza perdere la sua identità.


Il Bon Ton assomiglia ad altri stili?

Sì, e proprio qui la faccenda si fa interessante. Ha punti in comune con il Preppy, con il Vintage anni ’50, con il Romantico e talvolta con il Minimal classico. Ma rispetto a loro mantiene sempre una compostezza più formale e un’eleganza meno sperimentale.

Tabella comparativa

Elemento Bon Ton Preppy Romantico Vintage 50s
Silhouette Composta, definita Ordinata ma sportiva Morbida, fluida Strutturata, vita segnata
Colori Neutri, pastello Navy, bianco, rosso Cipria, floreali Vivaci o pois
Accessori Perle, borse rigide Mocassini, calze Fiocchi, pizzi Guanti, cappelli
Attitudine Raffinata Collegiale Sognante Glam femminile
Formalità Medio-alta Media Variabile Alta

Dove il Romantico sogna, il Bon Ton resta impeccabile.
Dove il Preppy diventa sportivo, il Bon Ton rimane raffinato.


Esistono sottogruppi del Bon Ton?

Assolutamente sì. Nel tempo lo stile si è declinato in diverse interpretazioni.

  • Bon Ton Classico ✳️ È la versione più pura. Linee tradizionali, colori sobri, gioielli discreti. Pensiamo a Grace Kelly.
  • Bon Ton Romantico ✳️ Introduce pizzi, fiocchi, toni pastello più dolci, gonne ampie e un’aria da favola.
  • Bon Ton Moderno ✳️ Mixa elementi tradizionali con tagli contemporanei, magari aggiungendo accessori più audaci o contrasti cromatici.
  • Bon Ton Preppy ✳️ Influenze college: cardigan, gonne plissettate, mocassini, ma sempre mantenendo la grazia di fondo.

Come si distinguono tra loro…

La base resta identica: ordine, misura, eleganza.
Cambiano l’intensità della dolcezza, la modernità delle linee e il grado di formalità.

È un po’ come ascoltare la stessa melodia suonata con strumenti diversi.

I sottogruppi lavorano come variazioni sul tema: modificano atmosfera, età percepita, livello di formalità e tipo di femminilità.

È un po’ come avere lo stesso abito in tessuti diversi: la struttura resta, ma il messaggio cambia. Vediamo quindi come riconoscerli davvero.

🟠Bon Ton Classico ➡️ È la forma più tradizionale e fedele alle origini anni ’50-’60.

Come si individua subito: linee sartoriali, palette neutra, pochissimi fronzoli, gioielli iconici (perle!), borsa strutturata.

L’obiettivo è l’eleganza istituzionale, quasi diplomatica.

👉 Se immaginate una first lady o una principessa, probabilmente state pensando al Bon Ton classico.

📍Differenza dalla base: è la versione più pura, senza contaminazioni moderne o romantiche.


🟠Bon Ton Romantico➡️ Qui l’eleganza si addolcisce.

Entrano in scena:

  • fiocchi
  • colletti ricamati
  • pizzi
  • gonne più ampie
  • tonalità zuccherose

Come lo riconoscete: l’effetto è più fiabesco, delicato, talvolta retrò.
Meno rigore, più poesia.

📍Differenza dalla base: stessa compostezza, ma con maggiore decorazione e dolcezza visiva.

📍Differenza dal classico: meno severo, più morbido.


🟠Bon Ton Moderno➡️ La struttura resta educata, ma si aggiorna.

Potete trovare:

  • tagli più netti
  • mix con elementi minimal
  • colori più decisi
  • accessori contemporanei

Come lo individuate: pensate “elegante” ma non “antico”.

📍Differenza dalla base: maggiore freschezza, meno nostalgia.

📍Differenza dagli altri: riduce romanticismo e formalità.


🟠Bon Ton Preppy➡️ La variante più dinamica e quotidiana.

Dentro trovate:

  • cardigan
  • gonne plissettate
  • camicie
  • mocassini
  • richiami al mondo college

Come lo riconoscete: elegante ma pronto a camminare tutto il giorno.

📍Differenza dalla base: più pratico e leggermente sportivo.

📍Differenza dal moderno: meno urbano, più tradizione accademica.


🟠Bon Ton Couture / Aristocratico➡️ È il lato più lussuoso.

Tessuti preziosi, cappotti impeccabili, cappellini, guanti, gioielli importanti ma sempre composti.

Come lo individuate: sembra uscito da un evento reale o da un matrimonio d’alta società.

📍Differenza dalla base: aumenta il prestigio e il valore percepito.

📍Differenza dagli altri: più formale, meno quotidiano.


Il trucco per distinguerli a colpo d’occhio

Chiedetevi:

👉 Quanto è decorato?
👉 Quanto è moderno?
👉 Quanto è formale?
👉 È più pratico o più da cerimonia?

Le risposte vi portano subito al sottogruppo giusto.

In breve: la formula

  • Più rigore = Classico
  • Più dolcezza = Romantico
  • Più attualità = Moderno
  • Più dinamismo = Preppy
  • Più lusso = Aristocratico

Perché il Bon Ton piace ancora oggi?

Perché rassicura, valorizza e funziona sempre. È lo stile perfetto per chi vuole sentirsi elegante in modo naturale, senza rincorrere l’ultima eccentricità delle passerelle.

In un mondo che cambia velocemente, il Bon Ton resta una certezza: la moda del garbo.

Autore: Lynda Di Natale
Fonte: web
Immagine: AI