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Il marchio Lucile è stato riportato in scena nel campo della moda da Camilla Boris, discendente diretta della fondatrice Lucy Christiana Sutherland.

Lady Duff Gordon, Lucy Christiana Duff Gordon ma nata Lucy Christiana Sutherland, costumista e stilista britannica di spicco tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo ha dato vita alla linea Lucile nel 1894.

Oltre ad aver dato origine alla “mannequin parade”, precursore della sfilata moderna, e ad aver formato le prime modelle professioniste, ha lanciato gonne a spacco e scollature basse, reso popolare corsetti meno restrittivi e promosso lingerie seducente e essenziale.

Sorella della celebre scrittrice Elinor Glyn, Lucy lavorò come costumista per il teatro e, a Hollywood, per il cinema. Nel 1884, Lucy si sposò con James Stuart Wallace, da cui ebbe una figlia, Esme. Wallace era un alcoolizzato e Lucy trovò consolazione in altri uomini. Ebbe una lunga relazione con Sir Morell Mackenzie e, finalmente, nel 1893, poté divorziare dal marito.

Lucy aveva acquisito amore per la moda vestendo la sua collezione di bambole, studiando gli abiti indossati dalle donne nei dipinti della sua famiglia e creando vestiti per sé e per la sorella. Trovandosi in difficoltà finanziarie dopo il divorzio, pensò di mettere a frutto questa sua passione lavorando come sarta. Iniziò a lavorare a casa, poi, nel 1894, aprì la “Maison Lucile” in Old Burlington St., nel West End di Londra, il cuore del quartiere della moda. Nel 1897, un negozio più grande fu aperto al 17 di Hanover Square prima di spostarsi ulteriormente al 14 di George St.

Nel 1900, Lucy sposò un proprietario terriero scozzese e schermitore, sir Cosmo Duff-Gordon, quinto baronetto di Halkin. Le loro nozze suscitarono sensazione nella buona società londinese proprio a causa del fatto che la sposa era una divorziata. L’impresa creata da Lucy, nel 1903, fu incorporata nella “Lucile, Ltd” e, l’anno dopo, la casa di mode si spostò al 23 di Hanover Square, dove operò per i successivi 20 anni. Duff Gordon alla fine andò in bancarotta dopo aver rivelato alla stampa americana che non stava disegnando gran parte degli abiti che erano stati attribuiti al suo nome. Trascorse i suoi ultimi anni vendendo abiti importati e collezioni più piccole in un susseguirsi di piccole “boutique” senza successo.

La Lucile Ltd serviva una clientela di alto rango e molto facoltosa, che includeva nobili e nomi appartenenti a case regnanti, oltre alle stelle dello spettacolo. L’azienda fu ampliata ancora di più e vennero aperte nuove filiali a New York, nel 1910, a Parigi, nel 1911 e a Chicago, nel 1915. Le mode di Lucile sono apparse regolarmente anche su VogueFeminaLes ModesL’art et la Mode e altre importanti riviste di moda (1910–22). Insieme alle pubblicazioni di Hearst, Lucile ha contribuito a Vanity FairDressThe Illustrated London NewsThe London MagazinePearson’s Magazine e Munsey’s. Dopo il matrimonio con Sir Cosmo Duff-Gordon, usò il nome di Lady Duff Gordon per firmare i suoi lavori. La richiesta degli abiti di Lucile aumentò, soprattutto negli Stati Uniti, durante la prima guerra mondiale, tanto che Lady Duff Gordon prese in qualità di aiutanti artisti come Robert Kalloch, Roger Bealle, Gilbert Clarke, Howard Greer, Shirley Barker, Travis Banton ed Edward Molyneux che disegnarono per lei gli schizzi delle collezioni, creando l’idea di base del “Lucile Look“. Lucile era famosa per la sua biancheria, i suoi abiti da tè e gli abiti da sera. Viene accreditata per essere stata la prima a usare la passerella alla presentazione delle sue collezioni. Alle modelle che sfilavano venne dato il nome di mannequins: il gusto per il teatro di Lady Duff Gordon la indusse a usare nelle sfilate, i tendaggi, le luci e la musica per evocare atmosfere che erano influenzate dalla letteratura, dalla storia e dalla cultura popolare. Andava famosa per la realizzazione di abiti estremamente lussuosi, costruiti a strati e drappeggiati in morbidi colori pastello, spesso accompagnati da tralci di fiori in seta realizzati a mano che diventarono il suo segno distintivo. Tuttavia, Lucile creava anche abiti per il giorno, semplici, eleganti e su misura. Un’altra innovazione nella presentazione delle sue collezioni sono stati quelli che lei chiamava i suoi “emotional gowns”. A questi abiti sono stati dati nomi descrittivi, influenzati dalla letteratura, dalla storia, dalla cultura popolare e dal suo interesse per la psicologia e la personalità dei suoi clienti. Nel 1913, lo showroom di Lucile di New York venne usato come set per parte delle riprese di The American Princess. Nel film, Lucile presentava la sua collezione di abiti autunno 1912. Un altro film che venne girato da Lucile, a Manhattan, fu The Spendthrift. Lady Duff Gordon disegnò i costumi per molte produzioni teatrali, inclusa la messa in scena della prima londinese dell’operetta The Merry Widow nel 1907; a Broadway, per numerose edizioni delle Ziegfeld Follies (dal 1915 al 1921) più una ventina di film, tra cui i costumi per Agonia sui ghiacci. Oltre alla sua carriera di couturière, costumista, giornalista ed esperta, Lucy Duff-Gordon ha sfruttato in modo significativo le opportunità di sponsorizzazione commerciale, prestando il suo nome alla pubblicità di reggiseni, profumi, scarpe e altri capi di abbigliamento di lusso e articoli di bellezza. Tra le più avventurose delle sue iniziative di licenza c’era una linea di moda per due stagioni, a basso prezzo e per corrispondenza per Sears, Roebuck & Co., che promuoveva i suoi vestiti in speciali cataloghi di lusso e un contratto per la progettazione di interni per limousine e auto da città per la Chalmers Motor Co., poi Chrysler Corporation (1917). Insieme al marito e alla segretaria, Laura Mabel Francatelli soprannominata “Franks”, fu una dei sopravvissuti al naufragio del  Titanic. Tre anni più tardi, Lucy scampò a un altro naufragio, quello del RMS Lusitania, cancellando la sua prenotazione per un malessere. Il Lusitania venne affondato da un sommergibile tedesco. L’ episodio del Titanic è uno degli aspetti più importanti della vita di Lucy Duff-Gordon, grazie in parte ai film. È stata interpretata da Harriette Johns in Una notte da ricordare (1958);  Rosalind Ayres nell’epico Titanic (1997); e da Sylvestra Le Touzel nella miniserie britannica Titanic (2012). È anche un personaggio chiave nel romanzo The Dressmaker. Lucy ha scritto la sua autobiografia Discretions and Indiscretions (1932). Lady Duff-Gordon morì di cancro al seno, complicato da polmonite, in una casa di cura di Putney, Londra, nel 1935, all’età di 71 anni. La data della sua morte era il quarto anniversario della morte del marito. Oltre al suo segno sulla cultura, la storia e il diritto, c’è stato un ritorno di interesse per il suo lavoro di designer. Ha dato origine alla componente moda del concept “It girl“. Numerose mostre museali internazionali hanno presentato capi Lucile. Nel 2011-2012, la pronipote di Lucy Duff Gordon, Camilla Blois, ha fatto rivivere il marchio Lucile, concentrandosi sulla lingerie.

aggiornato al 14 aprile 2022
Autore: Lynda Di Natale e Paola Moretti
Fonte: lucileandco.com, wikipedia.org, web