Mariano Fortuny – Henriette Negrin
Mariano Fortuny, Leonardo da Vinci della moda. Le stoffe avevano una ricchezza tale e una lavorazione così unica da essere considerati veri e propri capolavori.
Mariano Fortuny, Leonardo da Vinci della moda. Le stoffe avevano una ricchezza tale e una lavorazione così unica da essere considerati veri e propri capolavori.
Abiti capaci di combinare lo stile sofisticato europeo e lo spirito americano.
Modella con cura la silhouette con tessuti garzati leggeri, aggraziati e sinuosi come georgette, organza e tulle. La visione della sposa di Ward è quella di una dea eterea e sottile che volteggia attorno alle nuvole verso il suo sogno più grande.
Artista della moda. La donna Cavalli ha una silhouette ben definita: gli abiti accarezzano il corpo, lo avvolgono con tessuti colorati a fantasia spesso sovrapposti. L’impatto con la collezione è sempre forte: belve feroci, angeli e demoni.
Dopo quasi un secolo di oblio, 2018 la maison era tornata improvvisamente alla ribalta, sfilando con una collezione di haute couture a Parigi, realizzata dalla designer cinese Yiqing Yin.
Doucet aveva una creatività spiccata, influenzata dalle sue passioni: egli, cresciuto in un ambiente raffinato e ricco, collezionava, sin da giovane, oggetti d’antiquariato, mobili, sculture e dipinti del XVIII secolo. Molti dei suoi abiti furono fortemente influenzati da quest’epoca opulenta.
Madeleine Vionnet ha un enorme successo negli anni Venti, un successo che culminò nel 1923 quando aprì una nuova sede in Avenue Montaigne, di cui, in quel momento, come il “Temple of Fashion”, una spettacolare location-atelier-boutique, il risultato di collaborazione tra l’architetto, Ferdinando Chanut, il decoratore, George de Feure e lo scultore di cristallo, René Lalique: un salone di pelliccia e un salone di lingerie.
Con il passaggio a mode più semplici dopo la guerra, caratterizzate da designer come Jean Patou e Coco Chanel, il gusto di Madame Cheruit per l’opulenza perse fascino e si ritirò nel 1923. Nel 1935, la famosa designer Elsa Schiaparelli rilevò lo studio e lo showroom di 98 camere della House of Cheruit.
Ferdinandi amava lo stile con misurato buon gusto e aveva una innata abilità nel taglio. La sola leziosità che aveva, come gesto scaramantico, era quello di cucire personalmente l’ultimo bottone del capo realizzato.
Lo stile Gattinoni – commenta Mariotto – è energia, emozione pura, vortice dinamico tra femminilità e androginia. Il tutto elaborato con dettagli sartoriali. Segnali veri del nuovo lusso.