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A fondare Annabella è Giuliano Ravizza che, con la sua personalità vulcanica dai tratti “visionari”, trasforma l’azienda del padre in un brand specializzato nella pellicceria.Giuliano_Ravizza_perfettamente_chic

E’ nel 1920 che Gilio Ravizza, dopo qualche anno di apprendistato a Milano presso le migliori sartorie del tempo, (Caraceni, Tosi, Prandoni), decide di aprire una propria attività a Pavia all’età di 21 anni. Gilio, nel 1917 era stato uno dei ‘ragazzi del 99‘ mandati al fronte durante la Grande Guerra. Avviò la sua attività sartoriale dal niente, come spesso accadeva in quegli anni. Aveva iniziato a lavorare da bambino, non appena terminata la terza elementare. Gilio non ha potuto studiare ma l’aver frequentato personalità della cultura e dello spettacolo, ne hanno fatto un uomo particolarmente brillante oltre che un sarto di fama. Il suo ottimismo e la sua intraprendenza fanno il resto. Innamoratosi di Maria, il passo successivo è quello di ”metter su casa“. Un lungo sodalizio il loro matrimonio da cui nascono Carla e Giuliano. Annabella_perfettamente_chic_Gilio_Ravizza_MariaDopo il matrimonio con Maria, figlia di un ferroviere, Gilio si dedicò al lavoro nell’abitazione dove viveva con la moglie e i figli, un appartamento di circa 150 metri quadrati dei quali oltre cento erano riservati al laboratorio, che comprendeva una sala prove e una piccola sala d’attesa. Abile artigiano del taglio, Gilio ebbe successo, arrivando ad assumere nel suo piccolo laboratorio una dozzina di lavoranti. Con il figlio, Giuliano, Gilio instaurerà un rapporto che supererà il semplice vincolo di sangue. Giuliano ebbe un’infanzia serena, trascorsa tra i tavoli di lavoro del padre. Nel 1936 Gilio aprì il primo negozio, la ‘Boutique Ravizza‘, nel centro di Pavia, a pochi passi dal palazzo storico dell’Università (oggi sede della Fondazione Banca del Monte). Nel 1940 fu la volta del secondo negozio, ‘Casanova veste tutti‘. Annabella_perfettamente_chic_giuliano_ravizza.jpgNel frattempo Giuliano si applicò con molto impegno negli studi. Dal 1940 al 1943 concluse con profitto tre anni di Istituto tecnico e poi scelse il Liceo scientifico, affrontando le ultime due classi in un unico anno scolastico, per diplomarsi. Nel 1944 si iscrisse al primo anno della facoltà di medicina nell’Università della sua città. Si era in piena guerra e ricevette la cartolina precetto. Grazie alle amicizie del padre venne arruolato nella Guardia di Finanza e prestò servizio come militare semplice per diciotto mesi a Milano.Si era scoperto pianista di valore: aveva sei anni quando il padre, come già aveva fatto per la sorella Carla, lo aveva mandato a lezione di piano dal maestro Guido Farina, docente al Conservatorio di Milano. In seguito imparò a suonare la fisarmonica, la chitarra e la batteria. Suonò con il famoso direttore d’orchestra Gorni Kramer e con molti complessi in voga a quei tempi e ne formò uno suo, con quattro amici, il Quintetto goliardico, che si esibì con discreto successo dal 1946 al 1949.  Nel 1946 iniziò l’internato in clinica medica al Policlinico San Matteo di Pavia conseguendo nel 1950 la laurea in medicina con 110, discutendo una tesi su ‘Il fegato nell’intossicazione dei farmaci‘. Iniziò l’internato in clinica medica, al Policlinico San Matteo. Nello stesso anno Gilio Ravizza aprì il terzo negozio, che chiamò ‘Grandi magazzini al Duomo‘.

Il 21 febbraio 1952 Giuliano sposò Antonietta De Silvestri, conosciuta otto anni prima nei corridoi del Liceo. Il 26 marzo 1953 nacque la figlia Simonetta. Annabella_perfettamente_chic_Gilio_Giuliano.jpgCon Gilio collabora il figlio Giuliano, dividendosi tra la sua professione di medico e la passione per il mondo della moda. Nel 1955, Giuliano,  compì il suo primo viaggio negli Stati Uniti, a New York, spronato dal padre che ne vinse la riluttanza con una frase che amava ripetergli: «Devi andare e imparare». Rimase profondamente impressionato dai grandi centri, che vedeva per la prima volta, dove accanto ai negozi di abbigliamento si aprivano bar, ristoranti, locali di svago. Tornò a Pavia e iniziò ad affinare la grande intuizione che avrebbe sviluppato di lì a poco: coniugare l’alta sartoria con il prêt-à-porter. Un’idea rivoluzionaria per i tempi, sintetizzata in un cartello esposto nella boutique Ravizza: Abito su misura in 24 ore. Il 22 aprile 1957 nacque il figlio Ruggero, detto Gegio.

Annabella_perfettamente_chic_giuliano_ravizza_gilio.jpgGiuliano Ravizza aveva scelto, inizialmente, una strada diversa: si era laureato in medicina e per cinque anni aveva svolto la professione ma si divideva tra questa professione e la passione per il mondo della moda. Nel 1960 Ravizza aprì i magazzini ‘La Tex‘, il primo negozio di prêt-à-porter per uomo, donna e bambino. Un negozio rivoluzionario per l’epoca, molto simile agli attuali department store, caratterizzato da una scala mobile, una vera innovazione. Annabella_perfettamente_chic_ravizza_gilio.jpgNello stesso giorno, il 19 marzo, era nato il figlio Riccardo, detto Dado. Nel 1963 aprì la boutique ‘Annabella‘, in piazza della Vittoria, a Pavia. Un nome che richiamava il popolare settimanale femminile, pubblicato dall’editore Angelo Rizzoli, amico di Ravizza. L’imprenditore aveva concordato quel nome con Rizzoli, che garantiva un importante supporto pubblicitario. Nel 1965 il complesso, tra sarti, commessi e lavoranti, raggiunse 250 dipendenti. Il 25 aprile 1965, convinto da una offerta «nettamente superiore al valore di quello che noi possedevamo», Gildo e Giuliano Ravizza firmarono l’atto di vendita dell’avviamento dei magazzini La Tex che divennero i magazzini Standa. I Ravizza mantennero però la proprietà immobiliare.Annabella_perfettamente_chic_giuliano_ravizza_standa.jpg

Il 15 dicembre 1965 morì, a 66 anni, Gildo Ravizza. Una mancanza enorme per Giuliano, che vedeva in lui non solo la figura paterna ma anche un maestro di vita e un punto di riferimento. La morte del padre impone una decisione esistenziale e, Giuliano, sceglie la moda. Dicembre 1969 un violentissimo incendio, provocato da un corto circuito, si sprigionò all’interno di ‘Casanova‘, uno dei negozi di maggior prestigio della famiglia Ravizza, illuminato da centinaia di lampadine per le festività natalizie. Le fiamme devastarono l’intera struttura, tra corso Cavour e via XX Settembre. Ravizza dichiarò che Casanova avrebbe riaperto. Fu così, solo dieci giorni.

Annabella_perfettamente_chic_giuliano_ravizza_.JPGA 43 anni, a capo di una società in attivo e in continua ascesa, decise di seguire la sua vocazione di imprenditore visionario. Intuiva le possibilità di sviluppo legate al concetto di ‘lusso accessibile‘. Vendette tutti i negozi tranne le boutique Annabella, che ampliò: una superficie di 2000 metri quadrati, dove si aprivano tredici vetrine. Acquistò lo storico e vicinissimo ‘Caffè Demetrio‘, un punto di riferimento per Pavia.Annabella_perfettamente_chic_giuliano_ravizza_Caffè_Demetrio.jpgIl marchio Ravizza cedette il posto al logo rosso e oro di Annabella. Fu il momento della svolta, di una sorta di cambiamento epocale nell’attività e anche nella vita di Ravizza. Non sarebbe stato più un sarto, ma uno stilista e un pellicciaio.Annabella_perfettamente_chic_copertinaPuntando su Annabella, chiudendo gli altri negozi; nel giro di pochi anni, la trasforma da boutique femminile in pellicceria.  Con una felice intuizione fa entrare la pelliccia nel mondo del prêt-à-porter, non più un lusso per pochi. Il successo è sbalorditivo. In Italia non era mai successo prima di confezionare capi di pellicceria senza prima averli venduti. Dai laboratori degli artigiani della pelliccia, che Ravizza frequentava assiduamente, uscirono prima decine, poi centinaia di pellicce.Annabella_perfettamente_chic_pelliccia.jpgDa imprenditore illuminato, Giuliano Ravizza, intuisce sin dal principio l’importanza del marketing, costruendo attorno al brand un immaginario da sogno, tra prestigio e popolarità, rendendo Annabella protagonista della ribalta internazionale.Annabella_perfettamente_chic_giuliano_ravizza_pubblicità.jpg La pubblicità fu l’altra grande intuizione ed esaltò il genio di Ravizza nel marketing per la promozione, nazionale e mondiale,delle pellicce Annabella. Le sua campagne di lancio segnarono  un cambiamento definitivo: l’impostazione delle campagne di vendita e promozione costruite sulla pubblicità sui settimanali femminili, sui litorali con aerei che trainavano striscioni con lo slogan Annabella, nei campi di calcio. 

Annabella_perfettamente_chic_giuliano_ravizza_pubblicità_prezzi.jpgGiuliano Ravizza iniziò a pubblicare, sulle pagine dei giornali, i prezzi delle sue pellicce. Per la prima volta la donna poteva riflettere sulle sue possibilità economiche, mettere in atto piccole strategie di risparmio e permettersi così la tanto sospirata pelliccia. In breve tempo a Pavia arrivano clienti dalle maggiori città italiane diventando così la “capitale della pelliccia”; negli anni Settanta, la televisione, con la nascita delle antenne private, imprime una nuova accelerazione al marchio che diventa un punto di riferimento nel settore pur mantenendo la propria sede unica in città.

Nel 1970 presentò le sue creazioni alla prima del film La caduta degli dei di Luchino Visconti, al cinema Capitol di Milano. Un’occasione mondana ed esclusiva, che vide sfilare splendide modelle con le pellicce di Annabella, disegnate per l’occasione da Jole Veneziani.

 Il 7 dicembre 1970, per la tradizionale serata di Sant’Ambrogio, le creazioni di Ravizza sfilarono alla Scala. Venivano rappresentati I Vespri siciliani di Verdi, direttore d’orchestra Gianandrea Gavazzeni, protagonista femminile la soprano Renata Scotto. Fra il pubblico, la grande cantante lirica Maria Callas.

 

Il 13 dicembre apparve sul Corriere della Sera una intera pagina sulla sfilata. Portando la Maison a sfilare al Teatro alla Scala di Milano, Giuliano rende così il marchio celebre nel mondo grazie anche a celebrities e testimonial che ne interpretano l’allure.

Donne bellissime e famose, icone di stile, si presentarono all’atelier Annabella di Pavia. Ira Fürstenberg, principessa, attrice e designer, nipote di Giovanni Agnelli, attrici come Gina Lollobrigida, Lea Massari, che posò in un servizio fotografico con un maxi visone bianco, Sylva Koscina, Virna Lisi, che ricevette a Roma Ravizza e le sue creazioni. Florinda Bolkan posò per diversi servizi fotografici; anni dopo, Monica Bellucci e Brigitte Nielsen. Cantanti come Milva, Iva Zanicchi, Rosanna Fratello, Domenico Modugno, Lucio Dalla, Al Bano e Romina Power, Peppino di Capri, Nicola di Bari e ancora attori come Gino Bramieri e Walter Chiari. Più tardi l’attore francese Alain Delon, non solo testimonial ma anche amico di Ravizza.Annabella_perfettamente_chic_giuliano_ravizza_personaggi.jpg

Annabella_perfettamente_chic_giuliano_ravizza_mike_bongiorno.jpgFondamentale fu l’incontro, nel 1970, con Mike Bongiorno. Ne nacquero una grande amicizia e l’assidua presenza di Ravizza e della pellicceria Annabella nelle trasmissioni del ‘re del telequiz‘.

Nel 1974 ebbe dalla città di Sanremo il premio Delfino d’oro per le sponsorizzazioni del Festival della canzone. Nel 1975 ricevette, a Milano, il premio Madonnina insieme con Sophia Loren. Era negli Stati Uniti e il premio venne ritirato dal figlio Ruggero, all’epoca diciottenne. Nel 1976 Ravizza riuscì a riunire sul palco del Festival Corrado, presentatore ufficiale della manifestazione, Mike Bongiorno, come presentatore del défilé di Annabella, il vecchio amico Walter Chiari e Paolo Villaggio. Ravizza guardò al mondo delle televisioni e ai cambiamenti che avvenivano negli anni Settanta. Nel 1976 la nascita di Telemilano, antenata del network Mediaset, determinò l’incontro fra Ravizza e l’imprenditore Silvio Berlusconi.Annabella_perfettamente_chic_giuliano_ravizza_mix_foto.jpgNello stesso anno la ‘Sojuz Pusnina‘, che aveva riconosciuto in Annabella il canale migliore per far conoscere le pelli russe in Italia, invitò ufficialmente Ravizza in Unione Sovietica. La sfilata andò in scena il 17 novembre nelle sale congressi dell’antico e prestigioso Hotel Sovietskaia. Era curata dalla regista televisiva Liliana Simonetta, che da anni si occupava delle manifestazioni di Annabella. Il successo fu enorme.

Nel 1977 Ravizza divenne presidente della Croce verde, il sodalizio di autoambulanze di Pavia, e mantenne la carica fino al 1982. Fu presidente onorario fino alla morte. Nella sede della Croce verde oggi è presente un suo busto e gli è intitolata la sala riunioni.

Annabella_perfettamente_chic_giuliano_ravizza_pavarotti.jpgNel 1978 le maxipellicce di Annabella vennero presentate a Leningrado e al premio Maschera d’argento, al Teatro Sistina di Roma. Nel 1979 la principessa Grace di Monaco offrì a Ravizza di partecipare come benefattore al celebre ballo della Croce rossa monegasca, uno dei più grandi eventi mondani. Seguì una tournée a Washington e a New York, per il bicentenario degli Stati Uniti. Ravizza era accompagnato da molti artisti italiani, fra cui il tenore Luciano Pavarotti.

Annabella_perfettamente_chic_mascotte_MishaNel 1980, per le Olimpiadi di Mosca, realizzò, in visone russo, Misha”, mascotte dei giochi olimpici; l’orsacchiotto portafortuna dei Giochi, donati in seguito ai capi di Stato delle nazioni partecipanti. Fino a realizzare nell’iconico visone presentando la propria collezione alla presenza della Signora Breznev, l’ambasciatrice della moda Italiana in occasione dei festeggiamenti del bicentenario degli Stati Uniti alla Casa Bianca.

Furono gli anni di maggiore affermazione e maggiore notorietà per Giuliano Ravizza, consacrato come uno degli ambasciatori del ‘made in Italy‘ nel mondo, conosciuto a New York come a Mosca. I tre figli lo affiancavano nel lavoro all’atelier. Per molti era il ‘signor Annabella‘ o ‘mister Annabella‘.

Coniò il motto ‘Pavia capitale della pelliccia‘. Su questo non transigeva: chi voleva una pelliccia Annabella doveva recarsi da lui a Pavia. Per chi arrivava in treno, corsa gratuita in taxi dalla stazione all’atelier e ritorno.

Ancora oggi il fenomeno Annabella viene studiato come case-history nel marketing: un’azienda che, attraverso una pubblicità all’epoca innovativa, ha saputo assurgere a notorietà anche internazionale, pur partendo da una piccola città di provincia e mantenendo in essa l’unico ed esclusivo punto di vendita (Pavia).Annabella_perfettamente_chic_boutique

Verushka, leggendaria Top Model degli anni 80, sarà la prima testimonial del Brand. Per indossare le sue pellicce, Giuliano, scelse Verushka, che nel 1972 aveva girato il film Salomè di Carmelo Bene. La sua immagine sensuale e nello stesso tempo eterea, distante, quasi aliena, aveva fatto scalpore. Ravizza, facendole indossare le sue pellicce, la trasformò in una donna elegante e dolce nello stesso tempo.Annabella_perfettamente_chic_Veruska.jpg24 settembre 1981, mentre rincasava a piedi, Ravizza fu sequestrato da un commando dell’«Anonima sequestri» calabrese. Le richiesta di riscatto fu di cinque miliardi di lire. Le trattative vennero condotte in prima persona dalla figlia Simonetta, la ‘Sima’ di famiglia. Ravizza fu liberato la notte del 25 dicembre 1981. Nel gennaio del 1982 scattarono i primi fermi e arresti. Ravizza non si costituì parte civile e annunciò pubblicamente, sui giornali, il suo perdono ai sequestratori. Per un breve periodo, appena dopo l’esperienza del sequestro, Giuliano accarezzò l’idea di abbandonare l’attività di imprenditore. Riprese poi il lavoro nelle pellicceria, affiancato e spronato dai tre figli. Annabella diventò anche altro: occhiali, profumi, oggettistica varia.

Il Maestro Franco Zeffirelli firma per Annabella la regia di uno spot d’autore televisivo con protagonista la modella americana Jerry Hall al tempo moglie di Mick Jagger, frontman dei Rolling Stones. Furono tre giorni di riprese su un set allestito a Cinecittà, affiancato da professionalità di primo piano, come Piero Tosi per i costumi.

Ravizza erano semplici: l’ormai classico marchio Annabella e in sottofondo le note del Sogno d’amore di Franz Liszt, che sarebbe rimasto nel corso degli anni anche per gli spot più sofisticati e romantici, come quelli interpretati da Alain Delon e della giovanissima Monica Bellucci per la regia di Gavino Sanna. L’attore francese fu testimonial delle creazioni di Giuliano e poi di quelle di Simonetta Ravizza, dal 1987 al 2001.

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Come anche di Sophia Loren, che lega la propria immagine al brand ormai diventato icona della pellicceria italiana, attraverso l’obbiettivo di un maestro della fotografia come Gianpaolo Barbieri.Annabella_perfettamente_chic_Sophia_Loren.JPGNel 1990, si ammala di tumore al polmone; lotta strenuamente contro la malattia ma dopo due anni, il 9 ottobre 1992, a soli 66 anni, Giuliano Ravizza lascia la moglie, i figli ed un’azienda a cui aveva dedicato tutta la propria vita.

Annabella_perfettamente_chic_giuliano_ravizza_dentro_una_vita1990 pubblicò con Rusconi la sua autobiografia Dentro una vita, curata da Roberto Alessi. I proventi della vendita dell’autobiografia vennero interamente devoluti alle famiglie dei detenuti. Nel libro Ravizza parlò del perdono ai rapitori, ai carcerieri dell’Aspromonte:

Proprio perché ho vissuto un’esperienza simile immagino come deve soffrire una persona in carcere, senza la libertà, e magari con la sola lontanissima speranza di riacquistarla. Mi immedesimo e se posso aiutare aiuto, lo faccio anche con semplici parole

L’ultimo dei molti regali che fece a Pavia fu il restauro dell’affresco di S. Siro in piazza della Vittoria, il ‘salotto buono‘ della città.

Da allora il brand di Annabella viene firmata dai tre figliUomo generoso, la sua vicinanza concreta ai più bisognosi, alle persone in difficoltà, fu continua e soprattutto riservata e silenziosa, tanto da essere conosciuta, in parte, soltanto a distanza di anni.Partecipò finanziariamente anche alla realizzazione della prima sede della Casa del Giovane, una struttura fortemente voluta da don Enzo Boschetti per sostenere i giovani bisognosi di aiuto.

Un mese dopo la sua scomparsa il Comune di Pavia dedicò all’imprenditore pavese l’intitolazione del Palazzo dello Sport (PalaRavizza) a ricordare il proprio cittadino benemerito (aveva tra l’altro contribuito a far crescere il Basket ed il calcio Pavese, ricoprendo sempre ruoli di primo piano). Dal 2010 è a lui intitolato un trofeo di basket speciale che ricorre ogni anno nella città di Pavia. Annabella_perfettamente_chic_PalaRavizza.jpgNel decimo anniversario della morte i figli dell’imprenditore pavese hanno deciso di donare al Comune di Torre d’Isola un parco pubblico attrezzato.

Nel corso degli anni, attraverso la seconda generazione oggi rappresentata da Riccardo, Ruggero e Simonetta Ravizza, il brand Annabella continua a rinnovarsi, sia nell’immagine che nel prodotto.Annabella_perfettamente_chic_Riccardo_Ruggero_Simonetta_Ravizza.JPG Continuando a rappresentare un punto di riferimento della pellicceria italiana, presenta collezioni sempre nuove, utilizzando colori e lavorazioni inedite per caratterizzare i capi firmati “Annabella Pavia”.

I fratelli Ravizza aprendo una boutique in via Montenapoleone a Milano e una distribuzione del brand in Italia e all’estero; un cammino non facile, in quanto in quegli anni c’era una diversa concezione della pelliccia e il ruolo degli animalisti era ancora molto forte. Un sapiente mix tra tradizione, lusso e innovazione, che si rivolge a un pubblico esigente e attento alle evoluzioni della moda. Seguendo una strategia volta al futuro, Annabella ha così aperto la nuova location a Pavia, caratterizzata da un concept più attuale e luxury-friendly, mantenendo come comune denominatore quegli elementi iconici che hanno reso celebre l’atelier. Una sensazione di lusso sussurrata, ma mai ostentata: Annabella 2.0.

Nata nel 1957, con oltre 60 anni di tradizione, oggi come allora, non tradisce quell’elemento di “sogno” che l’ha resa unica: una magica esperienza di shopping.

Dal 2018 Annabella è una nuova realtà, in una nuova location. Situata nel centro di Pavia, ma in una posizione facilmente raggiungibile e caratterizzata da un concept totalmente rinnovato. Una svolta “epocale”, che arriva oltre 60 anni dopo la fondazione del brand avvenuta nel 1957. È una nuova Annabella quella situata in Piazza Minerva: un’ Annabella 2.0, fruibile anche dalle nuove generazioni, che vive all’interno di un’atelier-boutique dai tratti distintivi, ma moderna. 60 anni di storia che si rinnova.

aggiornato al 08 ottobre 2019
Autore: Lynda Di Natale
Fonte: annabella.it, treccani.it, wikipedia.org, paviaedintorni.it, web