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Prima ancora che esistessero le parole oversize, sculptural fashion, minimalismo o avant-garde, Cristóbal Balenciaga aveva già intuito che un vestito non doveva necessariamente seguire il corpo: poteva dialogare con esso, allontanarsene, proteggerlo, liberarlo e perfino trasformarlo.

La Maison Balenciaga nasce da questa idea.

Una storia cominciata nei Paesi Baschi, passata attraverso la Spagna aristocratica, arrivata a Parigi nel pieno della grande stagione della Haute Couture e poi rimasta sospesa per quasi vent’anni, prima di rinascere e trasformarsi in uno dei marchi più influenti della moda contemporanea.

E se oggi Balenciaga è sinonimo di silhouette gigantesche, sneakers, borse iconiche, logomania, provocazione e moda digitale, dietro tutto questo continua a esserci una lezione antichissima: la costruzione dell’abito viene prima della decorazione.

CRISTÓBAL BALENCIAGA: IL BAMBINO CHE IMPARÒ A CUCIRE

Cristóbal Balenciaga Eizaguirre nasce il 21 gennaio 1895 a Getaria, piccolo paese della costa basca spagnola. La sua è un’origine lontanissima dai grandi salotti della moda internazionale. Il padre, José Balenciaga Basurto, era pescatore e lavorava anche come marinaio e collaboratore del piccolo porto locale. La madre, Martina Eizaguirre, era sarta. Sarà proprio la madre a rappresentare la prima vera scuola di Cristóbal. Da bambino osserva il modo in cui un tessuto viene appoggiato sul corpo, come si prende una misura, come una cucitura possa modificare una linea e come un abito possa trasformare la persona che lo indossa. Non si limita a guardare. Impara. E soprattutto sviluppa molto presto una capacità che diventerà la sua firma: capire il tessuto attraverso le mani.

A soli dodici anni entra come apprendista in una sartoria di San Sebastián. È un’età nella quale molti bambini pensano ancora ai giochi. Cristóbal pensa alle cuciture.

Un episodio fondamentale della sua adolescenza è l’incontro con la marchesa Blanca Carrillo de Albornoz y Elio. La nobildonna riconosce nel giovane apprendista un talento fuori dal comune e decide di sostenerlo. Per Balenciaga è una porta spalancata verso un mondo completamente diverso da quello nel quale è cresciuto. Grazie a questa protezione può frequentare ambienti più raffinati, studiare la moda francese e approfondire le tecniche sartoriali. La sua formazione, però, non sarà mai soltanto teorica. Balenciaga vuole conoscere tutto. Il disegno. Il taglio. La costruzione. La cucitura. I tessuti. Il rapporto tra materiale e corpo. È proprio questa conoscenza totale del mestiere che lo renderà diverso da molti couturier del suo tempo. Cristóbal non era semplicemente un uomo che disegnava un abito. Era un couturier nel senso più completo della parola.

1919: NASCE LA PRIMA BALENCIAGA

Nel 1919 Cristóbal apre la sua prima attività a San Sebastián. È l’inizio ufficiale della sua avventura imprenditoriale. Il successo arriva rapidamente e la Maison cresce con l’apertura di attività anche a Madrid e Barcellona.

Balenciaga entra così nel guardaroba dell’aristocrazia spagnola e della famiglia reale. La sua reputazione aumenta. Gli abiti sono sofisticati, ma soprattutto impeccabili nella costruzione. La Spagna diventa il suo primo grande laboratorio creativo.

Da quella cultura arriveranno elementi che rimarranno riconoscibili nella sua estetica:

  • il nero profondo;
  • il rosso intenso;
  • il pizzo;
  • i ricami;
  • i bolero;
  • l’ispirazione religiosa;
  • i costumi tradizionali;
  • le linee dell’abbigliamento aristocratico spagnolo;
  • l’eleganza severa della corte;
  • il dramma visivo della pittura spagnola.

Ma Balenciaga non sarà mai un semplice nostalgico. Prende il passato e lo trasforma.

La guerra civile spagnola cambia completamente la situazione. Le attività della Maison devono essere chiuse e Balenciaga lascia la Spagna. Nel 1937 arriva a Parigi. È una decisione rischiosa. Parigi è già la capitale mondiale della Haute Couture e competere con i grandi nomi francesi sembra quasi una follia. Balenciaga, però, non è arrivato per imitare nessuno. Apre il suo celebre atelier al 10 di Avenue George V. È qui che nasce la leggenda internazionale.

La prima collezione parigina è fortemente influenzata dalla cultura spagnola. Il pubblico vede abiti sofisticati, ma soprattutto diversi. Balenciaga non segue semplicemente la moda del momento: la costruisce. La stampa francese comincia presto a considerarlo un rivoluzionario.

Tra le sue clienti arrivano aristocratiche, regine, attrici, ereditiere e donne appartenenti all’élite internazionale. Balenciaga diventa il couturier di donne che non hanno bisogno di urlare la propria ricchezza. Il suo lusso è riconoscibile soprattutto da chi sa riconoscerlo.

IL COUTURIER CHE NON AVEVA BISOGNO DI IMPORRE IL CORPO

Negli anni Quaranta e Cinquanta la moda femminile è spesso costruita intorno a una precisa idea di silhouette.

  • Il corpo viene modellato.
  • La vita viene stretta.
  • Il busto viene sostenuto.
  • Le gonne acquistano volume.

Christian Dior con il suo New Look porta all’estremo la celebrazione della vita femminile. Balenciaga sceglie una strada diversa. Non vuole costringere la donna dentro il vestito, vuole che sia il vestito a muoversi intorno alla donna. Questa è una delle sue più grandi rivoluzioni.

  • Il corpo può respirare.
  • La vita può scomparire.
  • Le spalle possono cambiare posizione.
  • Il tessuto può creare uno spazio tra corpo e abito.

È una concezione modernissima e, soprattutto, anticipa di decenni alcune delle idee fondamentali della moda contemporanea.

Balenciaga è stato spesso definito l’architetto della moda. Il suo lavoro parte dalla costruzione. La silhouette diventa una struttura. Nascono forme che sembrano quasi indipendenti dal corpo:

  • abiti a sacco;
  • abiti a palloncino;
  • abiti a tunica;
  • abiti a trapezio;
  • cappotti cocoon;
  • giacche sferiche;
  • volumi posteriori;
  • spalle scolpite;
  • maniche particolari;
  • scollature piatte;
  • abiti baby doll;
  • chemisier;
  • gonne amplissime;
  • silhouette a uovo.

Balenciaga dimostra che l’eleganza non necessita necessariamente di una vita sottile.

  • Può essere larga.
  • Può essere geometrica.
  • Può essere quasi astratta.

IL GAZAR: QUANDO IL TESSUTO DIVENTA ARCHITETTURA

Uno dei capitoli più importanti della sua ricerca riguarda i tessuti. Balenciaga conosceva profondamente la materia. Tra i materiali più importanti della sua produzione c’è il gazar, una particolare seta dalla struttura sostenuta, estremamente adatta alla costruzione di volumi.

Con il gazar riesce a creare abiti che mantengono forme quasi scultoree senza diventare necessariamente rigidi. Il tessuto diventa quindi parte del progetto architettonico. Non è semplicemente il materiale con cui realizzare il vestito. È il vestito.

Questa attenzione alla materia diventerà uno dei tratti distintivi dell’identità Balenciaga.

1947: LE DIX, IL PROFUMO DELLA MAISON

Nel 1947 Balenciaga entra anche nel mondo della profumeria. Nasce Le Dix, chiamato così in riferimento al numero civico dell’atelier parigino. Il profumo rappresenta un’altra estensione della sua estetica. Il nome Balenciaga non deve identificare soltanto un abito; deve diventare un universo.

Nel 2025 la Maison torna inoltre a investire fortemente nel mondo della profumeria, reinterpretando il proprio patrimonio olfattivo con una nuova collezione di fragranze.

LA VITA PRIVATA DI CRISTÓBAL BALENCIAGA

Cristóbal Balenciaga era un uomo estremamente riservato. Balenciaga era omosessuale, ma visse la propria sfera sentimentale con grande discrezione, in un’epoca nella quale dichiarare pubblicamente la propria sessualità poteva avere conseguenze sociali e professionali pesanti. Il suo compagno più importante fu Władzio Jaworowski d’Attainville, aristocratico e uomo d’affari di origine franco-polacca, che ebbe anche un ruolo nel sostegno finanziario alla Maison. La morte di d’Attainville, nel 1948, fu un colpo durissimo per Balenciaga. Il couturier, profondamente legato a lui, arrivò a prendere in considerazione l’idea di abbandonare la moda. Alla fine rimase. E continuò a lavorare con quella disciplina quasi assoluta che lo aveva sempre caratterizzato.

BALENCIAGA E LA PERFEZIONE

C’è un aneddoto che racconta perfettamente la sua personalità. Quando lavorava a un abito, poteva decidere di modificarlo, rifarlo o addirittura ricominciare da capo anche quando il risultato era già considerato eccellente. Per Balenciaga l’eccellenza non era un punto d’arrivo. Era semplicemente il minimo indispensabile.

La famosa attenzione maniacale alla costruzione spiegava anche perché il couturier fosse contrario alla produzione seriale quando questa rischiava di sacrificare il rapporto diretto tra abito e cliente. L’abito doveva essere corretto. Non genericamente bello. Corretto per quella persona.

GLI ANNI CINQUANTA: LA RIVOLUZIONE SILENZIOSA

Gli anni Cinquanta sono il periodo nel quale Balenciaga raggiunge una delle massime espressioni della sua creatività. Mentre Dior celebra la vita stretta, Balenciaga sperimenta nuove proporzioni.

Nel 1957 arriva uno dei suoi capolavori più rivoluzionari: l’abito a sacco.

  • La vita praticamente scompare.
  • Il corpo non viene più disegnato secondo le convenzioni tradizionali.

È una rivoluzione apparentemente semplice, ma dietro quella semplicità c’è una quantità enorme di studio.

I CAPI ICONICI DI CRISTÓBAL BALENCIAGA

Tra le creazioni più importanti della sua storia troviamo:

L’abito a sacco ↔︎ Una silhouette apparentemente semplice che elimina la necessità di sottolineare la vita.

L’abito a palloncino ↔︎ Un volume morbido e spettacolare che sembra gonfiarsi intorno al corpo.

L’abito a tunica ↔︎ Una forma fluida e verticale che libera il corpo dalla costruzione tradizionale.

Il cappotto cocoon ↔︎ Una delle sue idee più riconoscibili: il corpo avvolto da una forma arrotondata e protettiva.

La giacca a palloncino ↔︎ Una costruzione quasi scultorea capace di trasformare completamente la parte superiore del corpo.

Il cappotto quadrato ↔︎ Una delle prime dimostrazioni della sua capacità di trasformare una costruzione sartoriale tradizionale in una forma moderna.

Le scollature piatte ↔︎ Una soluzione apparentemente minimalista ma estremamente raffinata.

Il baby doll ↔︎ La vita alta e la forma corta contribuiscono a modificare radicalmente la proporzione della figura.

Il bolero ↔︎ Riletto attraverso l’estetica spagnola e trasformato in elemento couture.

IL RAPPORTO CON GLI ALTRI GRANDI DELLA MODA

Balenciaga non è mai stato isolato, Il suo lavoro ha influenzato profondamente generazioni successive. Tra i designer che hanno riconosciuto il suo talento e la sua influenza troviamo Hubert de Givenchy, André Courrèges, Emanuel Ungaro e Oscar de la Renta.

Le silhouette oversize, la costruzione scultorea, il rapporto libero tra corpo e tessuto e la ricerca sulla forma diventano fondamentali per moltissimi stilisti del secondo Novecento e del XXI secolo.

1968: BALENCIAGA CHIUDE

Negli anni Sessanta la moda cambia velocemente: il prêt-à-porter cresce, la società cambia, la gioventù reclama abiti meno formali e la produzione industriale aumenta. Balenciaga, profondamente legato alla Haute Couture e al rapporto personale con la cliente, non vede con entusiasmo questa trasformazione. Nel 1968 decide di ritirarsi.

Chiude la sua Maison di Haute Couture. Non lo fa perché abbia smesso di essere importante, al contrario; la sua scelta è quasi una dichiarazione di principio. Preferisce lasciare la scena piuttosto che trasformare il proprio modo di lavorare in qualcosa che non riconosce più.

Nel 1972 Balenciaga torna eccezionalmente al lavoro per realizzare un abito da sposa destinato a María del Carmen Martínez-Bordiú, aristocratica spagnola e nipote di Francisco Franco. La lavorazione è complessa e meticolosa. Il couturier, ancora una volta, non è soddisfatto del primo risultato e decide di intervenire nuovamente sul progetto poco prima delle nozze. È l’ultima grande testimonianza della sua leggendaria ricerca della perfezione.

Cristóbal Balenciaga muore il 23 marzo 1972 a Jávea, in Spagna. Ha 77 anni. La sua scomparsa chiude un’epoca.

Ma non chiude Balenciaga.

1968-1986: LA CASA DORME

Dopo la chiusura del 1968, il nome Balenciaga attraversa un lungo periodo di inattività e di cambiamenti societari. La Maison rimane un nome prestigioso, ma non è più il laboratorio creativo che era stato sotto il fondatore.

Nel 1986 il marchio viene rilanciato. Comincia così una seconda vita e E con essa una nuova domanda: come si può portare Balenciaga nel futuro senza tradire Cristóbal?

MICHEL GOMA: IL PRIMO RILANCIO

Il primo grande direttore creativo della fase moderna è Michel Goma, che guida la Maison dal 1987 al 1992. Il compito è difficilissimo, non deve semplicemente copiare Balenciaga, deve riportare il nome della Maison nel sistema della moda contemporanea.

È il primo vero ponte tra la leggenda del fondatore e la nuova epoca.

JOSEPHUS THIMISTER: L’AVANGUARDIA

Nel 1992 arriva Josephus Thimister. Il designer di origine olandese introduce una sensibilità più sperimentale e contemporanea. La Maison comincia a spostarsi verso un linguaggio più moderno, più concettuale e meno legato alla couture classica. È una fase importante perché prepara il terreno a quella che sarà la vera rinascita internazionale di Balenciaga.

NICOLAS GHESQUIÈRE: LA RINASCITA

Nel 1997 arriva Nicolas Ghesquière. Ed è una svolta.

Ghesquière non vuole trasformare Balenciaga in un museo di Cristóbal; vuole utilizzare il DNA del fondatore come materia prima per costruire il futuro. Il risultato è una delle più importanti rinascite creative della moda degli anni Duemila.

  • La silhouette diventa futuristica.
  • Il corpo viene nuovamente trasformato.
  • La pelle, la tecnologia, le forme geometriche e l’ispirazione rétro convivono.

Balenciaga torna a essere una Maison da osservare.

IL CITY BAG E LA NASCITA DI UNA NUOVA BALENCIAGA

Durante l’epoca Ghesquière nasce uno degli accessori più importanti della storia recente del marchio: la Motorcycle Bag, successivamente conosciuta soprattutto attraverso il nome City Bag.

  • È morbida.
  • Ha un aspetto vissuto.
  • È lontana dall’idea tradizionale della borsa rigida e perfetta.

Il suo successo dimostra che il lusso può essere anche nonchalant.

  • Può sembrare usato.
  • Può avere un’aria quasi ribelle.

Il modello diventa amatissimo da celebrity, modelle e fashion insider.

ALEXANDER WANG: IL LUSSO INCONTRA NEW YORK

Nel 2012 la direzione creativa passa ad Alexander Wang. Il designer americano porta alla Maison un’energia più giovane, urbana e sportiva. La sua Balenciaga conserva la raffinatezza della costruzione, ma introduce un’attitudine più moderna e metropolitana. Wang lavora soprattutto sul contrasto tra:

lusso + funzionalità

sartoria + sport

eleganza + quotidianità

La sua esperienza dura fino al 2015.

DEMNA: BALENCIAGA ENTRA NELL’ERA DELLA STREET CULTURE

Nel 2015 arriva Demna Gvasalia. È uno dei passaggi più radicali della storia della Maison.

Georgiano, formatosi anche alla Royal Academy of Fine Arts di Anversa, Demna aveva già attirato l’attenzione internazionale con Vetements, progetto fondato insieme al fratello Guram e ad altri creativi. Il suo linguaggio sembra inizialmente lontanissimo da Cristóbal.

  • Felpe.
  • Sneakers.
  • Loghi.
  • Spalle enormi.
  • Pantaloni larghi.
  • Proporzioni esasperate.
  • Ironia.
  • Streetwear.

Ma sotto la superficie esiste un legame molto forte. Anche Demna, come Cristóbal, mette in discussione la forma del corpo. Solo che lo fa attraverso la cultura contemporanea.

LA BALENCIAGA DI DEMNA

Durante la sua lunga direzione creativa Balenciaga diventa uno dei marchi più riconoscibili del pianeta. Nascono prodotti destinati a diventare fenomeni globali. Tra questi:

  • Triple S;
  • Speed Trainer;
  • Track sneaker;
  • Hourglass Bag;
  • Le Cagole;
  • Neo Classic;
  • diverse evoluzioni della City;
  • cappotti oversize;
  • hoodie;
  • pantaloni estremamente ampi;
  • silhouette esasperate;
  • accessori caratterizzati da loghi e proporzioni teatrali.

La Maison entra nella cultura pop. Balenciaga viene indossata da musicisti, attori, modelle e celebrity. La moda non è più soltanto passerella:

  • È internet.
  • È social media.
  • È meme culture.
  • È collaborazione.
  • È provocazione.

IL RITORNO ALLA COUTURE

Una delle decisioni più importanti dell’era Demna arriva nel 2021, quando Balenciaga torna ufficialmente alla Haute Couture dopo 53 anni di assenza. È un momento simbolico enorme. La Maison torna al luogo dal quale era nata. Il fondatore aveva chiuso nel 1968 e nel 2021 Balenciaga riapre idealmente quella porta.

Demna dimostra di voler affrontare la couture non come semplice rievocazione storica, ma come terreno di sperimentazione. Il risultato è un nuovo incontro tra:

Cristóbal + tecnologia + moda contemporanea.

Dopo circa dieci anni alla guida creativa, Demna conclude la sua esperienza nel 2025. La sua eredità è enorme: ha trasformato Balenciaga in uno dei marchi più discussi, copiati, desiderati e riconoscibili del XXI secolo.

Nel 2025 passa alla direzione creativa di Gucci, altra Maison appartenente al gruppo Kering. Il testimone di Balenciaga passa così a un designer con una sensibilità completamente diversa.

PIERPAOLO PICCIOLI: IL NUOVO CAPITOLO

Dal 10 luglio 2025 il direttore creativo di Balenciaga è Pierpaolo Piccioli.

Piccioli arriva dopo una lunga esperienza da Valentino, Maison nella quale aveva lavorato per molti anni e della quale era diventato direttore creativo. La sua idea di moda è molto diversa da quella di Demna:

  • Più romantica.
  • Più umana.
  • Più sartoriale.
  • Più concentrata sul rapporto tra persona, abito e bellezza.

Ma proprio per questo il suo arrivo a Balenciaga è particolarmente interessante.

Piccioli non deve ricostruire la Maison. Deve interpretarla.

La prima collezione prêt-à-porter di Piccioli per la Maison, Primavera/Estate 2026, viene presentata a Parigi nell’ottobre 2025. La sua direzione parte da una domanda fondamentale:

che cosa significa oggi Balenciaga?

La risposta non è una semplice citazione del passato. Piccioli lavora su:

  • corpo;
  • movimento;
  • leggerezza;
  • volume;
  • colore;
  • couture;
  • artigianalità;
  • tecnologia;
  • proporzione.

Il suo Balenciaga è meno aggressivo rispetto a quello di Demna, ma non per questo meno radicale. La rivoluzione diventa più silenziosa.

LA PRIMA HAUTE COUTURE DI PICCIOLI: 2026

Nel luglio 2026 Piccioli presenta la sua prima collezione Haute Couture Balenciaga.

È la 55ª collezione Couture della Maison e rappresenta un momento fondamentale. Il designer torna alle fondamenta del mestiere.

  1. Il corpo viene scansionato digitalmente in tre dimensioni.
  2. La tecnologia viene utilizzata per studiare le proporzioni.
  3. Il tessuto viene modellato.
  4. Il cashmere viene trasformato in forme scultoree.
  5. La tecnica sartoriale incontra il flou.
  6. La struttura incontra la morbidezza.

Il risultato è una couture contemporanea nella quale l’abito non deve sembrare una corazza, ma una struttura capace di muoversi con la persona. Uno dei look finali richiama esplicitamente un modello di Cristóbal Balenciaga del 1967. Non è una semplice copia, ma è una conversazione tra due epoche.

BALENCIAGA OGGI

Balenciaga è oggi una Maison pienamente attiva. Il marchio appartiene al gruppo Kering, uno dei principali gruppi mondiali del lusso. Alla guida creativa c’è Pierpaolo Piccioli. La gestione aziendale è affidata a Gianfranco Gianangeli, CEO della Maison. Il brand propone oggi:

  • Haute Couture;
  • prêt-à-porter donna;
  • prêt-à-porter uomo;
  • borse;
  • scarpe;
  • gioielli;
  • occhiali;
  • accessori;
  • profumi;
  • collaborazioni;
  • progetti artistici e digitali.

Balenciaga continua inoltre a utilizzare la propria storia come laboratorio, non come semplice archivio.

TUTTI I PRINCIPALI DIRETTORI CREATIVI DELLA MAISON

La successione creativa può essere riassunta così:

Cristóbal Balenciaga
1919-1968
Fondatore e anima assoluta della Maison.

Michel Goma
1987-1992
Protagonista del primo grande rilancio dopo la lunga pausa.

Josephus Thimister
1992-1997
Introduce una sensibilità più sperimentale e contemporanea.

Nicolas Ghesquière
1997-2012
Trasforma Balenciaga in una delle Maison più innovative della moda degli anni Duemila.

Alexander Wang
2012-2015
Porta una sensibilità newyorkese, urbana e sportiva.

Demna Gvasalia
2015-2025
Rivoluziona il rapporto tra lusso, streetwear, cultura pop e moda digitale.

Pierpaolo Piccioli
dal 2025
Apre una nuova fase fondata su couture, umanità, colore, volume e savoir-faire.

Tra la chiusura della Maison di Cristóbal nel 1968 e il rilancio degli anni Ottanta esiste una lunga fase di inattività della casa di moda: non va quindi confusa con una successione continua di direttori creativi.

LO STILE BALENCIAGA: COME RICONOSCERLO?

Riconoscere Balenciaga significa soprattutto riconoscere una certa idea di proporzione. Il marchio può cambiare completamente estetica da un direttore creativo all’altro, ma alcuni codici rimangono.

1. I VOLUMI ➡︎ Oversize, cocoon, balloon, forme architettoniche e proporzioni esasperate sono una discendenza diretta dalla ricerca di Cristóbal.

2. LA SPALLA ➡︎ La spalla Balenciaga può essere morbida, enorme, geometrica o quasi teatrale. È uno degli strumenti con cui la Maison modifica la figura.

3. IL CORPO NON È UNA GABBIA ➡︎ La filosofia del fondatore continua a essere attuale.

  • L’abito può stare lontano dal corpo.
  • Può creare spazio.
  • Può modificare la percezione della figura.

4. IL CONTRASTO ➡︎ Balenciaga ama mettere insieme elementi apparentemente incompatibili:

  • couture e streetwear;
  • lusso e ironia;
  • minimalismo e volume;
  • tecnologia e artigianato;
  • sport e alta moda;
  • passato e futuro.

5. IL NERO ➡︎ ha sempre avuto un ruolo importante nella storia della Maison. Con Cristóbal era sofisticato e drammatico. Nell’epoca contemporanea può diventare urbano, gotico, minimalista o provocatorio.

6. L’IRONIA ➡︎ Soprattutto nell’epoca Demna, Balenciaga ha trasformato l’ironia in uno strumento creativo.

  • Un oggetto quotidiano può diventare lusso.
  • Un capo sportivo può diventare couture.
  • Una sneaker può diventare un prodotto da collezione.

I CAPI E GLI ACCESSORI ICONICI DI BALENCIAGA

La City Bag 🟰 È una delle borse più celebri della storia recente della Maison. Morbida, destrutturata e immediatamente riconoscibile, ha contribuito a definire il concetto di it bag degli anni Duemila.

Le Cagole 🟰 Una borsa più recente, caratterizzata da un’estetica rock, borchie, dettagli metallici e forte presenza scenica.

Hourglass 🟰 La borsa dalla caratteristica forma curva richiama idealmente la costruzione della silhouette femminile, trasformandola però in una struttura quasi architettonica.

Triple S 🟰 La sneaker che ha contribuito a consacrare il fenomeno delle cosiddette dad sneakers nel lusso.

  • Grande, pesante, stratificata.
  • Per alcuni è stata un’eresia.
  • Per altri una genialata.

Per Balenciaga, evidentemente, entrambe le cose.

Speed Trainer 🟰 Una delle sneakers che hanno contribuito alla diffusione della forma a calza nel lusso contemporaneo.

Cappotti oversize 🟰 Un omaggio ideale alla grande lezione di Cristóbal, reinterpretata in chiave contemporanea.

Abiti scultorei 🟰 Sono il collegamento più evidente tra la Maison storica e quella contemporanea.

LE COLLABORAZIONI E GLI INCONTRI CON LA CULTURA POP

La Balenciaga contemporanea ha sviluppato una forte vocazione alla collaborazione. Nel tempo il marchio ha dialogato con realtà della moda, dello sport, della cultura pop e dell’intrattenimento. Uno degli esempi più noti è la collaborazione con H&M, che ha portato il linguaggio della Maison a un pubblico enormemente più ampio.

L’epoca Demna ha inoltre intensificato il rapporto con celebrity e cultura musicale, trasformando le collaborazioni e le apparizioni pubbliche in parte integrante della comunicazione del marchio.

L’universo Balenciaga contemporaneo non vive quindi soltanto sulla passerella.

  • Vive nei videoclip.
  • Nei social.
  • Nelle campagne.
  • Nel cinema.
  • Nell’arte.
  • Nel gaming.
  • Nella cultura digitale.

BALENCIAGA E LA CULTURA DIGITALE

È impossibile raccontare Balenciaga contemporanea senza parlare del rapporto con internet. La Maison ha compreso prima di molti altri brand che nel XXI secolo un abito può diventare un’immagine virale.

  • Una sneaker può diventare un fenomeno culturale.
  • Un look può essere commentato milioni di volte.
  • Una campagna può trasformarsi in una discussione globale.

Questa capacità di occupare lo spazio digitale ha contribuito enormemente alla notorietà contemporanea del marchio.

Il ritorno alla Haute Couture nel 2021 e la nuova direzione di Piccioli dal 2025 hanno riportato la Maison verso una domanda essenziale: che cosa significa fare alta moda oggi? La risposta di Balenciaga sembra essere sempre la stessa, anche se cambia il linguaggio: non basta decorare. Bisogna costruire. Non basta stupire. Bisogna inventare. Non basta citare Cristóbal. Bisogna continuare il suo metodo.

CRISTÓBAL E PIERPAOLO: DUE EPOCHE, UNA STESSA IDEA

A prima vista sembrano lontanissimi.

Cristóbal Balenciaga era un maestro della couture classica.

Pierpaolo Piccioli è cresciuto in un sistema della moda completamente diverso.

Eppure esiste un filo comune. Entrambi credono che l’abito debba nascere dal rapporto tra:

persona + tessuto + forma + movimento.

Cristóbal trasformava il corpo attraverso la geometria.

Piccioli lo interpreta attraverso una nuova relazione tra struttura e leggerezza.

Il primo ha inventato un metodo.

Il secondo lo sta reinterpretando.

PERCHÉ BALENCIAGA È ANCORA ATTUALE?

Perché Cristóbal Balenciaga aveva già capito una cosa che la moda contemporanea continua a scoprire: la moda non è soltanto decorazione. È progettazione del corpo.

Quando vediamo oggi un cappotto gigantesco, una spalla esasperata, un abito che si allontana dal corpo, una silhouette destrutturata o un volume quasi scultoreo, possiamo ritrovare qualcosa della sua rivoluzione. Balenciaga non ha semplicemente creato uno stile. Ha modificato il vocabolario della moda.

E ogni nuovo direttore creativo, da Ghesquière a Demna, fino a Piccioli, ha dovuto confrontarsi con quella grammatica.

BALENCIAGA: DAL SILENZIO DEL FONDATORE AL RUMORE DEL XXI SECOLO

La cosa più affascinante della storia Balenciaga è forse proprio questa contraddizione.

Cristóbal era riservato. La Maison contemporanea è rumorosissima.

Cristóbal preferiva il laboratorio. Balenciaga oggi vive anche sui social.

Cristóbal detestava la produzione impersonale. La Maison contemporanea lavora su scala globale.

Cristóbal costruiva volumi con le mani. Oggi vengono utilizzate anche scansioni digitali tridimensionali.

Eppure, sotto tutto questo cambiamento, resta una stessa ossessione: la forma. È questo che permette a Balenciaga di attraversare più di un secolo senza diventare semplicemente un marchio nostalgico.

LA GRANDE LEZIONE DI BALENCIAGA

Cristóbal Balenciaga ha lasciato alla moda molto più di un archivio di abiti. Ha lasciato un metodo. Ha insegnato che:

  • il tessuto può determinare la forma;
  • il corpo non deve essere necessariamente costretto;
  • la semplicità può essere estremamente sofisticata;
  • il volume può sostituire la decorazione;
  • la tecnica è creatività;
  • il lusso nasce anche dalla precisione;
  • un abito deve essere costruito, non semplicemente disegnato;
  • l’innovazione può nascere dal passato;
  • la moda può essere contemporaneamente arte e mestiere.

Per questo, ancora oggi, quando si parla dei grandi architetti della moda, il nome Balenciaga è inevitabile.

IN BREVE: BALENCIAGA

Fondazione: 1919, San Sebastián, Spagna; Maison parigina fondata nel 1937 da Cristóbal Balenciaga

Fondatore: Cristóbal Balenciaga Eizaguirre

Paese d’origine: Spagna

Sede: Parigi, Francia

Gruppo: Kering

CEO: Gianfranco Gianangeli

Direttore creativo: Pierpaolo Piccioli, dal 10 luglio 2025

Tipologia: Maison di lusso, Haute Couture, prêt-à-porter, pelletteria, calzature, accessori, eyewear e profumeria

Stile: architettonico, scultoreo, avant-garde, sartoriale, sperimentale, contemporaneo, con forte evoluzione verso streetwear e cultura pop durante l’era Demna

Taglie disponibili: la disponibilità varia in base alla categoria, al modello e al mercato; il prêt-à-porter uomo e donna propone una gamma di taglie internazionali, mentre la Couture viene realizzata secondo un approccio sartoriale e personalizzato

Distribuzione: boutique Balenciaga, e-commerce ufficiale, selezionati department store, retailer internazionali e canali specializzati nel lusso

Collezioni celebri: Haute Couture di Cristóbal Balenciaga, collezioni Ghesquière, Motorcycle/City Bag, Triple S, Speed Trainer, Hourglass, Le Cagole, collezioni couture di Demna e le collezioni Primavera/Estate 2026 e Haute Couture Autunno/Inverno 2026-27 di Pierpaolo Piccioli

Collaborazioni ufficiali e partnership celebri: H&M e numerosi progetti contemporanei legati alla moda, allo sport, all’arte, all’intrattenimento e alla cultura digitale

Maison attuale: Balenciaga continua a essere una delle principali realtà internazionali del lusso e, dal 2025, ha inaugurato il nuovo capitolo creativo affidato a Pierpaolo Piccioli.

Aggiornato al 31 agosto 2026
Autore: Lynda Di Natale
Fonte: balenciaga.com, web
Immagine: AI