Donna Karan – DKNY
Con il tempo la produzione del brand si è allargata, coprendo numerosi settori del mondo della moda, producendo accessori, biancheria intima, scarpe, abbigliamento per l’infanzia, e producendo linee di abbigliamento maschili.
Con il tempo la produzione del brand si è allargata, coprendo numerosi settori del mondo della moda, producendo accessori, biancheria intima, scarpe, abbigliamento per l’infanzia, e producendo linee di abbigliamento maschili.
Da sempre proclamatasi ispirata da Coco Chanel, Jil Sander è stata definita l’Armani tedesca, per lo stile sobrio e minimalista che contraddistingue la sua produzione. Gli aggettivi con cui la stessa stilista definisce il proprio stile sono “Forte e puro”, mentre i tagli dei vestiti che disegna, sono per lei “Fatti col coltello”. I colori che maggiormente ricorrono nei suoi vestiti sono le tonalità neutre, come il bianco e il nero.
Alimentato dal suo amore sia per le culture ribelli della gioventù che per l’abbigliamento maschile tradizionale, emerge alla moda a metà degli anni novanta, presentando un’immagine radicalmente diversa della mascolinità. Fondendo l’energia e la singolarità delle sottoculture adolescenti con la nitidezza e la precisione della classica arte sartoriale, il look presentato da Raf Simons è ispirato e progettato per estranei fiduciosi.
Dal 1983, lo stilista inizia a realizzare le proprie collezioni, ispirate alle arti visuali, alla letteratura, e dalle influenze etniche. Le inusuali combinazioni di colore, e le forti influenze grafiche sono le principali caratteristiche delle sue creazioni.
Dopo la sfortunata esperienza Raf Simons, in Calvin Klein cambia il vertice. Al timone del marchio americano, con la carica di CEO, approda Cheryl Abel-Hodges. La manager proviene da Pvh, società cui fa capo Calvin Klein, dove è entrata nel 2006.
il suo stile sceglie tagli nitidi e puliti e toni di colori freddi: il beige, il grigio e il greige, una nuova tonalità in bilico tra il grigio e il sabbia terroso, anche se è soprattutto il blu-Armani a contraddistinguere la sua produzione.
Le stampe, le applicazioni, i colori accesi, il pizzo chantilly, le lavorazioni talvolta fitte e complesse e gli intrecci minuziosi rendono lo stile di Oscar de la Renta unico, inconfondibile.
Nell’ottobre 2013 Scott è diventato il direttore creativo di Moschino. Dopo aver rifiutato diverse altre offerte, ha scelto l’etichetta italiana perché aveva un approccio altrettanto irriverente, il suo fondatore Franco Moschino vedeva la moda come una forma di protesta…
La società ha attività di franchising in crescita in tutto il mondo, tra cui Estremo Oriente, Australia, Scandinavia e Sud America, nonché un numero crescente di progetti di licenza per prodotti come tappeti, occhiali, asciugamani e piastrelle.
Pertegaz, che nel corso degli anni avrebbe avuto circa duemila clienti fissi, per i quali, oltre al vestito, ha progettato gli accessori giusti: scarpe, pamelas, cappelli giorno e notte, acconciature, gioielli …