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Irene Galitzine, stilista tra le più importanti del secolo scorso di origine russa, definita

la principessa della moda

e principessa lo era di “fatto”. La famiglia ha origini antichissime, risalenti al 1200.

Irene_Galitzine_perfettamente_chic_1971Irene nacque a Tbilisi, oggi capitale della Georgia – all’epoca ancora città appartenente alla Russia – il 22 luglio del 1916; i genitori erano la principessa Nina Lazareff e l’ufficiale dello zar Boris Galitzine. Irene aveva pochi anni di vita quando si trasferì in Italia con la madre, dopo la Rivoluzione d’ottobre intorno alla metà degli anni venti, insieme con altri fuggiaschi russi, al Grand Hotel di Frascati. Cresce a Roma dove è educata come una ragazza della migliore aristocrazia romana; studia storia dell’arte ed è poliglotta. Parlava inglese, francese, portoghese, italiano ed ovviamente il russo.

Irene_Galitzine_perfettamente_chic_libroMi sento russa al cinquanta per cento – ripeteva a chi le chiedeva in vari momenti della sua vita cosa provasse per il paese perché sono stata costretta a lasciare la Russia in tenerissima età. – Per anni ho cercato di rimuovere la nostalgia che provavo per la mia vera patria, anche se della Russia non ricordo quasi nulla. Non volevo tornarci da semplice turista, non mi ci vedevo seduta in un albergo come una cliente qualsiasi (desiderio si realizzò nel 1988, quando fu invitata a presentare le sue collezioni a Mosca)

Entrata nell’aristocrazia romana Irene Galitzine, affascinante e bellissima, riesce ben presto a farsi conoscere nel mondo della moda supportata inizialmente come mannequin dalle Sorelle Fontana, che la assunsero per dare una allure aristocratica al loro atelier,  per poi curarne successivamente le pubbliche relazioni. L’ampio giro di conoscenze di Galitzine contribuì alla fortuna delle Fontana. Dopo la guerra, Galitzine lasciò le sorelle, divenute celebri, e aprì una sua sartoria. Irene_Galitzine_perfettamente_chic_0.jpg

Nel 1947 apre il suo atelier nella mondanissima Via Veneto, una propria sartoria creando modelli ispirati all’haute-couture francese. In sartoria lavora la première Maria Carloni che proveniva dalla maison Ventura; lavorerà con Irene fino al 1968, anno in cui sarà sostituita dalla nipote Armena. Grazie alle sue doti, nel 1949 partecipa a una sfilata di moda, organizzata dal Centro italiano della Moda al Teatro dell’Opera, insieme ad altre 14 aziende concorrenti; nello stesso anno sposa il marchese Silvio Medici Dè Menezes che la lascerà vedova nel 1989.

Non prese parte alle prime iniziative di Giorgini a causa della sua passione per i modelli francesi. Fu solo nel 1959 si convince a presentare dei modelli originali per la passerella nella Sala Bianca, assieme alle collezioni di Capucci, Alberto Fabiani, Simonetta Colonna di Cesarò e Emilio Schuberth.

Nel 1959 la Galitzine ha l’occasione di presentare la sua prima collezione di abiti al pubblico avvalendosi della collaborazione del collega Federico Forquet: indossatrice d’eccezione fu la contessa Consuelo Crespi. Da quel momento il suo nome diviene noto a livello internazionale grazie anche alle varie vittorie ottenute alle partecipazioni a diverse sfilate nel triennio che va dal 1959 al 1962.Irene_Galitzine_perfettamente_chic_logo

1959 vince a Boston il primo tra i suoi numerosi premi e riconoscimenti, il Filene’s Talent Award. Nel 1960 a Firenze nella Sala Bianca alla XIX presentazione di Palazzo Pitti lancia il “pijiama palazzo“, Irene_Galitzine_perfettamente_chic_pijiama_palazzoun completo composto da pantaloni e casacca, presto fotografato e diffuso in tutto il mondo. Il

pijiama palazzo

così denominato da Diana Vreeland, celebre fashion editor di Harper’s Bazaar e Vogue US, è una rivoluzione assoluta: reinterpretando il tradizionale abito da sera, Galitzine abbina ad una blusa dei pantaloni ampi decorati con frange o perline. Il pantalone palazzo, fluido e comodo, segna la nascita di un’eleganza nuova, disinvolta e finalmente senza costrizioni. Il capo simbolo dello stile Irene Galitzine è subito amato dal jet-set internazionaleIrene_Galitzine_perfettamente_chic_pigiama_palazzo_1962.jpg Sempre nel 1960 Irene Galitzine vince a Milano l’Oscar della Moda. Nel 1961 inizia a collaborare alle sue creazione il disegnatore spagnolo Elias De Zabaleta; a Milano, nei locali del Salone Elizabeth Arden di Via Montenapoleone viene inaugurata la prima boutique Irene Galitzine. Irene_Galitzine_perfettamente_chic_1970

Dal 1962 nasce la linea “Boutique Galitzine – Roma” che rispecchiava il suo stile di vita, in cui sperimenta l’uso di pellicce. E’ intanto iniziata la sua carriera di ambasciatrice nel mondo dello stile italiano: a maggio Irene Galitzine, insieme a Emilio Pucci, è a Tokyo per il primo “Italian Fashion Show” presso il Department Store Isetan Co., organizzato da Alitalia.

La cura nella scelta dei tessuti, unita alle suggestioni etniche delle sue creazioni, rivelano la sua origine russa, mentre l’appeal sofisticato delle collezioni svela gusto fortemente influenzato dalla moda francese. Nel 1963 Jacqueline Kennedy , dalla Casa Bianca, le scrive una lettera chiedendole di di inviarle dei bozzetti da cui scegliere alcuni abiti. Irene si reca alla Casa Bianca e questo fece in modo non solo di creare un’amicizia tra le due donne; le sue creazioni conquistano la sorella di Jackie, Lee Radzwill. Tutto questo permette di esportare il nome della stilista negli Stati Uniti d’America. Nello stesso anno firma gli abiti indossati da Claudia Cardinale nel film di Blake Edwards, “La pantera rosa“.Irene_Galitzine_perfettamente_chic_Claudia_Cardinale_La pantera_rosa.jpg

Irene realizza gli abiti per Sophia Loren nel film “La caduta dell’impero romano“, la scia di tale trattamento di riguardo spinse l’amministrazione di Baltimora a consegnarle le chiavi della città, divenendone cittadina onoraria.

Nel 1965 oltre alla collezione presentata al Pitti, veste Claudia Cardinale per il film “Le Vaghe stelle dell’Orsa Maggiore” di Luchino Visconti. A Roma, nel 1965 vince il premio Isabella d’Este per la sezione moda.

Tra le sue clienti di donne famose, troviamo la Baronessa Guy de Rothshild, la Duchessa di Windsor, Soraya, Paola del Belgio, Merle Oberon, Anna Maria di Grecia, Marella Agnelli, Ira Füstemberg, Liz Taylor, Audrey Hepburn e Catherine Spaak. Famose le feste capresi che si tenevano nella villa Vivara dove ospita, tra gli altri, Jacqueline Kennedy, la famiglia Agnelli, Greta Garbo, Onassis e la Maria Callas.

Nel 1966 il nome Irene Galitzine fu inclusa nella Fashion Hall of Fame dal New York Fashion Group.Irene_Galitzine_perfettamente_chic_1

Nel 1968 a Firenze Galitzine organizza la “sfilata della contestazione“: sfilano sei modelle incappucciate vestite con tute di lamè e camauri preziosi sul viso.

Irene_Galitzine_perfettamente_chic_profumo_ireneA Capri durante la manifestazione Maremoda, viene lanciata “Princess Galitzine“, una linea di cosmetici composta da 130 prodotti, distribuiti a a New York dal Department Store Goodman e da Saks, seguita dal profumo Irene.

Nel 1970 per la donna, in aggiunta agli abiti, la Galitzine è tra le prime donne a proporre una linea cosmetica.

Sartoria_Ventura_perfettamente_chic_1Importanti collaboratori hanno decretato il successo della Galitzine Couture, oltre a Federico Forquet si ricordano stilisti di gran fama come Heinz Riva, Zabaleta e Serge Matta.

Irene_Galitzine_perfettamente_chic_1972Nel 1971 inaugura a Roma il nuovo atelier di Via Veneto, realizzato in stile modernissimo dall’architetto Mantovani. In considerazione della sua fulgida carriera, il Presidente della Repubblica nel 1974 la nomina “Cavaliere della repubblica” per i suoi meriti artistici. Nel 1975 Irene Galitzine recita la parte di sé stessa nel film Mahogany dove si occupa inoltre dei costumi degli attori, in particolare l’attrice Diana Ross.

Continua la presentazione delle sue collezioni e il lancio di nuovi profumi e maquillage.irene 

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Negli anni ottanta lo stile di Irene Galitzine ottiene ancora numerosi consensi. Nel 1985 trasferisce il suo atelier romano in via Gregoriana.

Dopo Fourquet, Irene ha lavorato con Elias Zabaleta, un designer spagnolo. In ogni caso, Galitzine pone sempre al centro della sua moda la donna e la sua femminilità, esaltandola con semplicità.

Nel 1988 la first lady Raisa Maksimovna Gorbačëva, Ministro della cultura, la chiama per curare l’allestimento di una sfilata al teatro Rossija a Mosca, di fronte a 2,500 persone. Il successo ottenuto fa sì che il nome di Irene Galitzine cominci ad essere apprezzato anche nella sua madre patria.Irene_Galitzine_perfettamente_chic_Giada_Ruspoli

Nel biennio 1991 – 1992 i suoi abiti vengono esibiti in sfilate in diverse città dell’Europa; tuttavia qualche anno prima, nel 1990 la società della stilista è posta in liquidazione: Galitzine resta testimonial del marchio e continua a collaborare con la società Xines, di proprietà di Giada Ruspoli. Soluzione, per Irene, che le permette il mantenimento del marchio. Irene_Galitzine_perfettamente_chic_Défilé.jpgNel gennaio del 1991, dieci abiti in puro stile Galitzine sfilano a Pietroburgo e nel 1992 per i quarant’anni della moda italiana, a Palazzo Strozzi, viene organizzata una mostra celebrativa che approda in seguito al Museo delle arti decorative di Parigi, a Berlino e a New York.

Irene_Galitzine_perfettamente_chic_Dalla_Russia_alla_RussiaNel 1996 Longanesi pubblica la sua autobiografia, Dalla Russia alla Russia.

Mi divertivo –raccontava spesso– a giocare con gli stracci e ad aggiustarmi vestiti che non potevo comprare nelle grandi sartorie.

Nel 2002 sfila all’Art Café di Roma la nuova collezione haute couture Irene Galitzine, disegnata da Massimo Stefanini, originario di Orvieto, laureato in architettura e con una lunga esperienza come costumista teatrale. La collezione propone importanti mise nello stile Galitzine in velluto di seta impreziositi da pizzi, ricamati in oro o con applicazioni di frange. Nero, rosso scuro, marrone i colori predominanti e affiancati da tonalità delicate come ècru e rosa cipria. Completava la collezione i copricapi, colbacchi, in visone e con i preziosissimi bijoux interamente realizzati a mano.

Il marchio Galitzine attivo in diversi settori, producendo varie linee, dalla couture, agli abiti da sposa, impermeabili, accessori, foulard, guanti, occhiali, borse, arredamento per la casa, tra cui una linea completa di mobili e oggetti d’arredo.

Il brand partecipa a una mostra sulla moda italiana tenutasi presso l’ambasciata di Berna. Altri eventi si tengono al Museo del Bardo a Tunisi, al Le Corbusier ad Algeri, al Centro Culturale Borges a Buenos Aires e alla Galleria Nazionale d’Arte di Kuala Lumpur.
Alta Roma rende omaggio all’azienda con uno spettacolo in cui vengono presentati i famosi pigiami palazzo, rivisitati con originalità e genialità dalla designer Gentucca Bini. Sono 12 i modelli in jersey, lino e seta, nei toni del bianco, beige ed ecrù, abbinati a originali cappelli a forma di fiore.

Irene_Galitzine_perfettamente_chic_aGli abiti di Galitzine sono esposti in mostre organizzate in tutto il mondo: Rio de Janeiro, San Paolo, Bogotà, Seul e Tokyo. Alcuni “Pigijama Palazzo” sono presenti al Metropolitan Museum di New York, al Victoria and Albert Museum di Londra e al Museo del Costume di San Pietroburgo.

Ormai raggiunta la notorietà a livello mondiale, nel 2006 a pochi mesi dalla morte della stilista, viene organizzata una mostra, “Irene Galitzine. La Principessa della moda“, presso l’Auditorium Conciliazione a Roma e a Napoli presso la Fondazione Mondragone, degli abiti più noti e più belli creati dalla Galitzine che morirà nello stesso anno all’età di 90 anni.

Irene si spegne a Roma il 20 ottobre del 2006.

L’archivio della Casa di Moda Galitzine è stato dichiarato dalla Soprintendenza archivistica per il Lazio di “interesse storico particolarmente importante” il 30 novembre 2010. L’archivio è conservato presso la sede della Società Xines srl a Roma. Comprende 78 volumi, suddivisi per collezione, che conservano dal 1959 al 1999 i ritagli stampa di articoli e redazionali, pubblicati su quotidiani e periodici di tutto il mondo, una corposa serie di foto di modelli presentati per collezione e foto personali in cui Irene è spesso ritratta con personaggi famosi del mondo politico, culturale e dello spettacolo di tutto il mondo. Irene_Galitzine_perfettamente_chic.jpg

*Il marchio Galitzine è stato al centro di una lunga disputa tra la società Xines S.r.l., che da anni lo utilizza tramite una rete di licenziatari e il gruppo Kelemata per l’impiego del nome in campo cosmetico e profumiero. Le Sezioni Specializzate della Corte d’Appello di Torino hanno infatti escluso, contrariamente a quanto stabilito dal primo grado di giudizio, che la nobildonna potesse aver trasferito in favore del Gruppo Kelemata un diritto assoluto sul proprio patronimico, tale da costituire in perpetuo una riserva di registrazione come marchio nella classe profumi. La Corte ha, infine, confermato la decadenza di tutti i marchi italiani contrassegnati dalla parola Galitzine registrati sin dagli Anni Settanta dal Gruppo Kelemata per i settori della cosmetica e della profumeria, non essendo i profumi “Galitzine” di Kelemata più presenti sul mercato da molti anni.

Irene_Galitzine_perfettamente_chic_sergio_zambonNel gennaio 2013 il marchio è stato affidato a Sergio Zambon, che è riuscito a rilanciare il brand senza snaturarne la personalità, rendendo ancora onore al mitico “pigiama palazzo”.

La bellezza di una donna non si esaurisce nei vestiti

è l’insegnamento che la grande couturière ci ha lasciato.

2014: Zambon, designer di origine egiziana,  direttore creativo Galitzine, ex-fashion designer della collezione uomo Fendi e Max Mara. Zambon rivisita l’iconico completo della principessa Irene in una capsule collection che viene presentata a Milano, dove riadatta al nuovo millennio il pijiama palazzo con rivisitazioni chic e moderne: Pyjama Palazzo by Sergio Zambon.Irene_Galitzine_perfettamente_chic_pijiama_Zambon_a

Lo stilista propone tre tipologie di capi: il pijiama in cotone dedicati al daytime, con stampe anni Sessanta ispirandosi a quelle di Bruno Munari, oppure in pijiama classici con materiali preziosi, come il tessuto damascato, e lurex, e pijiama haute couture, con preziosi ricami e applicazioni di Swarovski e/o resine colorate.Irene_Galitzine_perfettamente_chic_pijiama_Zambon_c
Il designer sperimenta anche sulle lunghezze del pijiama, osando.Irene_Galitzine_perfettamente_chic_pijiama_Zambon_b

Una mini collezione caratterizzata anche dalla presenza di shorts e sandali, annunciazione della nuova linea di accessori dello stilista che seguirà successivamente.

Il brand Galitzine rimane, anche per i profumi, alla società Xines S.r.l., che da anni lo utilizza, tramite una rete di licenziatari, nei settori dell’abbigliamento e degli accessori.WhatsApp Image 2020-10-13 at 09.35.06

Irene Galitzine, lo storico marchio della couture romana che ancora esiste, ma da addormentato. A rilanciarlo sta provando Alessandra Spalletti, con la società Xines. Nel 2013, una riedizione del pijiama palazzo, firmata da Zambon:

Era un test per capire l’appeal del marchio – racconta la Spalletti, ed è stato un successo, soprattutto negli Stati Uniti, Medio Oriente e Giappone. Dunque siamo pronti a riportare in vita Galitzine, appena troveremo i fondi necessari.

aggiornato al 12 ottobre 2020
Autore: Lynda Di Natale
Fonte: galitzine.it, web, wikipedia.org,