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Fondata in Italia nel 1973 da un gruppo di designer, byblos (in minuscolo) nasce come divisione di Genny S.p.A., che Arnoldo Girombelli e sua moglie Donatella fondarono nel 1961 ad Ancona, prendendo il nome da un hotel di Saint Tropez (Francia). byblos è stato eseguito per la prima volta sotto la direzione del fratello di Arnoldo, Sergio Girombelli, e dal 1992 da Donatella Girombelli.

Una importante caratteristica – oltre alle collezioni giovanili, spensierate, eleganti, sportive e colorate – del marchio di fabbrica di byblos era il fatto che il rispettivo stilista della griffe del momento rimaneva sempre in secondo piano, e il marchio byblos era sempre in primo piano.

byblos divenne ben presto una calamita per giovani stilisti di tutto il mondo come Gianni Versace (dal 1975 al 1976), Guy Paulin (1979-1982) e il duo Alan Cleaver e Keith Varty, che segnò una svolta nella storia del azienda dal 1981 al 1996. Versace aveva precedentemente lavorato come stilista per Genny (dal 1974) e poi (fino al 1994) era consulente per l’etichetta.

I due ex studentati della Dorothée Bis di Parigi, gli stilisti inglesi Alan Cleaver e Keith Varty, hanno portato, al marchio di moda italiano, un tocco esotico giovanile ricco di colori. Un periodo di massimo splendore di byblos sono stati gli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90. Un successo che portò byblos ad essere un marchio indipendente dal gruppo Genny  nel 1983.

Varty, in un’intervista per la rivista Women’s Wear Daily, ha dichiarato che il loro prodotto doveva essere

saleable, in the right fabric, with this young image and it’s got to be fresh in every season.

Cleaver e Varty hanno catturato l’attenzione di tutti con uso dei colori, ispirati a dipinti, paesaggi, ai loro viaggi o semplicemente alla frutta e alla verdura. Un tocco di colore brillante, nei outfit Byblos, diventa la l’inconfondibile firma creativa dei due stilisti e del marchio stesso.

Durante permanenza a Byblos, Cleaver e Varty hanno fondato byblos Uomo, byblos USA, Options Donna (1985), Vis à vis byblos (1986) e Options Uomo (1988). Dopo il licenziamento, annunciato nel 1997, molti altri designer hanno cercato di seguire le loro orme.

Sembrava improbabile che il sole potesse mai tramontare su questi due brillanti avventurieri che avevano fatto così tanto per stabilire lo stile di byblos. Eppure byblos ha vissuto turbolenze nel fatturato a partire dalla metà degli anni ’90 e nel 1996 Varty e Cleaver sono stati licenziati dopo 15 anni con l’azienda. Le vendite erano in calo  e i due furono accusati di mancanza di innovazione; mentre il resto dell’industria della moda si stava spostando verso creazioni più sofisticate ed eleganti, loro avevano continuato con le mode divertenti e colorate per cui erano stati conosciuti dai primi anni ’80.

Il debutto alla byblos di Richard Tyler è stato con la collezione Autunno 1997 a Milano.

L’enfasi di Tyler sulla semplicità nei suoi modelli, insieme alla sua popolarità negli Stati Uniti, dove Byblos ha generato il 10 percento delle sue vendite all’epoca, erano due dei i fattori che hanno incoraggiato la società madre di Byblos, Genny, ad assumerlo.

Tyler ha lavorato per byblos, continuato a disegnare la propria etichetta in concomitanza con il suo lavoro per Byblos, solo per un anno ed è stato sostituito nel 1998 da John Bartlett.

Bartlett, la cui prima collezione è stata per la primavera/estate 1999, ha riconosciuto la necessità di mantenere fede a ciò che ha definito la tradizione Byblos di abbigliamento “giovane, leggero, colorato e tematico”

Lo stilista americano annuncia subito che avrebbe dato una nuova prospettiva alle caratteristiche che avevano reso byblos famoso in tutto il mondo. Unì l’originalità dello stile di Cleaver e Varty, il loro gusto esotico che caratterizzava lo spirito dei viaggiatori, i loro colori accesi con una linea più sobria in un contesto più moderno. Così ha rinfrescato il look del marchio italiano senza cambiarlo completamente.

Il breve regno di Bartlett è durato poco più di un anno, quando si è dimesso dopo aver completato le collezioni dell’autunno 2000. Bartlett è rimasto come consulente per le tendenze della moda per due stagioni.

Dopo che Bartlett si è dimesso nel 2000, l’azienda ha affidato la direzione creativa a due nuovi designer: allo stilista francese Martine Sibton per linea donne e Dandy Dalal per la linea uomini. I motivi grafici di Sibton hanno attirato l’attenzione dei media, che hanno definito il suo stile un mix di rock’n roll e romanticismo, mentre Dalal è rimasto più fedele all’obiettivo iniziale del marchio: colore e divertimento.

Nel 2001 Donatella Girombelli vende Genny, e con essa il marchio byblos, al gruppo PradaPrada, a sua volta, era principalmente interessata agli stabilimenti di produzione di Genny, venduti a Swinger International, produttore di abbigliamento sportivo e casual di Bussolengo in provincia di Verona, e nel 2004 interrompeva completamente la produzione della collezione donna Genny, ma conservava i diritti sul marchio. Swinger aveva precedentemente prodotto la collezione blu byblos su licenza di Genny.

Negli anni novanta la firma era praticamente morta e giaceva dormiente nella scuderia di Prada. La famiglia Facchini, marito e moglie con tre figli ormai grandicelli, nel 2002 decise di comprarlo.  I coniugi Lilli e Dino Facchini, prima di arrivare al successo, hanno fatto una vera gavetta, di quelle che oggi non farebbe nessuno. Come racconta Lilli Facchini

io e mio marito andavamo a bussare nei negozi porta a porta. Lui aspettava in macchina, io entravo indossando il nostro prodotto, e siccome ero bellina spesso riuscivo a vendere

Dopo poco i due Facchini cominciano a produrre jeans con il marchio “Swinger”, che in inglese significa “scambisti”:

In realtà noi volevamo fare una griffe che richiamasse la Swinging London degli anni ’60, altro che scambisti. In quanto ai jeans erano gli anni settanta dove tutti volevano solo ed esclusivamente denim. Per noi questa svolta significò il successo, sia in termini economici che di fama

2002, byblos è stata assorbita dall’azienda italiana Swinger International Co, che mirava a valorizzare il marchio made in Italy raggruppando nomi noti come Versus e Rocco Barocco.

Il legame di byblos con le arti si esprime nel byblos Art Hotel Villa Amistá situato vicino a Verona, la villa è sia un hotel di lusso che una galleria d’arte contemporanea in continua evoluzione. Ospita importanti mostre e artisti moderni. Lo stesso principio vale per byblos Magazine, dedicato ad arte, design, lusso, moda e nuove tecnologie.

Il mondo byblos comprende, non solo collezioni uomo e donna, ma anche accessori, fragranze, collezioni di occhiali, borse, scarpe e complementi d’arredo. L’azienda ora ha negozi in Europa, Sud Africa, Stati Uniti e Asia.

Stilista della griffe byblos è Manuel Facchini, che ha lavorato in Fendi, Vivienne Westwood e Aglomania (brand di Vivienne Westwood), fratello del CEO di Swinger, Mathias Facchini, dal 2006.

A fine 2012 Facchini ha anche lanciato una nuova linea principale chiamata byblos Milano for women, che è stata poi presentata alle Settimane della Moda di Milano, e contemporaneamente ha aperto una discoteca omonima nel nord-ovest di Milano.

Nel 2018 il marchio è gestito da Enrico Vanzo come direttore generale e Manuel Facchini, come direttore artistico.

Con la nuova collezione autunno inverno 2022 2023 si apre un nuovo capitolo per byblos che torna a Milano Moda Donna con una sfilata in formato digitale.

La nuova boutique monomarca inaugurata in Via della spiga 33, a Milano ha un approccio digital, all’interno del negozio si trova infatti un device che favorisce l’interazione social costante con il prodotto presentato in quel determinato momento. Accanto al canale di vendita tradizionale sono attivi l’e-commerce completamente rinnovato che presenta l’intera proposta di prodotto e la vendita sui canali social.

aggiornato al 10 agosto 2022
Autore: Lynda Di Natale e Paola Moretti
Fonte: byblosbrand.com, made-in-italy.com, wikipedia.org, web