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Bottega Veneta è un’azienda italiana operante nel settore dei beni di lusso, specializzata nel prêt-à-porter sia per uomo che per donna, oltre a borse, scarpe, accessori, gioielli e profumi. Tra i suoi prodotti iconici troviamo la borsa Cabat, la Knot e le Pouch bags. Possiede un atelier situato in una villa settecentesca a Montebello Vicentino, ha sede a Lugano, in Svizzera, e uffici italiani a Milano e Vicenza.

Bottega Veneta viene fondata nel 1966 a Vicenza in Veneto, da Michele Taddei e Renzo Zengiaro.

Renzo Zengiaro, vicentino, è un artigiano. A solo 14 anni lavora come apprendista in una sartoria e dopo qualche anno lavora nella ditta Marisa.

Avevo un’ottima manualità. Imparai subito tanto. Ero il più promettente e a 18 anni iniziai a creare i miei primi modelli. Non c’erano al tempo le scuole di pelletteria. La tradizione ci rimandava ai cuoi toscani e veneziani del ‘500. Vicenza aveva un tradizione tessile-laniera. Iniziai a scostarmi dalle forme rigide imperanti nelle borse dell’epoca ma perché non avevo competenze da pellettiere. E’ così che ho iniziato a fare la sacca morbida, più adatta ai tempi.

Zengiaro diventa terzista e produttore dell’azienda che lavorava, con il suo laboratorio di famiglia. Nel 1966, il figlio del rappresentante della ditta Marisa, Michele Taddei, appoggia Renzo di mettersi in proprio e insieme fondano, al 50%, Bottega Veneta Artigiana. Bottega perchè “viene dall’arte” e Veneta per figurare l’antica tradizione veneta. Renzo disegna e produce e Michele segue il commerciale e le vendite. Materiali che utilizzano sono i pellami ovini e conce all’anilina (tinture artigianali in botti che assicurano la presa del colore nel dritto e nel rovescio, come una volta).

All’inizio venivano rifiutate perché non erano capite. Troppo morbide dicevano i venditori. Ma appena si mettevano sul banco furono le prime a essere vendute. In due anni abbiamo visto un vero e proprio exploit in una settimana avevamo iniziato a vendere la capacità produttiva di una stagione.

Zengiaro e Taddei scelsero per Bottega Veneta di non usare un particolare logo e come slogan:

“When your own initials are enough” – Quando le iniziali non sono necessarie

Nel 1970 Bottega Veneta era commercializzata a Parigi, Germania e aprirono il primo negozio a New York nel 1971.

Al tempo le firme erano tutte posizionate sulla Quinta Strada. Ma c’era la Madison, parallela, piena di negozi vuoti a sconto. Cercammo lì e comprammo. Oggi è la strada della moda.

Store arredato in stile veneto con materiali importati direttamente dall’Italia, come i lampadari di Murano, tessuti veneziani e armadi veneti dove esponevano la loro merce.

Alitalia, su Vogue, gratuitamente promuove il volo per New York, in occasione dell’inaugurazione dello store newyorchese, con una borsa Bottega Veneta. I titolari, Zengiaro e Taddei, offrirono prosecco, soppressa e pan biscotto durante il volo. Store americano che è stato scenario di molti film e che ha una clientela di grandi nomi.

Nello stesso periodo il comune di Vicenza, per la nascita della nuova zona artigianale, dispose dei terreni che Bottega Veneta acquistò. 9mila metri quadri che utilizzò a edifici e la restante metà parte l’azienda ripopolò con alberi. Da questo momento, con la nuova sede, l’azienda diviene una SpA.

Quello che ha reso Bottega Veneta famosa in tutto il mondo è l’intrecciato, una tecnica nell’intrecciare una con l’altra piccole fettucce di pelle, fino a formare un vero e proprio tessuto uniforme per le borse e altri prodotti di pelletteria.

La nascita dell’intreccio, caratteristica dell’immagine aziendale Bottega Veneta è spiegata da Zengiaro in una sua intervista

L’intreccio è sempre esistito. Basti pensare alla iuta, i canestri, le borse di paglia. Noi avevamo in quel momento un artigiano che ci propose nei guanti di nappa con dei campioni. La trama era piccola, l’unica elaborata fino allora che esisteva da sempre, quindi facemmo fare degli intrecciati larghi dando noi la misura in base alle nostre necessità e capacità di lavorazione con cui poi confezionammo alcuni modelli di borse. Ci furono rifiutate da Parigi, erano borse sentite come un prodotto estivo di paglia. Dopo un anno, visto l’insuccesso, lasciammo cadere l’esperimento e decidemmo di tenerne solo alcuni campioni. Ma quei pochi campioni sfondarono in Giappone. E poi in Usa. La richiesta raddoppiò e la lavorazione fu portata dentro l’azienda.

A metà degli anni ’70, l’azienda inizia la produzione di calzature

Verso la fine degl’anni ’70 le vicende personali dei due fondatori sono a un bivio e si dividono. Prima va via, dall’azienda, Zengiaro e successivamente lascia anche Taddei, il quale consegna l’azienda alla sua ex moglie Laura Braggion, che prende le redini di Bottega Veneta insieme al secondo marito Vittorio Moltedo. La Braggion si trasferisce a New York per dedicarsi alla crescita dell’azienda ed entra a far parte del Jet-set locale.

Zengiaro collabora prima con la ditta Visonà di Vicenza, poi per Desmo a Firenze infine per la maison spagnola Loewe, dove resta per vent’anni.

Era il Gucci spagnolo e io mi divertii a sperimentare: forme rigide come sculture, con gli interni delle ventiquattrore in legno, cuoi antichi rivisitati e molto altro. Ero un tecnico con oltre 50 anni di esperienza e ancora tanto entusiasmo.

Nel 1980, l’attrice Lauren Hutton indossa una borsa intrecciata Bottega Veneta nel film American Gigolò. Nel 1985, Andy Warhol realizza il cortometraggio Bottega Veneta Industrial Videotape. Negli anni ’90, Bottega Veneta lancia la sua prima collezione prêt-à-porter. Successivamente ha lanciato anche le linee di profumi, gioielli e cose per la casa, sempre nello stile sobrio e lineare tipico dell’azienda.

Nel 1998 venne assunto come direttore creativo lo stilista inglese Giles Deacon, che si concentrò soprattutto sui vestiti e ottenne subito molto successo, in particolare con la collezione del 2000

Bottega veneta, nel 2001, entra nel Gruppo Gucci che rilancia l’azienda. Con l’acquisizione del marchio, Gucci assunse Deacon come assistente di Tom Ford, e nominò come nuovo direttore creativo di Bottega Veneta lo stilista tedesco Tomas Maier nel giugno del 2001, in qualità di Direttore Creativo. Da allora. Maier, è rimasto a Bottega Veneta, sino a giugno del 2018, dove disegna le collezioni donna, la prima nel 2005, e uomo, nel 2006, riuscendo a rilanciarne lo stile.

Il marchio ha lanciato una linea di gioielli alla moda nel 2002, seguita da una linea di gioielli raffinati nel 2006.

Nel 2006 Bottega Veneta ha aperto a Vicenza la Scuola dei Maestri Pellettieri, dove vengono insegnate le tecniche di lavorazione artigianale della pelle, da come tagliarla a come modellarla, oltre alla tecnica dell’intrecciato. Nel 2012 ha aperto una cooperativa femminile specializzata nella tecnica dell’intreccio.

Nel 2011, la casa di moda introduce il suo primo profumo, chiamato Bottega Veneta, dove la figlia della stilista Ines de la Fressange, Nine d’Urso, è stata scelta come testimonial per la campagna.

Nel 2013 Bottega Veneta ha trasferito il suo atelier da Vicenza in una storica villa del 18° secolo immersa in un parco di 59.000 metri quadrati nei pressi di Montebello Vicentino.

Nel giugno 2018, Daniel Lee viene nominato direttore creativo di Bottega Veneta, con il lancio della Pouch clutch, che diventa la borsa più venduta nella storia del marchio. Lee mantiene lo stesso team di artigiani, e porta avanti la tradizione di Bottega Veneta di puntare su tecniche di alto artigianato e prodotti di lusso discreto, semplici e che non hanno bisogno di un logo per essere riconoscibili. Bottega Veneta sotto la direzione creativa di Lee ha dato vita all’espressione “Nuova Bottega”.

Da fine 2019, Bottega Veneta entra a far parte del gruppo di lusso Kering, ex Gruppo Gucci. e stesso anno, Bartolomeo Rongone viene nominato amministratore delegato. Bottega Veneta gestisce 268 negozi in tutto il mondo.

Nel 2020 Bottega Veneta realizza il cortometraggio Men in collaborazione con Roberto Bolle per presentare la collezione Autunno/Inverno 2020-21.

Il 6 gennaio 2021 Bottega Veneta ha creato scalpore nel settore del lusso chiudendo inaspettatamente tutti i suoi account sui social media (il suo account Instagram aveva 2,5 milioni di follower). La ​​mossa è stata seguita dalla creazione di un digital journal, Issued by Bottega, affidandosi ai suoi clienti, influencer, collaboratori e fan per diffondere la notizia. ​​Le sfilate di moda mensili sono state sostituite da trunk show privati ​​chiamati Salons. La maison ha reinventato i suoi spettacoli con allestimenti industriali e guest star hip-hop.

Matthieu Blazy diviene il direttore creativo da novembre 2021.

Con Blazy, gli spettacoli di Bottega Veneta tornano a Milano. Inoltre, la società ha rivelato l’intenzione di trasferire la sua sede a Palazzo San Fedele a Milano entro la fine del 2023.

Bottega Veneta è famosa per lo stile molto sobrio, l’utilizzo di colori naturali come il marrone, il tortora, le varie sfumature di beige, il nero, e le linee molto pulite di vestiti e accessori. Le fantasie, per lo più geometriche, sono utilizzate raramente, i capi sono soprattutto vestitini dal taglio classico e molte gonne. Quello di Bottega Veneta è stato definito dagli esperti come un “lusso discreto”, vista anche la scelta di non mettere il logo su borse e accessori.

Aggiornato al 4 marzo 2022
Autore: Lynda Di Natale e Paola Moretti
Fonte: wikipedia.org, web