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2016: Dario Fo, Dario Luigi Angelo Fo, è stato un drammaturgo, attore, regista, scrittore, autore, illustratore, pittore, scenografo e attivista italiano.  Fu autore di rappresentazioni teatrali che fanno uso degli stilemi comici propri della commedia dell’arte italiana e che sono rappresentati con successo in tutto il mondo. In quanto attore, regista, scrittore, scenografo, costumista e impresario della sua stessa compagnia, Fo è stato un uomo di teatro. 1954 sposò l’attrice e collega Franca Rame. 1955 nacque il loro figlio Jacopo. (n. 1926)Dario_Fo_perfettamente_chic.jpg

2011: Barbara Kent, nome d’arte di Barbara Cloutman, è stata un’attrice cinematografica canadese naturalizzata statunitense, molto popolare durante l’era del cinema muto. Grazie alla sua statura minuta e al suo viso dall’espressione vispa, si impose come attrice in ruoli secondari in numerose commedie. Riuscì a sopravvivere all’introduzione del sonoro, grazie soprattutto al film Evviva il pericolo! (1929), esordio nel sonoro del grande attore comico Harold Lloyd. Riuscì ad ottenere ruoli di un certo rilievo nei successivi sei anni, fino alla sua acclamata interpretazione nella versione cinematografica del 1933 di Oliver Twist. Nel 1934 decise di interrompere la sua carriera cinematografica per sposare l’agente Harry E. Edington. Dopo un anno di pausa, tornò sul set per interpretare la sua ultima pellicola nel 1935, lasciando poi definitivamente le scene. Dopo la morte del marito nel 1949 si ritirò a vita privata. A metà degli anni 50 si risposò con Jack Monroe, un ingegnere. Barbara è vissuta fino a 103 anni. L’attrice si è sempre rifiutata di rilasciare interviste e di apparire in pubblico, soprattutto per ricordare i suoi anni passati nel mondo del cinema, e alla sua scomparsa i giornali l’hanno definita “l’ultima diva del muto“. (n. 1907)Barbara_Kent_perfettamente_chic.jpg

2008: Guillaume Depardieu, attore francese.  Era figlio degli attori Gérard Depardieu e Elisabeth Guignot, nonché fratello dell’attrice Julie Depardieu. Condusse una giovinezza particolarmente irrequieta tra gare motociclistiche, alcool e droghe. Nel 1995, una valigia caduta da un veicolo che lo precedeva gli provocò un grave incidente motociclistico. Nel 2003, per mettere fine a una serie di 17 interventi chirurgici e alle atroci sofferenze provocate da un’infezione al ginocchio contratta in ospedale, la gamba gli venne amputata. Dal 1999 al 2001 fu sposato con Elise Ventre, che gli diede una figlia, Louise, nata nel gennaio 2001. Guillaume morì a 37 anni, per le conseguenze di una polmonite.(n. 1971)Guillaume_Depardieu_perfettamente_chic.JPG

2000: Jean Peters, nome d’arte di Elizabeth Jean Peters, attrice statunitense. La Peters non sembrò prendere troppo sul serio la sua carriera cinematografica. Alcuni aneddoti narrano come cercasse sistematicamente di evitare le grandi star e che preferisse mangiare in compagnia delle troupe di ripresa.  Nel 1953 conobbe il petroliere texano  Stuart Kramer III, che sposò l’anno successivo e dal quale si separò dopo appena 33 giorni di matrimonio. Sulla sua celebre relazione con il grande produttore e regista Howard Hughes, di cui molto si è scritto e si è parlato, la stessa Peters non volle mai rivelare nulla. La loro relazione fu fin dall’inizio tormentata, e l’attrice cercò in ogni modo di evitare ogni forma di pubblicità. Subito dopo il fallito matrimonio con Stuart Kramer III, la Peters accettò la proposta di matrimonio di Hughes, che sposò nel gennaio del 1957. L’unione sancì di fatto la fine della carriera cinematografica della Peters, la quale, secondo i desideri di Hughes, smise non solo di recitare ma abbandonò il mondo hollywoodiano, e persino le sue amicizie nate sul set, in favore di una vita blindata nel mondo privato di Hughes. Per un certo periodo i due vissero in California, ma le manie e la gelosia di Hughes costrinsero la Peters a trasferirsi altrove. Morì di leucemia due giorni prima del suo 74º compleanno. (n. 1926)Jean_Peters_perfettamente_chic.jpg

1997: Joyce Compton, attrice statunitense, nel 1925, vi vinse un premio di bellezza, debuttando al cinema con The Golden Bed. Negli anni Quaranta interpretò ruoli diversi tra loro in film di vario genere. Negli anni Cinquanta ebbe soltanto piccole parti in tre film e dal 1953 al 1961, anno in cui lasciò definitivamente il mondo dello spettacolo dopo più di 150 film, apparve in alcune serie televisive. Nel 1955 si era sposata ma aveva divorziato dopo tre mesi.  (n. 1907)Joyce_Compton_perfettamente_chic.jpg

1985: Francesca Bertini, pseudonimo di Elena Seracini Vitiello, attrice italiana. Il fascino che emanava la sua figura, gracile, dai capelli corvini e con uno sguardo acceso e intenso, le fecero presto varcare i confini come tipo d’una bellezza meridionale e popolaresca. In seguito interpretò sullo schermo grandi personaggi letterari e teatrali, come FedoraTosca e la Signora delle Camelie. La sua notevole bellezza e la capacità di imporre la propria presenza in scena, soprattutto in parti tragiche, fecero di lei il primo esempio di diva cinematografica. Francesca Bertini, assieme all’altra grande diva dell’epoca, Lyda Borelli, incarnava il personaggio di donna passionale, assoluta, straziante e fatale, allora di moda. La Bertini era ancora all’apice del successo quando l’americana Fox avanzò un’allettante offerta (un contratto di un milione di dollari dell’epoca) per recitare in alcuni film, ma la diva rifiutò: aveva appena conosciuto il banchiere svizzero Alfred Cartier che da lì a poco sarebbe diventato suo marito. In seguito al matrimonio le sue apparizioni si fecero molto più rare; ma è verosimile che con l’avvento del cinema sonoro, come molti altri attori del muto, anche lei non seppe adeguarsi alle nuove tecniche di recitazione, penalizzata inoltre dal suo timbro di voce non proprio gradevole. Negli anni sessanta e settanta prese parte a qualche trasmissione televisiva. Nel 1969 fece uscire la sua autobiografia dal titolo Il resto non conta (n. 1892)Francesca_Bertini_perfettamente_chic.jpg

1981: Clelia Matania, attrice italiana, ancora giovanissima cominciò a lavorare nel teatro di rivista accanto a Totò  e a partire dalla metà degli anni quaranta si dedicò con sempre maggiore impegno al cinema, in cui si distinse come amabile caratterista in numerose commedie.  Famosa anche la sua simpaticissima interpretazione della mamma pugliese di Delia Scala nel varietà televisivo Signore e signora (1970). (n. 1913)Clelia_Matania_perfettamente_chic.jpg

Laura_Lee_perfettamente_chic.jpg1981: Laura Lee, attrice statunitense. Di fatto la sua carriera finì nel 1930. Sposata nel 1933 con l’agente di borsa Louis Payne, lasciò il cinema ed ebbe tre figli. Nel 1942 fece un’apparizione nel film Vento selvaggio e nel 1950, con un’ultima interpretazione da protagonista nel western Timber Fury si congedò definitivamente dal cinema. Divorziata nel 1954, si risposò nel 1956 con il dottor Lindeman Aaberg, da cui divorziò nel 1967.  (n. 1910)

1981: Nils Asther, nato Nils Anton Alfhild Asther, attore svedese. Nils Asther lavorò a Hollywood dal 1926 fino agli anni cinquanta. Per il suo fascino e la sua bellezza fu soprannominato “un Greta Garbo maschile” (“the male Greta Garbo“). Nel 1930, Asther sposa Vivian, una delle due sorelle Duncan, le protagoniste del film. Dal matrimonio, nasce una figlia, Evelyn. Il suo bell’aspetto gli procura dei ruoli da protagonista a fianco di attrici famose. Con l’avvento del sonoro, Asther prese lezioni di dizione per migliorare il suo accento straniero. Per aggirare il problema, gli vennero affidati dei ruoli come quello in L’amaro tè del generale Yen dove interpreta il generale cinese. Con gli anni, calati gli impegni cinematografici, cerca di lavorare per la televisione fino a decidere di ritornare in Svezia alla fine degli anni cinquanta. Dopo alcuni lavori al cinema e alla televisione decide di abbandonare la recitazione per dedicarsi alla pittura. (n. 1897)Nils_Asther_perfettamente_chic.jpg

1966: Clifton Webb, nome d’arte di Webb Parmalee Hollenbeck, è stato un attore cinematografico e teatrale statunitense, vincitore del Golden Globe quale miglior attore non protagonista nel 1947 per il film Il filo del rasoio (1946). Clifton Webb raggiunse il successo sul grande schermo solo negli anni quaranta, grazie al ruolo dell’ambiguo giornalista Waldo Lydecker nel celebre noir Vertigine (1944). Nella prima metà degli anni cinquanta, Webb si confermò garbato ed elegante interprete di esilaranti commedie.  I modi raffinati e vagamente snob, l’affettata eleganza e la naturale predisposizione per i dialoghi brillanti furono il punto di forza di Webb, che seppe comunque affrontare anche ruoli meno leggeri Webb non si sposò mai e non ebbe figli. Visse con la madre Mabelle fino alla morte di lei, avvenuta nel 1960 all’età di 91 anni; in seguito scrisse «È orribile diventare orfani a 71 anni». (n. 1889)Clifton_Webb_perfettamente_chic.JPG

Autore: Lynda Di Natale
Fonte: wikipedia.it, web: