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Nella straordinaria decennale attività, come fashion designer, e con venti collezioni di haute couture, Federico Forquet, ha segnato e impresso il suo impeccabile stile nella moda degli anni ’60. Federico_Forquet_perfettamente_chic_aIl designer Forquet, nato a Napoli nel 1931, proviene da una famiglia di origini francesi che, nel 1789 per sfuggire dalla rivoluzione francese, si stabilì a Napoli. Federico ha avuto un infanzia letizia tra i palazzi di Napoli e Castello di Forino; luoghi frequentati da musicisti, intellettuali e membri della famiglia Reale. Come molti membri della sua classe sociale all’epoca, soprattutto al Sud, la prospettiva di Forquet era

… vivere dignitosamente amministrando quel che rimaneva delle antiche proprietà fondiarie famiglia.

Alvar Gonzàles-Palacios, storico dell’arte, amico di vecchia data dell’ex stilista racconta che:

Federico appartiene a quel raro gruppo di persone che hanno fatto tante professioni, e tutte molto bene.

Sin da fanciullo Federico, fra i vari studi, era emerso nel precoce talento verso la musica, che lo portò a studiare pianoforte al conservatorio di Napoli. Tra le lezioni di spartiti e note spiccava, anche, la passione di Forquet verso la moda femminile; come testimoniano gli schizzi, su notes, di abiti e silhouette.

La moda lo incantò sin da bambino quando tra un tema, un problema di matematica e gli studi di musica al conservatorio, disegnava sul quaderno abiti e silhouette. La sua carriera di concertista si interruppe quando, nel 1954, conosce il couturier spagnolo Cristóbal Balenciaga in vacanza all’isola di Ischia, suo grande mito. Federico, con un fardello di disegni, si presentò all’atelier di Balenciaga, il quale una volta visionati lo invitò a lavorare, al suo fianco, nell’atelier di Parigi, dove si stanno formando i giovani Ungaro e Courrèges. Federico abbandona l’Università e accetta di lavorare a fianco del maestro che all’epoca rappresentava il massimo livello dell’haute couture. Forquet gli fece da assistente per tre stagioni nella Ville Lumière.Federico_Forquet_perfettamente_chic_0

… portò con sé più di 100 bozzetti di moda e guardò Balenciaga sfogliarli senza parole, mettendone da parte solo 12. “Speravo che quelli fossero i cattivi e che gli piacessero tutti gli altri!” Dice Forquet. “Ma mi ha detto, ‘Questi 12 sono gli unici disegni in cui posso vedere il tuo potenziale.‘ Balenciaga decise tuttavia di aver trovato un nuovo protetto, così Forquet raccolse il coraggio di informare la sua famiglia conservatrice – un importante clan napoletano discendente da un banchiere francese – che si sarebbe trasferito a Parigi per disegnare abiti. Ha trascorso i quattro anni successivi al fianco di Balenciaga, imparando “tutto, tutto”, dice.

In seguito, tornato in Italia, dopo una breve parentesi nell’atelier di Fabiani, venne invitato per una collaborazione da Irene Galitzine. Era il 1956 quando una delle clienti di Balenciaga, la principessa Irene Galitzine, aprì un atelier a Roma e, nel realizzare una sua nuova linea di moda, chiese a Forquet di disegnarla. Dall’intesa lavorativa di Federico e Irene nacque il pigiama palazzo. Capo innovativo che portò il successo Forquet a livello internazionale e incoraggiato da Cristóbal decise di mettersi in proprio.

L’inaugurazione dell’atelier romano di Federico Forquet avvenne nel 1961, dopo essersi messo in società con Bebe Pozzi, sulla prestigiosa via Condotti :

Il Dior italiano si chiama Forquet  (Harpers Bazaar).

Il 19 gennaio 1962, dopo aver presenziato con la sua prima sfilata nella Sala Bianca, di Palazzo Pitti, il Women’s Wear Daily lo inserì tra le star dell’italian style. Forquet conquista le copertine di style internazionali come Vogue e Harper’s Bazaar.

Federico_Forquet_perfettamente_chic_1966… le sue tuniche eleganti, mantelle asimmetriche e stampe audaci divennero i preferiti non solo dei reali europei e degli editori di moda internazionali, anche le star di Hollywood.

Soprabiti double e tailleur dalla linea essenziale vengono affiancati dalla linea a toga. Sotto forma di abito o di casacca da indossare sopra morbidi pantaloni l’abito a toga di Forquet divenne una sorta di divisa del jet-set internazionale. Federico_Forquet_perfettamente_chic_1962Caratteristica di Federico è che ha sempre lavorato da solo, senza avvalersi di assistenti e disegnatori anche per gli accessori e i tessuti.

Nei suoi salotti di Via Condotti, Forquet ha portato avanti la tradizione del couturier vecchia scuola, disegnando ogni pezzo e spesso eseguendo lui stesso gli allestimenti. Dopo il tramonto ha squadrato i suoi clienti preferiti in giro per Roma, interpretando la migliore amica di persone come la principessa Alessandra Torlonia, la principessa Ira von Fürstenberg e Allegra Caracciolo di Castagneto, la sua musa di lunga data. Gli amici di Forquet dicono che emana un calore e una gioia genuini che spesso mancano nei suoi circoli sociali stravaganti.  “Ascolta, mi piace la vita”, mi dice Forquet con il suo accento italiano cantilenante. “Mi piacciono gli amici. Mi piace il sole Mi piacciono le stelle, la luna, gli animali, il buon vino. Sono una persona felice. E ricorda, quando ami qualcuno o qualcosa, l’affetto torna da te. “

Eugenia Sheppard, corrispondente dell’Herald Tribune, lo definì “un creatore nato”; il Queen lo soprannominò “Federico The Great”. Irene Brin, oltre che nominarlo il Dior italiano, scrisse, sul Corriere dell’informazione,  dopo aver visto la prima collezione del 1962:

si è avuto addirittura il miracolo, il succedersi di elementi impeccabili, l’aumentare dell’entusiasmo, finché alla fine gli occhi di alcune spettatrici traboccavano, letteralmente, di lacrime.

Federico_Forquet_perfettamente_chic_togaTra le altre sue passioni c’era poi il cinema. Con il mondo dello spettacolo Federico aveva grande familiarità, anche perché il compagno della sua vita, Matteo Spinola, era un noto press agent cinematografico. Nonostante il suo ruolo di costumista sia stato accreditato ufficialmente in soli due film: Prima della Rivoluzione (1964) e Missione speciale Lady Chaplin (1966), Forquet vestì moltissime attrici. Da Sophia Loren, per cui creò i costumi in I sequestrati di Altona (1962) di De Sica, a Faye Dunaway, fino a Catherine Spaak, che tra l’altro indossa i suoi abiti nel film di Pasquale Festa Campanile Adulterio all’italiana (1966) con Nino Manfredi.

Patrick O’Higgings, in un servizio sulla rivista Town and Country – maggio 1967 – incluse Forquet, insieme al fotografo Cecil Beaton, Truman Capote e Gianni Agnelli tra i quindici personaggi più influenti del jet set internazionale.Federico_Forquet_perfettamente_chic_3La giornalista di moda Diana Vreeland, l’attrice C.Z.Guest, le socialite Babe Paley e Annette Reed erano tutte clienti affezionate, oltre che amiche dello stilista. Federico_Forquet_perfettamente_chic_1968L’imprenditrice di cosmesi Elizabeth Arden chiese a Federico di disegnare e realizzare una linea di pret à porter per i suoi negozi. Jackie Kennedy chiese al suo sarto, Oleg Cassini, di riprodurre uno dei modelli di Forquet.

Per il lavoro di costumista, troviamo anche star del cinema fra le clienti Forquet, come: Sophia Loren, Jane Fonda, Anita Ekberg e Faye Dunaway.

Inaspettatamente nel 1971 Federico Forquet, all’età di 41 anni, chiuse l’atelier.

Se crei un impero, poi sei costretto a diventare imperatore. Io preferisco essere un privato, e felice, cittadino del mondo.

Federico_Forquet_perfettamente_chic_abitoFederico intuì che sarebbe stato impossibile competere con l’avvento dell’industria del prêt-à-porter. A parte il fatto che le convinzioni di Forquet non erano per l’industria manifatturiera, egli prediligeva l’artigianato puro.

Ciò che amava era l’alta moda, racconta Allegra Caracciolo Agnelli. Forquet era un sognatore, sempre stato. E sebbene non avesse debiti, il danaro e il successo non sono mai stati il suo motore … e Federico fa solo quello che gli pare.

Federico_Forquet_perfettamente_chic_1969La storica della moda Sofia Gnoli scrive:

Forquet non ha mai abbandonato la sua passione per abiti spettacolari. Il suo tratto distintivo erano silhouette asimmetriche e l’uso di blocchi monocromatici di colore.

Era un periodo in cui i principali designer stavano diventando globali, ramificandosi nel licensing e assumendo grandi team per costruire le loro operazioni di prêt-à-porter. Non ero più incantato“, dice Forquet. Si trattava di prêt-à-porter, e io non sono nato per questo.” Per capriccio ha iniziato a disegnare tessuti per Gustav Zumsteg della famosa casa svizzera di seta Abraham, che ha portato ai suoi primi progetti di interior design.

Impossibile non sottolineare il fatto che, in soli dieci anni di moda, Forquet ha lasciato dei segni indelebili nello stile fashion degli anni sessanta e non solo. I particolari accostamenti di tinte e di tagli caratteristici nei modelli ideati e realizzati, con specifiche asimmetrie unite alle linee pulite del capo stesso, hanno fatto si che il tocco di Federico Forquet fosse ben riconoscibile e amato dalle donne di classe del jet set internazionale. I primi hot pants sono presentati da Forquet come il nude look, anticipando lo stile esaltato successivamente da Yves Saint-Laurent. L’attrice Ira Fürstenberg, modella d’eccezione a una sfilata di Forquet, indossa un abito cristallino colorato. Collezioni che introducono trasparenze di gonne e pantaloni completati da top di collane.

Durante gli anni Sessanta Forquet e Spinola avevano preso l’abitudine di fare gite “fuori porta”. Visitarono le ville e i giardini della campagna romana, i siti etruschi della Toscana e i conventi umbri. Desideravano trovare un luogo immerso nella natura da restaurare.
Trovammo un pezzo di terra con un piccolo vigneto accanto a due case in pietra. 

Nel 1969, insieme a Matteo Spinola, Federico ha acquistato la casa di Cetona.

Non avrei mai pensato che questo luogo sarebbe diventato una parte così fondamentale nella mia vita.

Persuasero alcuni amici, tra cui Allegra e Umberto Agnelli, a diventare loro vicini di casa e crearono così quella che Forquet descrive come una “piccola Atene” di persone accomunate dall’amore per i giardini, per la musica e per i viaggi.Federico_Forquet_perfettamente_chic_MATTEO_SPINOLA
Seguendo il suo istinto estetico, Forquet ha trasformato gli interni di questa vecchia fattoria in un “racconto” personale pieno di libri e di oggetti amati. Ha riciclato antiche porte e finestre e ne ha fatte fare di nuove. Ha disegnato lui stesso le librerie e alcuni dei mobili e ha persuaso Gustav Zumsteg a Zurigo, che aveva prodotto la stoffe per la sua linea di alta moda, di fare una linea di tessuti per la casa.
Allegra chiese a Forquet di decorare il loro appartamento romano e così, per divertirsi, lui disegno una stoffa che assomigliava al granito egizio. Quando Andy Warhol venne a colazione, commentò che gli italiani erano veramente i migliori artigiani al mondo. “’Sarebbe impensabile rivestire una stanza in marmo in questo modo,’ disse avvicinandosi al muro per guardare meglio,” racconta Forquet.
Forquet cita questo incontro casuale come uno dei tanti che hanno plasmato la sua vita.
Fu così che mi resi conto che quel che era cominciato come un gioco, l’arredo, era l’inizio di una nuova avventura professionale.

Dopo una straordinaria carriera nella moda, l’ex stilista Federico Forquet ha rivolto le sue capacità stilistiche sul disegno di tessuti e sull’arredamento. Successivamente Federico si dedica all’architettura dei giardini divenendo lo “stilista” di giardini per gli amici, gli amici degli amici, e nel corso degli anni divenne il massimo conoscitore di addetti ai lavori, un guru del buon gusto su cui i pochi privilegiati facevano affidamento per determinare quali antichità greche abbinare ai loro Mirós o Mondrian preferiti.Federico_Forquet_perfettamente_chic_La_casa_di_Cetona

Gli interni più sorprendenti di Forquet combinano il tradizionalismo formale con la verve napoletana. Tessuti personalizzati dipinti a mano rivestono pareti, sedie e divani; Le console barocche sono sormontate da frammenti di sculture romane, antichi micro mosaici e candelabri neoclassici. Forquet ha un modo di riunire vari mondi passati e farli rivivere tutti.

Nei ultimi due decenni Forquet, ha rimodernato il Palazzo Reale del Belgio, ha ridecorato molti grandi palazzi romani e ville, ha ridonato stili a diversi alberghi come il Caruso a Ravello e La Locanda a Cetona.

Tra tutte le sue creazioni la casa di Cetona, dice Forquet: “è la più amata“.

Il talento paesaggistico di Forquet ha raggiunto la sua massima espressione nella sua proprietà toscana, nel villaggio di Cetona: una serie di “stanze giardino” terrazzate conduce a valle dalla casa, con un paesaggio punteggiato di cipressi sullo sfondo, che evoca i grandi dipinti fiorentini. Quando Forquet acquistò la casa nel 1969 con il suo partner di lunga data, l’agente stampa Matteo Spinola (morto nel 2006), era costituita da due tozzi edifici in pietra, senza elettricità né acqua corrente, e alcuni campi vuoti. Forquet trascorre ancora la maggior parte del suo tempo a Cetona. Per me ora questo posto è come l’Arcadia“, dice. Conosci i pastori della Grecia, che pascolano le loro pecore sul Monte Olimpo? Mi sento così qui, come se fossi in compagnia di tutti gli dei classici.

Dopo la scomparsa di Matteo, nel 2006, Forquet scrive:

la casa e il giardino di Cetona, che alla mia morte donerò al FAI, sono diventati la ragione della mia vita

Federico_Forquet_perfettamente_chic_5Forquet, molto riservato della sua vita privata, vive fra Roma e Cetona, in Toscana. Ed è a Cetona che il designer conserva il suo ricchissimo archivio costituito da: campionari di tessuto, disegni, riviste, schizzi e fotografie storiche.

Di recente lavora a diversi progetti di decorazione e a un nuovo reparto di porcellane per il Museo di Capodimonte di Napoli.Federico_Forquet_perfettamente_chic_

The World of Federico Forquet. Italian Fashion, Interiors Gardens (Rizzoli International, pp.304, $ 85) libro dove lo scrittore-editore, e editore di Vogue, Hamish Bowles ha approfondito i notevoli archivi del designer.

Federico is kind of a mythical figure that other mythical tastemakers tend to idolize

Un portfolio rarefatto del designer dove lo stile Forquet nel campo della moda, dell’arredamento di interni, dell’antiquariato, dei giardini è sempre presente persino nel racconto della sua passione per la musica e dei suoi concetti dell’amicizia.Federico_Forquet_perfettamente_chic_The_World_of_Federico_Forquet

Concetto sull’amicizia che lo stesso Forquet ha inserito nella prefazione, un aforisma di Virginia Woolf:

c’è chi si rivolge ai preti, chi alla poesia, io ai miei amici

I vestiti e gli interni hanno entrambi la stessa distinzione di linea, e una sorta di dramma elegante“, dice Bowles. Lo stesso Federico è pieno di sorprese e fascino, e penso che lo siano anche i suoi interni. Nonostante la loro grandezza, sono luoghi molto conviviali“. Lo stesso si potrebbe dire dei progetti di giardini di Forquet. Fortemente influenzati dallo stile inglese (Russell Page era un amico intimo), mostrano come una struttura formale possa servire da solida base per un tipo disciplinato di natura selvaggia. È come se le piante potessero essere liberate perché sanno esattamente come comportarsi.

L’ amica di una vita, Allegra Caracciolo Agnelli, a scrivere nella nota introduttiva:

La nostra Amicizia – uso la lettera maiuscola perché certe cose hanno un valore raro e inestimabile – dura da ormai sessant’anni. Lui ha fatto l’abito per i miei diciotto anni ed è con lui che ho fatto il mio primo viaggio negli Stati Uniti. All’epoca Federico lavorava nella moda e venne invitato a New York a presentare la sua nuova collezione. Incontrammo Diana Vreeland, direttrice di Vogue, e io sono stata fotografata con i suoi abiti dai più grandi fotografi internazionali.

Federico_Forquet_perfettamente_chic_The_World_of_Federico_Forquet_

Alla domanda, durante un intervista

Forquet cosa ha imparato su se stesso mentre lavorava con Bowles al libro

(i due hanno passato settimane a setacciare più di sette decenni di foto di abiti, interni, collezioni di antiquariato e giardini di Forquet) – si fa una bella risata.

Posso dirti qualcosa di terribile? Mi piace ancora tutto quello che ho fatto, dall’inizio. Cambierei molto poco, nemmeno i dettagli. Sono passati quasi 75 anni, ma mi piacciono ancora le stesse cose.

aggiornato al 22 ottobre 2020
Autore: Lynda Di Natale
Fonte: d.repubblica.it, Marella Caracciolo Chia (New York Time), departures.com, web