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Genny è una azienda di abbigliamento fondata nel 1962 ad Ancona.

Genny nasce come marchio con il quale Arnaldo Girombelli produceva abbigliamento femminile (inizialmente gonne e camicette) all’interno della propria boutique ad Ancona nel 1962. Il successo del marchio, e l’interesse della clientela intorno alla produzione artigianale di Girombelli è tale che l’imprenditore chiama ad affiancarlo nel 1976, la stilista, e sua futura moglie, Donatella Ronchi, che alla morte dell’uomo, nel 1980, prenderà il suo posto alla direzione della griffe.

Finito il liceo ho deciso di seguire un corso da stilista a Milano perché ho sempre avuto l’attitudine per la moda. Ed è proprio a Milano che un bel giorno Arnaldo Girombelli si è rivolto perché era in cerca di una stilista che potesse lavorare nella sua azienda, la Genny. L’agenzia per la quale lavoravo pensò a me e, visti i legami di parentela con le Marche, accettai l’incarico e mi presentai ad Ancona.

Genny prende il nome della figlia maggiore di Arnaldo Girombelli, avuta dalla moglie Gabriella.

Il marchio Genny nasce nel 1962 grazie ad Arnaldo e Donatella Girombelli. La collezione acquista sempre più fama e successo tra il pubblico femminile imponendosi tra i player della moda nazionale anche grazie all’apporto stilistico di celebri designer tra i quali, in primis, Gianni Versace che, dal 1973, diventa direttore creativo di Genny.

Durante gli anni ’70 la casa di moda conobbe una rapida crescita quando Girombelli apportò radicali cambiamenti nella struttura aziendale, orientandola verso una tendenza di capi più alla moda, senza modificare la produzione di alta qualità Made in Italy, con capi su misura.

Nel 1968 viene aperto il primo stabilimento del marchio, e nel 1973 verrà assunto in forze all’azienda lo stilista Gianni Versace, che continuerà a lavorare per l’azienda fino all’inizio degli anni novanta, creando, tra le altre, la linea giovane Byblos, che, nata nel 1973, dal 1983 diverrà un marchio indipendente. Oltre a Genny e la linea giovane Byblos, Versace disegnerà la collezione Complice, nata nel 1975. Versace sarà soltanto il primo di una lunga serie di stilisti che lavora in Genny.

Donatella Girombelli ha continuato la politica del marito, dopo la sua morte, di assumere i migliori designer per creare linee per le etichette Genny come come Claude Montana, Keith Varty, Alan Cleaver, Dolce e GabbanaChristian Lacroix, Rebecca Moses, John Bartlett, Richard Tyler, Josephus Thimister e Alessandro Dell’Acqua.

Nel 1984 Donatella Ronchi Girombelli viene invitata alla Casa Bianca, in occasione della manifestazione Princesse Grace Foundation, tenutasi a Washington, dove presenta la propria collezione. Si tratta della prima volta che una casa di moda italiana ha una opportunità così prestigiosa, che permette all’azienda nel 1987 di essere scelta come in rappresentanza dell’Italia a New York, in occasione delle celebrazioni per il Columbus Day. Nello stesso anno la Donatella viene insignita del titolo di commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica italiana.

Sempre nel 1987, sotto la guida di Donatella Ronchi, e del figlio Leonardo Girombelli, Genny diventa una holding finanziaria, e la presenza del marchio sul mercato estero diventa più importante. In effetti già da metà anni novanta, il marchio Genny è distribuito in America, Europa, Giappone e Asia, mentre la produzione si è allargata ai Profumi, agli accessori, agli occhiali ed alle scarpe.

Entro la metà degli anni ’90 Genny ha prodotto oltre due milioni di articoli con le sue diverse etichette, che sono stati distribuiti in tutto il mondo attraverso le quasi due dozzine di boutique indipendenti dell’azienda e nei migliori grandi magazzini negli Stati Uniti, in Medio Oriente, in Europa e in Giappone. Un numero crescente di accordi di licenza attentamente controllati comprendeva prodotti come occhiali, fragranze, abiti da sposa, borse in pelle, cinture e scarpe vendute in tutto il mondo.

Nel giugno 2001, Genny entra a far parte del gruppo Prada, con un accordo che permetta alla famiglia Girombelli di mantenere il proprio ruolo di direzione del marchio e garantendo l’attuale livello di occupazione.

È stata la scelta più giusta per il nostro gruppo. La competizione mondiale nel settore del lusso richiede oggi dimensioni maggiori per competere ad alto livello. Il futuro dell’azienda sarà sicuramente migliore, grazie all’ingresso in un gruppo importante e in forte crescita come Prada. – Donatella Girombelli

Il gruppo Prada, su esplicita richiesta della famiglia Girombelli, si impegnerà a garantire l’attuale livello di occupazione e a creare le condizioni di sviluppo del gruppo marchigiano, che a fine dicembre impiegava circa 280 dipendenti e il cui fatturato ammontava a 90 miliardi di lire.

Donatella e suo figlio Leonardo Girombelli manterranno incarichi nella nuova società. Nel settembre 2002 viene assunto, come nuovo stilista del marchio, Francisco Rosaf.

Rivitalizza la tradizione del pizzo, che è sempre stato importante nella storia del marchio e che ritorna come sta sui tessuti insieme a fiori colorati.

Nel 2010 Donatella Ronchi Girombelli pubblica il libro Genny (edizioni Skira, 2010).

Non mi manca il business, le sfilate, quanto piuttosto la creazione. L’ho risolto facendo questo libro. Mi sono staccata da quel mondo, per premiare me stessa. Ho scelto la qualità della vita. Mi sono fermata. Ora vivo le mie case. All’epoca non le vivevo se non di passaggio. Ho ritrovato la mia identità e da qui sono partita per la ricerca spirituale. Ora, dopo il distacco, mi sono riconciliata con il passato.

Dal 2011 il marchio appartiene al gruppo veronese Swinger International che ha dato un nuovo corso allo stile firmato Genny puntando su un’estetica caratterizzata da linee fluide capaci di valorizzare la femminilità attraverso la cura dei dettagli e dei particolari. Il risultato sono collezioni che uniscono elementi classici a texture moderne, giochi di stampe e di luce, all’insegna di un pret à porter sempre chic ma vicino alle esigenze della donna contemporanea.

Nel mese di marzo del 2011, dopo qualche anno di “sospensione” della produzione distribuzione della collezione Genny da parte del gruppo Prada, il marchio è stato acquistato dalla nota azienda veronese Swinger International S.p.A., con l’obbiettivo di rilanciare a livello mondiale uno dei marchi che hanno fatto e rappresentato la moda italiana nel mondo.

Dal 2011 al 2013 le collezioni per il marchio sono disegnate da Gabriele Colangelo, che ha presentato a Milano, nel settembre 2011, la sua prima collezione (primavera-estate 2012) in qualità di direttore creativo di Genny.

Nel 2011 Genny, storico marchio di pret à porter, viene acquisito dalla Swinger, e Sara Cavazza Facchini segue i progetti speciali legati al brand, quali le licenze, si occupa del restyling del retail e dell’advertising. Nel giugno 2013 è nominata direttore creativo di Genny.

I marchi della Genny Holding SpA sono: Genny Moda, Genny Due, Malisy (fino al 1993), Complice, Byblos (introdotta nel 1973, diventata azienda indipendente, 1983), Montana Donna e Montana Uomo (fino all’inizio degli anni ’90).

Dal 2013 Genny rinasce sotto la direzione creativa di Sara Cavazza Facchini, che ha presentato la sua prima collezione nel settembre dello stesso anno.

Sara Cavazza Facchini è stata anche modella – scoperta da Oliviero Toscani a 16 anni e ritratta sulla copertina di “Graziaˮ –; poi si è laureata in Sociologia con una tesi sulla figura dello stylist. La moda è il suo settore di elezione, che consolida con un Master allo Ied, poco prima di sposare Mathias Facchini, ceo di Swinger International, l’azienda veronese che nel 2011 rileva Genny. Ed è proprio per il marchio che negli anni ’80 e ʼ90, sotto la guida di Donatella Girombelli, era tra i colossi del ready to wear italiano che Sara inizia a seguire vari progetti speciali fino a diventarne, in un paio dʼanni, direttore creativo.

Un cambiamento reso possibile da Sara Cavazza Facchini che, dal 2013, è direttore artistico della maison al cui heritage ha infuso un’eleganza timeless, una femminilità autentica e una contemporaneità fatta di dettagli.

Una filosofia che Genny ha adottato fin dal 2016 quando abbiamo cominciato a creare abiti eticamente corretti, che non fossero solo totalmente Made in Italy per manifattura e materiali utilizzati, ma che seguissero i parametri UE in materia di rispetto dell’ambiente e dei lavoratori. Questo perchè il cliente che si avvicina al mondo Genny e acquista uno dei suoi prodotti deve riconoscere il valore di quello che sta dietro alla sua realizzazione. concetto di luxury responsible secondo Sara Cavazza Facchini

2018 il brand ha ricevuto il Tao Award per la moda durante l’evento Taomoda a Taormina.

Quando immagino dei capi, la prima cosa che mi domando è: “Me li metterei?” Così li provo. Se funzionano, hanno il via libera.

Jeans e t-shirt non fanno per me e per le donne a cui mi ispiro, mi piacciono i tailleur puliti e gli abiti da sera che valorizzano la figura grazie a spacchi e scollature che lasciano intravvedere il corpo senza mettere in ridicolo chi li indossa

aggiornato al 3 agosto 2022
Autore: Lynda Di Natale e Paola Moretti
Fonte: genny.com, fashionencyclopedia.com, wikipedia.org, web