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2017: Charlie Murphy, attore, autore televisivo e sceneggiatore statunitense. (n. 1959)Charlie_Murphy_perfettamente_chic.jpg

2013: Anne Jackson, Anna June Jackson, attrice statunitense. Di ascendenza anche irlandese, la Jackson studiò recitazione alla Neighborhood Playhouse e successivamente all’Actor’s Studio, frequentato anche dall’attore Eli Wallach, con cui fu sposata dal 1948 fino alla morte di lui, avvenuta nel 2014. La coppia ha avuto tre figli: Peter (1951), Roberta (1955) e Katherine (1958). Jackson fu un’interprete prevalentemente teatrale ed ebbe grande successo a Broadway in numerosi spettacoli. Recitò più volte con il marito. (n. 1925)

2010: Loredana Pavone, nata Loredana Zeina e nota anche come  Zeina Venezia, ex modella, attrice e stilista italiana. Giovanissima sposa il marchese Tapparelli d’Azeglio per poi convolare in seconde nozze con il promoter di moda Giorgio Pavone.  Cominciò a farsi conoscere come attrice nel 1947 recitando una piccola parte nel film Gioventù perduta. Molto alta per l’epoca, viene così notata per la sua avvenenza, per il portamento elegante, per la classe innata e comincia la carriera di modella per le case di moda degli stilisti Vincenzo Ferdinandi, le Sorelle Fontana e Roberto Capucci. Con quest’ultimo avrà anche una collaborazione stilistica contribuendo alla realizzazione di alcune collezioni di modelli. Per alcuni anni ha goduto di una grande popolarità negli Stati Uniti dove, fotografata da Irving Penn, le viene dedicata una copertina di Vogue USA. Dopo il periodo da indossatrice ha lavorato per Valentino a New York per poi progressivamente ritirarsi dal mondo dell’alta moda. Si evince dal necrologio, un ulteriore, ultimo matrimonio, con Pierre Van Goethem. (n. 1924)

1989: Tilda Thamar, nome d’arte di Matilde Sofía Margarita Abrecht, attrice, regista e pittrice argentina. Figlia di due tedeschi immigrati in Argentina, Matilde Abrecht ereditò da loro i capelli biondi e gli occhi chiari oltre che, dalla madre Martha, l’anagramma del nome che formerà il suo cognome artistico, Thamar. Quando, appassionata d’arte, nel 1937 si diplomò all’Accademia di Buenos Aires, aveva già partecipato con un piccolo ruolo in un modesto film. Altri ne seguirono, fino alla sua apparizione, poco vestita, ne Le pijama de Adán (1942), che provocò scandalo. Anche in Adán y la serpiente (1946) fecero sensazione le immagini di Tilda Thamar in bikini e il film fu vietato ai minori di 18 anni. Ancora più scandalo provocarono, nel 1946, i suoi nudi artistici prodotti dalla fotografa Annemarie Heinrich. Tilda preferì allontanarsi dall’Argentina e nel 1948 si trasferì in Francia, accompagnata dalla fama di femme fatale e di bomba atomica argentina. In Europa girò in cinque anni quindici film, in maggioranza polizieschi. Divorziata da un nobile albanese, il conte Toptani, nel 1956 sposò il pittore spagnolo Alejo Vidal-Quadras col quale visse fino al divorzio nel 1970. La sua carriera declinò con la fine degli anni Cinquanta. Si dedicò infine alla pittura, esponendo a Parigi e a Buenos Aires i suoi quadri di stile naïf. Tilda Thamar mori in un incidente stradale nelle Argonne. Nella città natale di Urdinarrain è stato creato un museo con le sue opere pittoriche. (n. 1921)

1987: Hertha von Walther, nata Hertha Stern und Walther von Monbary, attrice tedesca. Ha preso parte a ottanta film tra il 1921 e il 1983. Nel 1935, si sposò con il regista Paul May ma il matrimonio si risolse subito con un divorzio. Nel 1936, tornò al cinema, ma senza riuscire ad ottenere dei ruoli di peso. Scoppiata la seconda guerra mondiale, intrattenne le truppe con spettacoli organizzati al fronte, recitando in Francia, Paesi Bassi e Russia. Sfuggì alla Gestapo che la voleva usare come agente, scappando nel giugno 1943 dalla Germania. Arrivata in Portogallo, si trasferì poi in Brasile nel 1948 dove visse insieme al secondo marito, il geologo russo Alexander Scherbina, in una remota regione mineraria. A Rio, riprese a recitare a teatro. Nel 1960, ritornò da sola in Germania, prendendo parte ad alcuni spettacoli teatrali e recitando in piccoli ruoli cinematografici. Dagli anni sessanta ai primi anni ottanta, lavorò per la televisione. (n. 1903)

1984: Ruth Taylor, attrice statunitense.  Fece la comparsa prima di essere notata da Mack Sennett nel 1925 che la mise al fianco di Harry Langdon nel cortometraggio comico Lucky Stars. Taylor, che fu scelta nel 1928 tra le tredici WAMPAS Baby Stars dell’anno, partecipò alla commedia Viaggio di nozze. Sposò nel 1930 l’agente di borsa Fred Zuckerman. La coppia ebbe un figlio, Henry, divenuto poi un noto attore e sceneggiatore col nome di Buck Henry.  (n. 1905)

1976: Miriam Cooper, nata Marian Cooper, attrice statunitense del cinema muto che, nella sua carriera finita nel 1924, prese parte a un centinaio di film. Dal 1916 al 1924, fu sposata con il regista Raoul Walsh. Si ritirò dalla recitazione nel 1924, ma fu riscoperta dalla comunità cinematografica negli anni ’60 e visitò i college tenendo conferenze sui film muti. (n. 1891)

1975: Joséphine Baker, Freda Joséphine Baker (nata Freda Joséphine McDonald) cantante e danzatrice statunitense naturalizzata francese. Di origine creola afroamericana e amerinda degli Appalachi, è considerata come la prima star nera e tra le più acclamate vedette di Parigi. Ottenne la nazionalità francese nel 1937, e nel corso della Seconda guerra mondiale ebbe un ruolo importante nel controspionaggio francese della Francia Libera. Ella usò in seguito la sua grande popolarità nella lotta contro il razzismo e a favore dell’emancipazione dei neri, in particolare sostenendo la lotta per i diritti civili di Martin Luther King. A 13 anni, risparmiando, riuscì ad acquistare il biglietto per assistere agli spettacoli del Boxer Washington Theatre, riservato ai soli neri. Qui maturò il suo amore per il ballo e il canto finché, con grande difficoltà, un giorno riuscì a convincere il direttore del teatro a farle un provino. Iniziò così la carriera di ballerina. A sedici anni debuttò a Broadway. 1925 giunse in Europa al teatro degli Champs-Elysées, di cui divenne in breve tempo la prima ballerina. La sua bellezza di donna e la sua bravura di artista mandarono Parigi in delirio, tanto che il teatro registrò costantemente il tutto esaurito. Vestita solo di un gonnellino di sedici banane, scatenata nel più pazzo charleston (una musica allora ancora sconosciuta in Europa), Joséphine incarnò una delle immagini tipiche degli anni venti: un costume inventato per lei dal costumista austriaco Paul Seltenhammer che sarebbe divenuto inoltre un’icona di inizio Novecento e della vita parigina in particolare. La passionalità delle sue interpretazioni ed il sincero interesse per l’arte popolare le impedirono di cadere nell’esotismo di maniera e suscitarono l’entusiasmo dei parigini per il jazz e le musiche nere. Circa 1500 uomini chiesero la sua mano: uno si uccise ai suoi piedi, mentre altri si batterono in duello (pratica da tempo vietata). Dopo una tournée in Europa, Joséphine Baker iniziò a rappresentare la revue delle Folies Bergère del 1927 accompagnata da un ghepardo, che terrorizzò l’orchestra e fece fremere di paura il pubblico. Nel 1927 la giovane star si lanciò nella canzone. Durante la guerra si fece carico di missioni importanti, utilizzando i suoi spartiti musicali per celare dei messaggi. Nel 1947 si sposò con il direttore d’orchestra Jo Bouillon; insieme acquistarono il castello di Milandes in Dordogna, dove accolsero e adottarono 12 bambini provenienti da diversi paesi del mondo, che lei definirà affettuosamente “la mia tribù arcobaleno”. Per il mantenimento del castello, spese completamente tutta la sua fortuna, e fu costretta ad aumentare i concerti e gli spettacoli per incrementare le proprie entrate e proseguire la sua opera. Quando le difficoltà finanziarie la condussero alla completa rovina, Baker ricevette il sostegno della principessa Grace di Monaco, sua amica e come lei di origine americana e artista, che le offrì dapprima un aiuto in denaro, e successivamente la possibilità di esibirsi per la Croce Rossa nel Principato di Monaco: questo appoggio permise a Baker di uscire dalla bancarotta e di acquistare un appartamento in Costa Azzurra, dove trascorse il resto della sua vita. Il suo primo matrimonio è stato con il portiere americano di pullman Willie Wells quando aveva solo 13 anni. Il matrimonio sarebbe stato molto infelice e la coppia ha divorziato poco tempo dopo. Un altro matrimonio di breve durata seguì a Willie Baker nel 1921; mantenne il cognome di Baker perché la sua carriera iniziò a decollare in quel periodo, ed era il nome con cui divenne più nota. Anche se ha avuto quattro matrimoni con uomini, Jean-Claude Baker scrive che Josephine ha avuto anche diversi rapporti con donne. Josephine era bisessuale. Dopo una rappresentazione della sua ultima revue a Parigi, Baker fu trovata esanime e morì poche ore dopo per un’emorragia cerebrale. Nel 1925, iniziò una relazione extraconiugale con il romanziere belga Georges Simenon. Nel 1937 Baker sposò il francese Jean Lion. Lei e Lion si separarono nel 1940. Si sposò con il compositore e direttore d’orchestra francese Jo Bouillon nel 1947, e anche la loro unione finì con un divorzio, ma durò 14 anni. Successivamente è stata coinvolta per un periodo con l’artista Robert Brady, ma non si sono mai sposati. Baker è stata coinvolta in rapporti sessuali con Ada “Bricktop” Smith, romanziere francese Colette, e forse Frida Kahlo. (n. 1906)

Autore: Lynda Di Natale
Fonte: wikipedia.org, web